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venerdì 4 giugno 2010

I sindaci della Valle del Belice a Roma per chiedere il completamento della ricostruzione


Chiudere la partita dei finanziamenti per la ricostruzione dei comuni della Valle del Belice distrutti dal terremoto. A 42 anni dal sisma del 14 gennaio 1968, tornano di attualita' i danni subiti dai comuni compresi nel triangolo Agrigento-Trapani-Palermo. Oggi una delegazione composta da 21 sindaci dei paesi investiti dal terremoto si sono presentati a Roma, armati di buona volonta' e di una candela per "chiedere che si faccia luce sulla realta' della ricostruzione che non si e' ancora conclusa", ha spiegato di fronte alla Camera il portavoce dei sindaci, Vito Bonanno, primo cittadino di Gibellina, uno dei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto. In ballo ci sono qualcosa come 533 milioni di euro, 400 destinati all'edilizia privata e 133 (ma la cifra andrebbe rivalutata fino a 140 mln) per l'urbanizzazione e il completamento delle opere pubbliche. "Lo Stato -ha dichiarato ancora Bonanno- aveva quantificato in 800 milioni la spesa compessiva per completare la ricostruzione. Noi, come sindaci delle zone colpite, abbiamo unilateralmente stabilito di ridurre le pretese, dimezzando la cifra preventivata. Abbiamo portato una candela per fare luce sulla realta' del Belice. Nel 1968 ci furono 363 morti. Il terremoto fu devastante e oggi la ricostruzione non si e' ancora completata. E' un fatto molto grave. Per questo chiediamo che vengano rispettati i principi di parita' di condizioni con altre popolazioni e altre regioni colpite, nel corso di questi anni, da analoghe catastrofi naturali". "Chiediamo l'attenzione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -ha continuato Bonanno- che ha dimostrato sul campo la sua capacita' e l'efficenza sua e del governo nel recente sisma dell'Abruzzo. Chiediamo che il governo rispetti gli accordi che vennero sottoscritti in precendenza, a partire dal 2006, vagliati anche dal Parlamento. Chiediamo che nel giro di due anni si chiuda la pagina della ricostruzione: si tratta di somme concordate con il governo e con il Parlamento e, sopratutto, vogliamo che si cominci a parlare di sviluppo, per evitare che le nostre terre vengano abbandonate, soprattutto dai giovani che non trovano lavoro e sono privi di prospettive". "I finanziamenti non ci sono, sono somme da stanziare e si deve fare uno sforzo per trovare le risorse necessarie. E' vero che ci sono delle difficolta' economiche ma la crisi e i vincoli di bilancio che non possono essere pagati dal Sud e in particolare dai comuni colpiti dal terremoto. Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal sottosegretario Gianni Letta -conclude Bonanno- ora aspettiamo un segnale dal governo". La fiaccolata dei sindaci dei comuni del Belice 'incrocia' lo shopping del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ascolta le richieste dei primi cittadini del Belice. Il presidente della Camera ascolta e poi osserva: "state sollecitando un decreto attuativo per lo stanziamento dei finanziamenti. Allora non e' qui che dovete manifestare. Dovete andare un po' piu' la'", aggiunge con un sorriso indicando Palazzo Chigi. Lo scambio di battute si conclude con la proposta dei sindaci di trasmettere al presidente della Camera un dossier sulla ricostruzione, sui lavori da completare e sulle risorse necessarie. "Vi faccio il mio in bocca al lupo per il vostro impegno", conclude Fini. La Presidenza del Consiglio dei Ministri potrebbe approvare a breve un decreto per lo stanziamento di circa 80 milioni di euro per il completamento della ricostruzione nel Belice. Lo ha riferito il presidente della commissione Ambiente e Territorio del Senato, Antonio D'Ali, a margine della manifestazione dei sindaci del Belice di fronte a Montecitorio. "I Fondi per il Belice sono inseriti nel comma 250 della Finanziaria, che prevede nel complesso - ha ricordato D'Alì - uno stanziamento di circa 380 milioni per alcune voci". Il Fondo per il Belice, ha sottolineato il senatore Pdl, "fa parte di un provvedimento accantonato in passato e poi cancellato. Si tratta di 80 milioni, se poi potranno essere di più tanto meglio. L'importante a questo punto è avere riaperto questo capitolo; del resto il Belice - ha proseguito D'Alì - ha avuto molto meno rispetto ad altre zone colpite da terremoti, e questo é stato riconosciuto anche, dall' '83 al '97, da varie commissioni parlamentari". "In ogni caso sono felice che nell'ultima Finanziaria - ha concluso il senatore del Pdl - sia stato riaperto il capitolo dei Fondi per definire la ricostruzione del Belice".

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