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mercoledì 19 maggio 2010

Il primo sì al federalismo demaniale!


Via libera della commissione Bilancio della Camera al decreto legislativo sul federalismo demaniale. Divise le opposizioni con il Pd che si è astenuto, l'Udc che ha votato contro e l'Italia dei Valori che vota sì. Si tratta del primo decreto attuativo del federalismo fiscale che domani mattina sara' all'esame del Consiglio dei ministri. A inizio giugno sarà invece pronto il secondo decreto legislativo, quello sulle entrate. "Sono molto contento, oggi il federalismo è partito: abbiamo raggiunto la prima tappa importante" commenta il leader della Lega Umberto Bossi. E Silvio Berlusconi nell'anticipazione del libro di Bruno Vespa spiega: "Il federalismo fiscale sarà lo strumento più efficace di contrasto nei confronti dell'evasione".

Il testo. Tra le osservazioni, la commissione chiede al governo di "predisporre nei tempi più brevi consentiti l'elenco dei beni da trasferire e di comunicare alle camere", anche insieme alla relazione prevista dalla legge sul federalismo fiscale, "le minori spese stimate conseguenti all'attribuzione dei beni" previsti dal provvedimento. Come condizioni si afferma che non dovranno essere trasferiti beni pubblici agli enti locali in dissesto. Altro vincolo posto è che le risorse derivanti dalla vendita di questi beni vadano a riduzione del debito e, in sua assenza, solo a copertura di spese per investimenti e non per la spesa corrente. La ripartizione fra stato ed enti è fissata al 25% e 75 per cento. La commissione ritiene poi che alle spese per la gestione e manutenzione dei beni trasferiti non si debbano applicare i vincoli relativi al patto di stabilità interno entro il limite degli oneri già sostenuti dallo stato. Infine, la commissione bilancio ritiene che l'alienazione degli immobili debba avvenire "previa attestazione della congruità del valore" del bene da parte dell'agenzia deldemanio o dell'agenzia del territorio, da rilasciare entro 30 giorni dalla richiesta.


Intesa Idv-governo. "Punto d'incontro" tra Idv e governo sul federalismo demaniale. Un'intesa sancita dalla conferenza stampa comune tra Antonio Di Pietro e il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Fianco a fianco per l'annuncio ufficiale del sì dell'Idv alle nuove norme sul federalismo demaniale (il cui decreto sarà varato domani in consiglio dei ministri). "L'Idv si assume la responsabilità delle proprie decisioni e dice sì al termine di un lavoro condotto senza contrapposizioni preconcette. Chi, invece, si astiene - sottolinea Di Pietro tirando una frecciata al Partito democratico che oscilla tra l'astensione e il no - dimostra di non essere nè carne nè pesce".

Per i Verdi, invece, si profila una corsa alla cementificazione selvaggia. "I comuni, infatti nell'80% dei casi saranno costretti alla vendita non solo per ripianare il debito, come espressamente previsto dal ministro Calderoli, ma anche perchè i deficit di comuni, province e regioni non consentono di sostenere i costi di manutenzione e gestione dei beni" dice il presidente Angelo Bonelli. "Il testo è stato migliorato ma non in modo totalmente soddisfacente" spiega il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini.

Calderoli: "Non ci sono costi occulti". Il ministro torna sui costi della riforma, al centro di una lunga querelle con l'opposizione, spiegando che "il federalismo nasce proprio per ridurli, per ridurre la pressione fiscale e dare più servizi". "Solo se lo si applica male - conclude Calderoli - nascono delle duplicazioni e noi in questo momento stiamo proprio tagliando quelle che sono state fatte in passato. Quindi parlare di costi occulti è un non-sense".

Berlusconi: "Nessun taglio della tasse". "La crisi non consente un taglio delle tasse che sarà, invece, un "dividendo del federalismo fiscale". Sarà possibile solo quando i conti pubblici lo consentiranno, grazie al "miracolo" compiuto dal Governo. Così Berlusconi in un'intervista che comparirà nel nuovo libro di Bruno Vespa. mentre Bossi si dice infatti 'tranquillo' e a chi gli domanda se l'Italia corra rischi di crisi economica risponde: "No, spero di no".

La Bicamerale presieduta da Enrico La Loggia ha approvato il parere favorevole, con alcune condizioni, al primo decreto legislativo della riforma, quello sul federalismo demaniale, il decreto che fissa i principi generali e le procedure per regolare il trasferimento di parti del patrimonio immobiliare dello Stato a favore degli enti territoriali. E che consegnerà alle regioni spiagge, fiumi, laghi e una bella fetta di caserme non più utilizzate dai militari. Il Pd si è astenuto. Voto contrario solo di Udc e Ap.

L'ACCORDO LEGA-IDV - Vincente l'accordo Antonio Di Pietro e Roberto Calderoli. Il leader dell'Italia dei Valori e il ministro leghista della Semplificazione si erano presentati in una conferenza stampa congiunta, annunciando il «punto d'incontro» fra i due partiti..«Ci dispiace -ha sottolineato l'ex pm- che alcuni dopo aver contribuito a costruire un buon strumento non hanno il coraggio di assumersene la responsabilità. L'Italia dei Valori non si astiene mai, perché non è politica la politica che non decide, non sono buoni pastori quelli che non sanno indicare la strada». Il federalismo demaniale, ha proseguito Di Pietro, così come è stato formulato con un «lavoro di insieme», «può essere un provvedimento che unisce ed è un peccato che invece sia un’ennesima fonte di divisione». Nel merito del provvedimento l’ex pm ha osservato che «finora i beni demaniali sono stati solo un costo a perdere, abbandonati a se stessi e lasciati a speculatori e incuria». La riforma, però, farà in modo che questi beni «abbiano un’identità certa: allo Stato quelli dello Stato, agli enti locali, che ne saranno responsabili, gli altri. Se applicato bene il federalismo demaniale permette di avere vantaggi e non costi».

TAGLIARE LE DUPLICAZIONI - Proprio sui costi del federalismo, al centro di una lunga querelle con l’opposizione, è intervenuto Calderoli spiegando che «il federalismo nasce proprio per ridurli, per ridurre la pressione fiscale e dare più servizi». «Solo se lo si applica male - ha concluso il ministro - nascono duplicazioni. E noi, in questo momento, stiamo proprio tagliando quelle che sono state fatte in passato. Quindi parlare di costi occulti è un non-sense».

TREMONTI - «Una valenza di carattere costituzionale, con un elevato valore simbolico». Questo è il giudizio del Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti. «La vera difficoltà risiede nella vendita del patrimonio immobiliare», dice il ministro secondo il quale in prospettiva occorre «costituire un apposito fondo finalizzato alla gestione e valorizzazione dei beni oggetto di trasferimento». E aggiunge: «l'ipotesi di utilizzare i proventi dei cespiti patrimoniali acquisiti ad abbattimento del debito nasce al fine di evitare forme di elusione nella disciplina sui conti pubblici». Per il ministro del Tesoro è arduo vendere i beni. «È questa - ha osservato - la reale difficoltà da superare». I

L'OPPOSIZIONE E LE CRITICHE- Un testo migliorato ma non soddisfacente per il capogruppo del Pd, Dario Franceschini che così spiega la scelta di astenersi del suo partito: «è utile mantenere l'unico spazio di confronto sul merito che abbiamo in Parlamento». L'attuazione del federalismo «è un provvedimento importante e per questo manteniamo la nostra disponibilità al confronto. Sugli altri decreti valuteremo caso per caso». Un decreto inadeguato per Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd. «Non tiene conto della crisi», attacca, «e, quindi, del risanamento dei conti. E non tiene conto neppure degli enti locali, ai quali non dà l'effettiva possibilità di governare. Il concetto federalista della Lega continua a essere imperniato sulla concessione agli enti locali e non su una effettiva autonomia e responsabilizzazione. Il Pd, quindi, per senso di responsabilità e in linea con l'astensione alla legge delega sul federalismo votata un anno fa, si è astenuto».
Più dura la critica dei Verdi, sia sul contenuto sia sull'appoggio dato da Di Pietro al decreto. «Il Federalismo demaniale non è nient’altro che una mega svendita dei beni di stato consentendo una speculazione senza precedenti - dice il presidente dei Verdi Angelo Bonelli -. I Comuni, infatti nell’80% dei casi saranno costretti alla vendita non solo per ripianare il debito ma anche perché i deficit di comuni, province e regioni non consentono di sostenere i costi di manutenzione e gestione dei beni». Quanto all'Idv «la decisione è vergognosa. Sono inaudite sciocchezze quelle dette da Di Pietro per cui siccome i beni del Demanio rendono poco allora meglio venderli. Non viene in mente a Di Pietro che invece di regalare il patrimonio di Stato ai poteri forti si poteva fare una riforma per far pagare i giusti canoni per le concessione demaniali e le sorgenti idriche?»

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