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mercoledì 18 aprile 2012

Gianfranco Fini per il Terzo Polo all'insegna della coesione nazionale

Il 19 novembre 2011, Gianfranco Fini per il Terzo Polo era all'insegna della coesione nazionale, egli ha riverberato l'aria che doveva tirare di questi tempi. C'è stato un incoraggiamento all'auto imprenditorialità giovanile. Per dimostrare le nostre capacità, per favorire una consapevolezza partecipativa alla vita politica "nuova". Secondo il mio punto di vista il terzo polo ha dato l'input giusto. Nel discorso di Gianfranco Fini c'è una volontà del terzo polo di cambiare registro. Per una nuova Italia. Ci ricordava che il terzo polo era ed è in un contesto politico del tutto diverso. Anche per la necessità di un cambiamento che ha portato ad un evento con ampia maggioranza parlamentare con una nuova pagina politica. Quello che è accaduto conferma che il tempo è sempre galantuomo. Nei mesi del governo Berlusconi c'era un conflitto permanente, e si è raggiunti ad una soluzione saggia. Il bipolarismo non era riformatrice. La sinistra era fuori dalla storia, quel giustizialismo e quella crociata contro le istituzioni non serviva. Disse onore a chi capì di uscire da un Pdl, a chi voleva dividere il tessuto nazionale e criticare e offendere il tricolore. Sempre Fini riferiva che il terzo polo: dovrà avere una marcia in più, deve essere una sintesi politica con più valori. Il terzo polo deve raccogliere le energie e proporre quei progetti, quelle riforme necessarie al popolo. Bisogna che ci sia la partecipazione delle associazioni onlus, no profit, quello che non ha fatto la politica e i partiti lo hanno fatto loro. Entriamo nel 21° secolo. Le etichette del secolo scorso non servono più dice Fini. Ognuno di noi quelle etichette, e le sue storicità le porta nella memoria del proprio cammino politico, però esse devono essere superate con dei progetti capaci di rendersi conto che i tempi cambiano e mutano a più alti livelli e sempre nell'esigenza di aumentare la crescita dell'occupazione giovanile. E' una sfida che va di pari passo con il governo di Mario Monti. C'è anche tanta solidarietà con la popolazione del Sud Italia, con chi vive del proprio sforzo personale al lavoro per tutelare la propria famiglia. Bisogna proteggere le categorie deboli, quella meno garantita è rappresentata dai giovanissimi. Bisogna tutelare la politica verso i giovani, partendo dalle procedure dell'essere assunti in un'azienda senza determinare già dall'inizio i contratti a tempo determinato, i quali hanno contribuito a diffondere precarietà e poca solidarietà ai nostri giovani. Equità deve esserci e ci sarà. Bisogna che sia più crescita ed equità per chi precariamente non ha stabilità, e soprattutto per chi nella sua volontà vuole crearsi una famiglia e portare avanti le sorti dell'Italia. Più produci e più guadagni questo è il senso, la meritocrazia deve fare perno in questa nuova fase. Garantendo il sostegno a questo governo che ha un obiettivo di creare le condizioni per una società migliore di quella attuale. La politica può svoltare nel senso giusto e il senso giusto è il terzo polo o un nuovo patto per unire tutta la nazione.

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