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sabato 3 settembre 2011

Penati: la maxitangente rossa che fa disonore al Pd.


L'accusa più grave partorita dall'inchiesta sul "sistema Penati" nasce da un affare che rischia di minare la credibilità politica della segreteria nazionale del Pd: una presunta corruzione di proporzioni imponenti, concordata nell'estate 2005 in "riunioni riservate", con versamenti proseguiti fino all'autunno 2008. Mazzette pluri-milionarie pagate dal gruppo Gavio, secondo i pm, per un'operazione da sempre chiacchierata: la vendita del 15 per cento dell'autostrada Milano-Serravalle, a un prezzo vantaggiosissimo per il privato, alla Provincia di Milano, quando presidente era Filippo Penati, indagato con il suo ex braccio destro Giordano Vimercati.

L'accusa è documentata nel decreto che ha portato la Guardia di finanza a perquisire gli uffici e i computer di un dirigente di Banca Intesa, indagato come presunto intermediario della corruzione. La Procura di Monza per ora non quantifica l'importo della maxitangente: l'unica certezza, per i pm, è che solo l'ultima rata è di due milioni tondi, ma la cifra totale sarebbe molto più alta, perché corrisponde a una percentuale dell'intero superprofitto ottenuto dal gruppo Gavio con l'affare Serravalle. La fetta destinata ai politici, insomma, di una torta economica da 176 milioni.

La nuova accusa si inserisce in una Tangentopoli locale che già insidia il partito a livello nazionale. Il giudice delle indagini, per cominciare, ha considerato "dimostrati numerosi e gravissimi fatti di corruzione posti in essere prima al Comune di Sesto e poi alla Provincia di Milano da Penati e Vimercati", che hanno evitato il carcere solo grazie alla legge berlusconiana sulla prescrizione (la ex Cirielli). E per il più ricco affare edilizio, sull'area ex Falck, il costruttore Giuseppe Pasini, seguito da suo figlio Luca e dal genero Diego Cotti, ha ammesso di aver dovuto pagare non solo i politici di Sesto, ma anche due emissari della cooperativa Ccc (2,4 milioni "per lavori mai eseguiti"), imposta da Penati e Vimercati "per garantire la parte romana del partito". Il tutto mentre resta da scoprire, come certifica il giudice, chi abbia intascato almeno 710 mila euro di tangenti sicuramente versate dall'immobiliarista Luigi Zunino e dal suo alleato Giuseppe Grossi per raddoppiare il cemento sempre sull'ex Falck. A questo punto i pm sospettano un "doppio binario di finanziamento: un primo flusso a Penati e Vimercati per la federazione milanese del partito e un secondo per il livello nazionale", attraverso le coop rosse.

Dinanzi alla possibilità che l'inchiesta di Monza chiarisca il coinvolgimento della "controparte politica nazionale" – così come la definisce il costruttore sestese Giuseppe Pasini – la Commissione è chiamata a dare un parere sulla linea politica da mantenere. La Commissione, infatti, al di là del suo ruolo di garanzia, è un organo politico, i cui componenti rappresentano le diverse sensibilità presenti all"interno del Partito Democratico, una sorta di "consiglio di amministrazione del Pd" – come non esitano a definirlo i bene informati di Largo del Nazareno - sull"esempio del Collegio dei Probiviri di democristiana memoria.

Arturo Parisi, in un intervista all'Espresso di Marco Damilano, spiega che Penati sia colpevole o innocente dal punto di vista giudiziario lo può decidere solo la magistratura. Il problema sul quale dobbiamo interrogarci è però nitidamente politico, riguarda la confusione, il conflitto e la distinzione tra interesse generale e interesse individuale e di parte. La confusione tra gli interessi economici privati e l'esercizio dei poteri pubblici. E' questa confusione che ha raggiunto con Berlusconi il suo massimo. E' questo conflitto che ho denunciato e denuncio ovunque si manifesti. Nella sinistra come nella destra. In Berlusconi, ma non meno in chi denuncia Berlusconi.
E poi continua sempre Arturo Parisi sulla domanda Chi sono gli "aggregati bifronti"? Che siano aziende che si fanno partiti, o partiti che si fanno aziende fa poca differenza. Così come poco conta che siano la Compagnia delle Opere- Pdl, Fininvest-Forza Italia o Coop- Ds. Il problema non è perciò capire quati siano i Filippo Penati nel Pd, ma quali siano i Penati del Pd.

Risponde pure il segretario del Pd Pierluigi Bersani alla domanda E quali sono i numi tutelari del Pd? E' appunto questo il problema. Risponde Bersani e continua: bisogna capire se e in che misura il Pd abbia ereditato il modello di partito-subcultura, nato per difendere e organizzare la condizione operaia, in una prospettiva rivoluzionaria, e ora diventato una sovrastruttra autonoma.

Lo scorso 27 agosto 2011 il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha annunciato, in merito al caso Penati, l"avvio di una "azione di verifica a tutela della onorabilità del partito" e la convocazione della Commissione Nazionale di Garanzia per il prossimo 5 settembre. Il Segretario, però, ha dimenticato di aggiungere che non è la prima volta che la Commissione viene convocata per affrontare la questione relativa alle vicende giudiziarie di Filippo Penati.

I nove componenti della Commissione si erano riuniti già lo scorso 4 agosto nella sede nazionale del Partito Democratico. Si evince dall'Espresso che si è trattato di una riunione di pre-valutazione del caso, della quale - al contrario di quanto accaduto per la seduta del 4 settembre - non è stata resa pubblica la convocazione.

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