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domenica 10 aprile 2011

DOCUMENTARIO - I TELEVISIONARI quarta parte


La tv privata prima dell’avvento di Berlusconi. Gli anni malandrini , eccitati e impegnati della fine degli anni Sessanta e la pletora di cittadini, singoli e in gruppo, che via cavo o occupando l'etere diedero vita a piccole tv con l’obiettivo di dare voce alle mille realtà locali con la naturalezza e la spontaneità di chi parla al proprio vicino di casa. Telebiella, TCH, Telessasuolo sono solo alcune delle decine di micro tv che, dal 1966 alla fine degli anni ’70, hanno dato vita a vere e proprie contro-programmazioni e contro-informazioni. Quelli erano «i televisionari», che al tempo dei movimenti operai e delle manifestazioni studentesche, anticiparono la Rai con l’agilità e la libertà propria di chi lavorava con pochi mezzi e con una gestione spesso familiare. Avventure, sogni, difficoltà, successi e insuccessi dei pionieri delle tv private, oltre che momenti salienti dell'epopea delle  «Tv libere», sono protagonisti di I televisionari – quando in italia la tv era libera, documentario di Barbara Iacampo e Lorenzo Pezzano (prodotto da Zeta Group per Fox Channels Italy) presentato in anteprima al RomaFictionFest andrà in onda su History Channel (canale 407 di Sky) in autunno. In anteprima, oltre il video che qui vi presentiamo, un estratto del documentarios arà presentato a Roma, Mercoledì 7 luglio alle 17.00, al Cinema Adriano con una tavola rotonda.

ANTICIPATORI - «Questo documentario è un omaggio ai coraggiosi e intraprendenti “rivoluzionari del tubo catodico”», sottolineano Barbara Iacampo e Lorenzo Pezzano. «Artigiani del video che hanno trasformato soggiorni, cantine e garage in studi televisivi per sperimentare una televisione alternativa, di paese o di quartiere, realizzata da cittadini per i cittadini, dove, in un’epoca in cui tutti gli strumenti d’informazione erano patrimonio esclusivo della televisione di Stato, a tutti era data la possibilità di esprimersi. Dei veri pirati dell’etere». Eclatante, ad esempio, il caso del ritrovamento del corpo di Aldo Moro a Via Caetani, raccontato in anteprima assoluta da Valerio Leccese, inviato della GBR di Franco Alfano. Memorabili inoltre le prime telefonate del pubblico in diretta nei programmi di Telenapoli di Pietrangelo Gregorio, ma anche l’esordio del sarcasmo dissacrante della Cinico Tv di Ciprì, sulla ITC (Televisione Indipendente a colori) di Giuseppe Manzo.

LA RAI ALLA DC, LE TV LIBERE AL PCI - Una realtà che finì per contestare il monopolio della televisione da parte della Rai, anche dal punto di vista giuridico, dal momento che la questione della presenza delle tv via cavo come concorrenti alla tv pubblica arrivò sui banchi della Corte Costituzionale. Il fenomeno delle tv private crebbe rapidamente e la politica non tardò ad interessarsene. Mentre la Dc controllava già la Rai, il Pci intuì la forza delle tv locali strumento per entrare in contatto con l'elettorato. Ma con la nascita di Rai Tre nel ‘75 anche la sinistra comunista si lasciò tentare dalla lottizzazione della Rai e le tv private vennero abbandonate al loro destino, lasciando ad altre mani un potere immenso.

LA DERIVA COMMERCIALE -L’avvento delle televendite e la deriva commerciale delle emittenti trovarono l’Italia puntellata di minuscole tv locali, ma, alla fine degli anni ’70, la società era cambiata: il pubblico voleva rilassarsi e divertirsi davanti allo schermo, essere intrattenuto più che informato. La raccolta pubblicitaria impose una dimensione regionale alle emittenti e il potere del denaro snaturò il senso di queste piccole imprese. Molti dei “televisionari” abbandonarono il campo e l’etere venne progressivamente conquistato da Silvio Berlusconi e da Mediaset. In pochi anni il sistema televisivo italiano fu stravolto, gli studi delle piccole tv smantellati, i nastri magnetici riciclati, le testimonianze cancellate.
Corriere.it

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