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venerdì 19 agosto 2011

Perchè gli evasori non vanno in galera?



Diciamo subito che quello che dice il ministro Calderoli non risolve i problemi. E’ vero che nella manovra depositata dal governo in Parlamento la proposta di un nuovo scudo fiscale non c'è, ma il fatto è che ce la vogliono inserire.
Preso atto che la manovra, così com'è uscita dalle stanze del governo, è impresentabile, stanno cercando un modo diverso per trovare i soldi necessari e dalla padella finiscono nella brace, perché, udite udite, vorrebbero ancora una volta graziare gli evasori fiscali, cioè dire che coloro che non hanno pagato le tasse, e anzi hanno portato i soldi all'estero, possono farla franca semplicemente con un contributo una tantum come è successo nel primo scudo fiscale.
Io non ho capito perché chi evade le tasse non debba andare a finire in galera, dal momento che per colpa sua noi in Italia abbiamo un sacco di debiti e non siamo in grado di affrontare questa crisi.
Ricordate la lista Falciani? E' quell'elenco di evasori fiscali, o meglio di signori che hanno i conti all'estero e che questo signor Falciani ha individuato, identificando sia soggetti italiani che francesi, spagnoli e svizzeri. Questa lista, che contiene migliaia di nomi italiani, è legittimamente nelle mani delle autorità italiane. Bene: rendiamoli pubblici i nomi di queste persone. Sequestriamogli gli yacht, le macchine, le case. Così ci penseranno due volte prima di andare a fare nuove evasioni fiscali.
Forse non tutti sanno che queste persone, residenti in tutta Italia, che hanno portato i soldi all'estero e che fra di loro non si conoscono, hanno quasi tutte, guarda caso, lo stesso studio commercialista che le sta difendendo dallo Stato. Qui gatta ci cova! Chi è che manovra?
Io ho richiesto ufficialmente che alla Camera dei deputati e al Parlamento venga fornito l'elenco di queste migliaia di persone, perché è bene che i cittadini sappiano chi è il vicino di casa che va in giro con lo yacht e poi fa il nullatenente e non paga le tasse.
In Italia c'è una crisi nella crisi. E' la crisi di credibilità di questo governo che ancora 10 giorni fa, in Parlamento, per bocca del presidente del consiglio e del ministro Tremonti aveva avuto la spudoratezza di dire che le famiglie stavano bene,le imprese erano solide e le banche erano piene di soldi.
Vuol dire che questo governo non è credibile, non è capace e per risolvere la crisi italiana la prima cosa da fare è mandarlo a casa. Per mandarlo a casa, non è che bisogna farne uno posticcio e artefatto. Bisogna andare alle elezioni anticipate e fornire al mondo intero e ai mercati finanziari la credibilità di un nuovo governo che riscuota più fiducia di quello attuale che ha dimostrato di fare solo leggi e leggine per uso proprio.
Nuove elezioni non fanno paura. Potrebbero essere una panacea per risolvere il problema tutto italiano che si innesta nella crisi mondiale.

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