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lunedì 18 gennaio 2010

Google per i diritti umani e gli affari cinesi comunisti!

Google ha giustamente deciso di ribellarsi alla censura del regime comunista cinese. Mary Beth Markey, alto funzionario della compagnia, ha dichiarato che «questa presa di posizione rappresenta un grande passo avanti per la libertà di parola in Cina». I cinesi ringraziano Google. Negli ultimi giorni, davanti agli uffici della compagnia, continuano infatti ad accumularsi fiori posati da numerosi internauti. Zeng Jinyan, moglie del noto attivista Hu Jia ha detto: «Ho fatto una veglia a favore di Google». Il dissidente Mo Zhixu ha portato un mazzo di gigli dichiarando «dobbiamo seguire i nostri principi e proteggere la libertà di parola». La risposta del regime a Google Che la censura fa bene. Questa, in sintesi, la tesi sostenuta dal governo cinese che ha invitato le aziende a sostenere il controllo dello Stato su Internet: «L’opinione pubblica va guidata ». Poche, chiare parole che dimostrano come la Cina non abbia alcuna intenzione di cambiare la sua politica repressiva. La presa di posizione di Google rappresenta un grande esempio per tutti quei politici e uomini d’affari occidentali che non hanno il minimo scrupolo quando si tratta di fare profitti, anche se questi sono prodotti sul sangue e la pelle dei lavoratori forzati e dei bambini operai internati nei laogai. Le persecuzioni in Cina aumentano. Il filmaker tibetano Dhondup Wangchen è stato appena condannato a 6 anni di carcere. Due monache tibetane, Nordon e Lhawang Dekyi, a due e tre anni di prigione. Liu Xiaobo ha ricevuto una condanna ai laogai di 11 anni e nell’ ex Turkestan Orientale le condanne a morte si contano a decine. Ma i nostri politici non si rendono conto che il governo cinese è una dittatura comunista che non ha alcuna intenzione di cambiare in meglio? Come non comprendere che più il regime cinese si rafforza, più diviene potente, più incassa vittorie politiche ed conomiche, più cresce la sua arroganza e la sua brutalità. Membri del governo e del parlamento italiano, imparate da Google! Volete capire che l’invasione dei nostri mercati da parte di prodotti cinesi - spesso nocivi - e l’imperialismo militare ed economico cinese in Africa, Asia, Medio Oriente e Sud America, ha un forte impatto negativo sulle nostre vite e su quelle delle generazioni future?

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