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domenica 16 ottobre 2011

15 Ottobre 2011 il film della giornata: la manifestazione a Roma.

Una giornata da dimenticare durante la manifestazione a Roma. Ieri dopo chiamate frenetiche con colleghi e amici di Roma avevamo constatato, via web, che c'era aria gelida e folle in giro, che dopo mezzogiorno ha rovesciato la maschera e confermato quello che sapevamo già: ragazzi, che attaccano al livello "psico-sociale" non si sa cosa, si fa antipolitica dicono. Contesa spinta fra le braccia di pericolosi anarchici e migliaia di giovani, in un contesto culturale che in Occidente non ha mai smesso di essere favorevole al capitalismo: da qui gli "indignados", "il blocco nero", gli ex "no global" "Sel", qui quo qua e tutti gli spezzoni del nichilismo antagonista, che si nutre solo di una cieca avversione al potere e disprezza qualsiasi idea di progresso sociale e riforma economica. A questo punto ci stanno anche coloro che hanno manifestato in forma pacifica. Poi tutti gli altri in blocco seguendo come una mandria gli altri con sanpietrini in mano lanciati sulla prima cosa mobile. Poi sono diventati degli "eroi" per centinaia di persone, spargendo il veleno anticapitalistico in ogni piega della realtà, sia vera che virtuale. La negazione delle istituzioni, della rappresentatività, del parlamentarismo, in nome di una non meglio specificata ideologia che mette al primo posto i corpi e la totale padronanza su di essi, è il frutto del relativismo con cui ogni appartenenza politica, un tempo salda e pregna di senso, ha dovuto scendere a compromessi negli ultimi vent'anni. Non è solo colpa di una sinistra ormai svuotata dei suoi principi costituenti e che cerca disperatamente compagni di strada anche tra i più improbabili e sull'onda della moda del momento. Alemanno ha risfoderato toni da celere anni Settanta, mentre il temuto ministro degli interni Maroni era a Varese, lontano dalla mischia. Domani si volta pagina, nonostante i feriti e la guerriglia metropolitana; ci si abitua a tutto. Bisogna capire perchè perseguitano poliziotti, padri di famiglia anche loro, bruciano auto, negozi, cartelli e perfino violato un luogo sacro. "Bisognerà capire," tuona il segretario del Pd Bersani, "come sia possibile che una banda di centinia di deliquenti abbia potuto devastare, aggredire, incendiare e tenere in scacco per ore il centro di Roma". Indignati sono coloro che a parte le manifestazioni cercano di ideare progetti per andare alla rivalsa proponendo fatti concreti e idee di azione politica sul campo. Lontani da azioni violente e antistatali vicine a prospettive anti regime. Per fortuna la situazione in questo paese non è al livello del nord Africa e per fortuna tanti "indignatos" da casa possono solo valutare che dietro manifestazioni di protesta anti-governativa "legittima" come questo si capisce solamente che c'è un gruppo di idioti pronti a sfasciare tutto, tra beni e persone, senza farsi scrupolo di nulla.



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