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martedì 25 maggio 2010

La casabianca contro la Corea del Nord

Washington ha espresso sostegno all'iniziativa di Seul, che intende interessare il consiglio di sicurezza dell'Onu del caso. Obama ha dato istruzioni alle agenzie governative "perché rivedano le loro politiche" sulla Corea del nord di fronte allo schema adottato da Pyongyang "di provocazioni e sfide del diritto internazionale" in modo da adottare misure adeguate ed identificare le aree in cui "sarebbero opportune modifiche". "L'appoggio degli Stati Uniti alla difesa della Corea del sud è chiaro ed il presidente ha dato istruzioni ai suoi comandanti militari per un coordinamento con le controparti sudcoreane volto ad assicurare prontezza e dissuadere future aggressioni", afferma la dichiarazione. Da parte sua Hillary Clinton ha esortato Pechino a cooperare nella gestione del caso Corea del nord. "Ci troviamo di fronte ad una nuova grave sfida", ha dichiarato il segretario di stato americano, che oggi avvia una due giorni di colloqui con la leadership cinese. Le provocazioni nordcoreane sono materia "di urgente preoccupazione", ha detto. "Dobbiamo dunque lavorare assieme, ancora una volta, per affrontare questa sfida e portare a buon fine i nostri obiettivi comuni per la pace e la stabilità della penisola coreana". Intanto Seul annuncia l'adozione di misure punitive nei confronti di Pyongyang e mette in guardia il regime nordcoreano: "D'ora in avanti, la Repubblica di Corea non tollererà provocazioni da parte del nord", ha annunciato il presidente e Lee Mung Bak in un intervento in televisione. "Se le nostre acque territoriali, il nostro spazio aereo o il nostro territorio verranno violati, eserciteremo immediatamente il nostro diritto all'autodifesa", ha ancora affermato. "La Corea del nord pagherà un prezzo corrispondente alle sue provocazioni", ha continuato, preannunciando l'adozione di una serie di restrizioni, tra cui la sospensione di tutti i programmi di scambio economico e la riduzione al livello minimo degli aiuti umanitari. Il governo di Seul si appresta inoltre ad interessare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del caso. "In queste circostanze, ogni scambio commerciale intercoreano o altra attività di cooperazione è priva di senso", ha concluso. Anche il governo di Tokyo sta considerando la possibilità di adottare sanzioni più severe contro la Corea del nord in relazione alla vicenda dell'affondamento.

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