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giovedì 3 giugno 2010

Chi sono i precari?



Li chiamano precari storici. Hanno i capelli grigi, e una lunga esperienza - in piazza e nei provveditorati, non meno che in classe: sono i peggiori alleati di chi usa quel termine passepartout, perché bastano, pochi o tanti che siano, a compromettere la credibilità (e la carriera) di molti incolpevoli e non canuti lavoratori a tempo determinato. Che non meritano un futuro da precari di lungo corso.
I precari si preparano domani a scendere in piazza e intanto si va delineando un piano di emergenza per la Lombardia, di cui Giuseppe Colosio,dirigente del Miur lombardo, anticipa all’ANSA alcune linee:”Faremo dei contratti con la Regione per inserire docenti senza posto di lavoro in specifici corsi di formazione professionale”. Un’altra proposta all’esame dei tecnici e’ quella di utilizzare i docenti per insegnare la lingua italiana ai numerosi stranieri della regione. Ma non sembrano ancora maturi i tempi per un’intesa. Ai precari non bastano le idee lanciate da Colosio e continuano la loro protesta incatenati davanti il palazzo dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale).
”Da 5 anni sono un’insegnate precaria – racconta Olga Romano, portavoce del ‘Coordinamento 3 ottobre’, trent’anni, laureata in filosofia e abilitata – sono passata dalle sostituzioni brevi da un mese, massimo un mese e mezzo, alle sostituzioni per maternita’ da sei mesi. Poi finalmente al terzo anno mi viene affidata la cattedra di 18 ore per un anno. Un sogno. Ero arrivata 159a in graduatoria provinciale. Oggi, dopo due anni, sono 129a, con un avanzamento di ben trenta posti in graduatoria, e non so quale sara’ il mio futuro. Sono tornata indietro.”
Sono momenti di attesa al presidio. Ci si prepara per la manifestazione di domani a sostegno del ‘Coordinamento 3 ottobre’. Partira’ alle ore 14 da Piazza Missori e terminera’ in via Ripamonti davanti all’Usp ( Uffici Scolastici Provinciali). Parteciperanno diverse sindacati di categoria tra cui: Flc-cgil, Cobas Scuola, Slai Cobas per il sindacato di classe.
”A milano e provincia per quest’anno sono previsti 15.000 alunni in piu’ e 8.000 posti di lavoro in meno”, denuncia Attilio Paparazzo, segretario della Flc-Cgil Milano.
Anche alcuni esponenti del Pd, Marilena Adamo, Emanuele Fiano ed Emilia De Biasi, parteciperanno al corteo assieme a Rifondazione Comunista, Sinistra Critica per dire basta alla ” macelleria sociale ai danni dei precari della scuola”.
Ma Colosio, in rientro da Roma per un vertice tra i Miur di diverse regioni, tra cui Campania, Puglia, Sicilia e Veneto, e’ fiducioso:”Se le norme della Gelmini venissero approvate mercoledi’ dal Consiglio dei Ministri, il problema precari della scuola per la Lombardia potrebbe essere risolto”.Si calcola che con la fine dell’anno circa 300.000 lavoratori precari hanno visto scadere il loro contratto senza più alcuna possibilità di rinnovo. 300.000 persone hanno perso il lavoro e da due giorni l’Istat li considera ufficialmente iscritte tra coloro che sono “in cerca di occupazione”


Tra di essi ci sono anche molti giovani per i quali si può parlare anche di “perdita della speranza”, ma anche meno giovani, che vivevano precariamente da anni, specie nella Pubblica Amministrazione, forse padri e madri di famiglia, per i quali, in ragione della loro età, diventerà ancor più difficile il futuro anche a breve termine. Per quasi tutti non vi sarà nessuna forma di ammortizzatori sociali. Per pochissimi scatterà una qualche forma di sostegno, prevista dal decreto “anti-crisi”, che complessivamente mette in campo circa 5 miliardi di euro, mentre noi di Italia dei Valori stimiamo che dovrebbero essere almeno il quadruplo. Abbiamo anche indicato al governo come reperire tali risorse: oltre ai 5 miliardi stanziati dal governo, altri 5 potrebbero arrivare da procedure speciali per incassare quanto non versato da chi tra il 2001 ed il 2005 ha fatto domanda di condono senza versare le somme previste, 3 miliardi dalla sospensione per due anni della abolizione dell’Ici sulla prima casa se di una certa dimensione (quindi a carico di famiglie benestanti), 3 miliardi da una più serrata lotta all’evasione fiscalereintroducendo le norme sulla tracciabilità dei pagamenti, 4 miliardi dalla riduzione degli interessi passivi sul debito pubblico. Certo con queste risorse si possonoprevedere più estesi ammortizzatori sociali anche per i precari, oltre che in generale per le famiglie a reddito più basso. Una recente ricerca a permesso di calcolare in circa2.800.000 i lavoratori precari al 30 settembre scorso, con un aumento in 5 anni di circa il 17%. Di essi 900 mila sono al Sud (il 34,4%), 700 mila nel Nord Est (24,6%), 600 mila al Centro (21,5%) e 550 mila nel Nord Ovest (20,4). In media i lavoratori precarisono occupati per 31 ore alla settimana, contro le 37 dei lavoratori a tempo indeterminato. La prossima settimana inizierà in Parlamento la discussione del decreto anti-crisi. Ci auguriamo che il governo accetti le nostre proposte e lo modifichi profondamente.

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