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mercoledì 18 aprile 2012

Alleanza politica per il terzo polo

Francesco Rutelli, il 19 novembre 2011 ci ricordava che bisogna apprezzare il senso del cammino del terzo polo. Una condivisione profonda. Casini ci diceva che "Nulla sarà uguale a prima". Perchè nella serietà della crisi deve esserci un consenso comune. Gianfranco Fini ci diceva che le scelte si fanno in Parlamento, punto cruciale per il futuro dell'Italia.
Nella crisi le istituzioni, Giorgio Napolitano in primis, hanno esercitato le proprie prerogative verso gli obblighi istituzionali. La tregua di cui solo il terzo polo ha parlato è funzione di un patto. Non si vuole più fare polemica contro chi non ha fatto nel passato. Si riconoscono gli sbagli, perchè l'Italia sta andando a fondo e noi dobbiamo fermare il nostro cammino verso il profondo collasso economico, lavorativo e finanziario. Bisogna pacificare e non divididere. Questo è un messaggio di rinascita del nostro paese. Bisogna ricucire l'Italia. Deve esserci una politica verso il popolo e con il popolo e interpretando che sono indispensabili per dare un futuro al paese. La sinistra orfana di Berlusconi non ha più il suo "nemico da indicare". La sinistra non ha un programma decente da portare avanti. La scelta del terzo polo di FLI, dell'UDC e di tutti quanti hanno scelto il percorso solido del terzo polo è l'ambizione del servizio di noi tutti e non di quello personalistico che si è rimarcato in passato. Nel senso del cammino, di una svolta. Contro il bipolarismo improducente del passato, che unisca i moderati e gli indipendenti. L'italia si deve salvare tutti insieme. Basta con il populismo e il secessionismo di stampo leghista; avanti con il sostegno del nord che lavora e la fiducia verso il sud dei lavoratori per una integrazione di riforme del lavoro adeguate per far risollevare le sorti oramai declinate, alla lettura dell'indice del rialzo della disoccupazione giovanile. La politica deve avere non più un ruolo di parte, deve esserci più coesione. Non ci sono più gli schematismi del passato. Nulla sarà più come prima perchè dal grado di solidarietà e di condivisione, nasceranno le nuove alleanze politiche. Monti non è il jolly, Monti va bene senza sè e senza ma. Chi condivide quello che il terzo polo ha fatto e fa, non può ostacolare il governo Monti, si devono fare i sacrifici, chi più ha più deve contribuire. Qui sta cambiando il mondo, è generale e globale. E noi siamo chiamati a fare un investimento, bisogna scommettere sul tasso di natalità e sulle famiglie quindi sul nostro futuro. Basta con la demagogia e il populismo. Il terzo polo ha chiesto il cambiamento. Questa è la grande sfida della politica, alla quale non si può sottrarre, questa è la prerogativa della nostra patria.

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