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venerdì 8 gennaio 2010

TUTTO SUL BODY SCANNER

































La sperimentazione degli scanner anti-terrorismo negli aeroporti è imminente. A far da apripista gli scali di Venezia-Marco Polo, Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa: lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine della riunione del comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti dell'Enac, convocato dal presidente Vito Riggio. Una proposta concreta è attesa il 21 gennaio prossimo.
Intanto i potenziali fornitori concorrenti, General electrics e L3 Communication, si rallegrano, la quotazione degli scanner prodotti, anche in seguito al fallito attentato di Umar Farouk Abdulmutallab sul volo Amsterdam-Detroit, è schizzata a 200mila euro l'uno.
L'Enac incassa un primo commento positivo di Enrico Marchi, presidente di Save, la società di gestione del Marco Polo di Venezia, e annuncia di poter contare su risorse pari a due milioni di euro. Quindi, valutando un costo di 150mila euro a scanner, l'Italia potrebbe aggiudicarsene almeno una decina, di cui otto da dividere equamente tra Fiumicino e Malpensa, scali con più collegamenti con gli Stati Uniti, considerati oggi i voli più a rischio. Gli altri due potrebbero finire a Venezia, mentre Fiumicino potrebbe aggiudicarsene di più nel caso in cui gli scanner entrassero in funzione per altri collegamenti aerei, cosiddetti sensibili, come Israele e Londra.
L'Europa è in allerta, ma sull'installazione degli scanner, in attesa di raggiungere un posizione comune, ha fatto registrare una molteplicità di pareri. L'Olanda è stata la prima a muoversi: all'aeroporto di Amsterdam Schiphol sono arrivati quindici body scanner, altri sessanta sono in arrivo. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha fatto sapere di averne già ordinati per gli aeroporti britannici e fra tre settimane i primi faranno la loro comparsa a Heathrow. In Germania il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Cdu), si è dichiarata contraria, ma la collega dell'istruzione e della ricerca, Annette Schavan (Cdu), prevede che la Germania non dovrà aspettare a lungo per introdurre i nuovi body scanner.
In Francia, invece, sarà un gruppo di lavoro a esprimersi sugli scanner negli aeroporti. Contrario il Belgio che, per il momento, non li installerà. Scettici anche gli spagnoli: il ministro dei trasporti Josè Blanco aveva detto di non voler proporre misure di sicurezza addizionali poi, a nome della presidenza Ue, ha difeso un approccio comune.
fonte: il sole24ore.com

Sì ai body scanner anche in Italia. E a chi si lamenta affermando che una tale pratica rappresenta una "violazione della privacy dei passeggeri", il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un'intervista a Radio 24, richiede un "sacrificio" perché i body scanner negli aeroporti sono "lo strumento più sicuro" contro i terroristi. Insomma, "il diritto alla sicurezza rappresenterebbe la precondizione per tutti gli altri diritti e libertà". Privacy compresa.
Sulla stessa linea anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Premesso che la gestione compete alle società aeroportuali vedrò in questi giorni il presidente dell'Enac, Vito Riggio, e sono deciso a far sì che questi strumenti di controllo siano collocati quanto meno a Fiumicino e Malpensa".
E rispetto alla questione "privacy", il titolare del Viminale ritiene che "si possa adottare una soluzione concreta ed equilibrata", utilizzando scanner "poco invasivi" che mostrino il corpo del passeggero "opacizzandolo" per rispettare l'integrità degli utenti.
Dopo quelli statunitensi, molti altri aereoporti del mondo si doteranno di body scanner. L'Olanda e la Germania hanno già dichiarato il loro interesse mentre Londra preferisce introdurli "gradualmente".
Una cautela necessaria. Oggi, infatti, diverse associazioni britanniche hanno protestato contro l'installazione di tali apparecchiature che "rischiano di infrangere le leggi britanniche per la tutela dei minori, perché creano immagini oscene dei bambini".
La richiesta avanzata dalle associazioni all'Home Office di Londra è quindi quella di "esentare i minorenni dai 'full body scanner'".
La discussione è aperta. Infatti, il problema della pedopornografia rientra, secondo il dipartimento dei Trasporti di Londra, "nelle questioni legali e operative" in discussione a Whitehall. Intanto, un portavoce dell'aeroporto di Manchester ha voluto precisare che "fino a quando non verrà chiarita la situazione i controlli verranno effettuati soltanto sui passeggeri di oltre 18 anni di età".
Ed è scettico anche il Parlamento europeo che, lo scorso anno, aveva già bocciato la proposta della Commissione che voleva introdurre i super raggi X. Vedere le persone nude, era, per i deputati della passata legislatura, un'inaccettabile offesa alla dignità.
Il dibattito è spostato al 7 gennaio, data in cui gli esperti di sicurezza aerea dei 27 esamineranno la possibilità di nuove misure da sottoporre all'attenzione dei rispettivi ministri.
fonte La repubblica.com

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