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martedì 24 aprile 2012

"Casini ed ex Udc è ora di cambiare i vertici"


L'unione di centro esce di scena azzerando i vertici e il logo? Negli uomini certamente restano quei valori, quei principi e questo non è il problema su cui voglio soffermarmi.
Il leader Casini forse aveva già deciso o è un colpo di scena, per virare altrove? Mentre Alfano replica e disorienta tutti. Per il PDL c'è una svolta e vuol dire che rinuncia al finanziamento pubblico? “D’ora in poi, soldi solo dagli iscritti e dai sostenitori.” Direi propriamente all’americana. “Soldi privati sì, ma non oltre certi limiti.” Insomma, l’Italia politica accusa il colpo dei Lusi, dei Belsito o dei Trota che si vuol dire, io direi meramente leghista.
Casini cambiando il nome del partito chi vuole accontentare? Non più l'unione di centro ma il restante. Forse parliamo di forma. Far convergere al centro i tanti altri centro. E l'essenza della vera politica? Una vera operazione vortice, sperando di fare le scarpe al socio Bersani, che punta alla restaurazione dei falsi progressisti, ed all’amico-avversario Alfano, il quale, senza esitazione annuncia l’unica vera rivoluzione che l’Italia invoca, cioè il cambio generazionale, se non il cambiamento sulla scia delle esigenze dei lavoratori e degli imprenditori.
Nessuno ci casca più forse era meglio rimanere sulla scia del terzo polo come vi ho ricordato nel precedente articolo. Un nuovo volto con l'aiuto dei saggi, un nuovo team che faccia da laboratorio politico, quindi nuovi progetti che risultino andare incontro ai cittadini. Casini parla di nuovi acronimi. Si dissolverà l'UDC? anche la sua vecchia guardia? La classe dirigente? Casini stesso, cioè, in nome del rinnovamento? Nessuno ci crede. Si era appunto nel “giusto” con il terzo polo perchè cambiare, perchè combinare altri malumori politici che sfoceranno all'antipolitica assoluta. Perchè non continuare sulla scia dell' unificazione dei moderati di destra, nell'avvento del tecnologicamente e sensibilmente avanti? Lo è stato Beppe Grillo nel suo cammino politico del movimento 5 stelle. Il fenomeno politico di Grillo, ad esempio, che, fino a cinque o sei anni fa, faceva ridere ai più, sta ora assumendo proporzioni ragguardevoli per l’interessato, preoccupanti per i suoi avversari. Se si votasse oggi, dicono gli esperti, raccoglierebbe il 7% dei consensi popolari. Sarebbe un voto politico o un voto popolare? La risposta è che c'è forse più gente che crede oggi giorno al movimento di Grillo che ad un partito già rodato dagli anni. Segno evidente che gli italiani sarebbero perfettamente consapevoli di votare per un “non addetto ai lavori”, non parliamo dei tecnici.
Qua sta il paradosso, i cittadini voterebbero Grillo e gli darebbero la fiducia lo stesso. In mancanza di un meglio politico. Grazie Grillo per aver contribuito a questo cambio tecnologicamente e informaticamente affermato negli USA già dal 2008 con le presidenziali di Barack Obama e prima ancora nei primi anni del ventunesimo secolo. Restando fermi sulla "cronaca" politica guardando al Carroccio di Bossi che continua ad essere divorato dai tarli, evidentemente eroso per una troppo prolungata sosta all’interno della tanto vituperata Roma-ladrona, l'antico vecchio e “ammaccato” leader padano se la prende con le macchinazioni dei nemici della Lega. E' troppo facile prendersela con gli altri quando si pensava di avere la Lega a propria disposizione familiare.
Esaminando il clima di opinione la delusione è generale e il dissenso incalcolabile tra la gente. Si vedono le imprese soffrire coi costi di produzione, si percepisce il malumore di chi ha sulle spalle una famiglia con i figli senza poter arrivare a fine mese. Un’intera classe media sta diventando povera, e i poveri sempre più poveri.
La sostituzione del vecchio con il nuovo e con il meglio della classe dirigente dell'UDC, diventerà credibile quando si faranno le alleanze giuste. Non si dovrebbe mettere più la pezza vecchia su quella nuova.
Siamo in Europa, allora, si annunci l’adeguamento dei privilegi dei nostri parlamentari a quelli dei colleghi dei paesi come la Germania e l’Inghilterra, si dimezzi il loro numero, si riduca a non più di due il numero delle legislature, si finanzino pure i partiti politici, ma per non più di qualche decina di milioni di euro come nel Regno Unito, in Germania o in Spagna, si facciano uscire fuori per sempre i corrotti dallo Stato, si ripulisca una sanità lenta, inefficiente e poco garantista delle esigenze urgenti di chi paga le tasse, non si intacchi l'iva portandola dal 21% al 23%, ma facciamo come la Spagna che ha ridotto del 17% i costi della spesa pubblica che vanno ai ministeri, riducendo, quindi ottenendo 10 miliardi di euro senza aumentare le tasse.
L'insopportabile disprezzo che subisce il cittadino, della corruzione amministrativa e politica e i privilegi eterni ed irrinunciabili sono allo scadere del termine. Il cambio si fa dando spazio, il turn-over deve essere alle porte. Il motto di oggi è: Cambio Generazionale.

Se siete interessati all'argomento e volete continuare a leggere il parere degli esperti in materia vi rimando al sole 24 ore con l'articolo: Le convergenze parallele di Casini e Berlusconi.

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