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mercoledì 6 luglio 2011

Cari Bersani e Vendola, ora gli Stati generali dell'informazione


Lettera aperta a Pierluigi Bersani e Nichi Vendola

Alla cortese attenzione
del Segretario del Partito Democratico, on. Pier Luigi Bersani
e del presidente di Sinistra, Ecologia e Libertà, on. Nichi Vendola


Carissimi,
mi preme sottoporre la presente alla vostra attenzione con la massima urgenza, in quanto mai come oggi arrivano segnali inequivocabili di una censura coordinata che mira a ledere irrimediabilmente la libertà d’informazione.
Dopo la vittoria referendaria, abbiamo assistito ad una serie di fatti che, messi in fila, evidenziano un palese attacco all’articolo 21 della Carta Costituzionale. Mi riferisco ai palinsesti della Rai, al mancato accordo con alcune trasmissioni, partendo da ‘Report’, per proseguire con ‘Vieni Via con me’, ‘Parla con me’ e ‘Annozero’, ma anche al famoso caso della sparizione dalla manovra della norma su Telecom, a cui è seguita una volontà precisa, e non certo casuale, da parte dei vertici de ‘La 7’ di sbarrare la strada a Santoro e alla sua redazione. E non bisogna tralasciare neanche il regolamento dell’Agcom, che pone un bavaglio alla rete, unico baluardo della democrazia in questi tempi bui e strumento fondamentale che ha veicolato le informazioni sui referendum. L’Autority ha confermato, ancora una volta, di non essere fuori dal gioco, ma di farne parte. Anche per questo, occorre rivedere la composizione e la natura stessa di quest’organo, che potrebbe essere costituito da un garante unico e indipendente dalla politica. Tra l’altro, le intercettazioni apparse su alcuni organi di stampa su una presunta ‘struttura Delta’ all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo, come già quelle di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali, in Rai e all’Agcom, di far sparire alcune trasmissioni a lui sgradite e la nostra forza politica, dipingono un quadro allarmante che non possiamo più ignorare.
Per questo, credo che sia importantissimo e urgente riunirci e organizzare veri e propri stati generali dell’informazione, coinvolgendo i seri professionisti dalla schiena dritta e ponendo al primo punto la risoluzione del conflitto d’interessi che da anni pesa come un macigno sulla nostra democrazia. A questo, bisogna affiancare una seria riforma della Rai e dell’Agcom, prima che sia troppo tardi. E’ chiaro a tutti che governo e maggioranza sono riusciti nell’intento di portare l’azienda al collasso, togliendo e mortificando le alte professionalità, la qualità del servizio e dell’informazione.
Mandando via i programmi di maggior ascolto, si danneggia irrimediabilmente l’azienda perché gli ingenti introiti pubblicitari verranno a mancare e incrementeranno i profitti del concorrente Mediaset. Insomma urge un incontro al più presto, prima che gli ultimi spazi di libertà vengano azzerati. L’Italia dei Valori, consapevole del danno che sta subendo il servizio pubblico, chiede a tutti di fare un passo indietro, con umiltà, per il bene del Paese. I partiti devono uscire fuori dalla gestione della Rai e non devono permettere che l’azienda affondi. Prima che i tasselli compongano tutto il puzzle, vi prego attiviamoci.
Vi chiedo un incontro urgente per affrontare un problema cruciale per la nostra democrazia.

Cordiali saluti,
Antonio Di Pietro

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