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mercoledì 19 maggio 2010

Ciao Massimiliano, Ciao Luigi.


Stamani all'aeroporto militare di Ciampino sono arrivate le salme dei due alpini morti due giorni fa per l'esplosione di una bomba in Afghanistan. Le bare coi resti del sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e del caporalmaggiore Luigi Pascazio, 24, sono giunte in aeroporto intorno alle 9, dopo essere partite ieri da Herat, nell'Afghanistan occidentale, al termine di una cerimonia funebre.
Ad accogliere i feretri, oltre ai parenti, c'erano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Sulla pista dell'aeroporto, Napolitano ha accarezzato le bare avvolte dal tricolore e portate a spalla dagli alpini, poggiando per qualche secondo la mano prima su uno e poi e sull'altro feretro. A rendere gli onori è stato un picchetto armato del IX Reggimento alpini dell'Aquila. Le due salme sono poi state trasferite all'ospedale di medicina legale dove si svolgerà l'autopsia disposta dalla Procura di Roma, che ha aperto un'inchiesta sull'attentato. Al Celio, la camera ardente sarà aperta oggi dalle 16 alle 20, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. Domani alle 10 sono invece in programma i funerali di Stato nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma. Ramadù e Pascazio hanno perso la vita quando il blindato Lince su cui viaggiavano assieme a due commilitoni della Taurinense - il primo caporalmaggiore Gianfranco Sciré, 27 anni, e il caporale Cristina Buonacucina, 26, rimasti feriti - è stato investito dall'esplosione di un ordigno al passaggio di un convoglio multinazionale diretto a una base avanzata nella zona di Bala Murghab, nella Regione Ovest sotto responsabilità italiana. Sciré è giunto in Italia ieri, mentre Buonacucina è stata trasferita in Germania, nell'ospedale americano di Rammstein, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico avendo riportato fratture alla spina dorsale. Con i due soldati morti lunedì, è salito a 24 il numero di militari italiani che hanno perso la vita dal 2004 in Afghanistan, 16 dei quali in attentati o scontri a fuoco. Lo scorso febbraio era inoltre rimasto ucciso in un attacco dei talebani a Kabul un funzionario dell'Aise, il servizio segreto per l'estero. I militari italiani attualmente impegnati in Afghanistan nell'ambito della missione Isaf della Nato sono circa 3.300, per lo più nella Regione Ovest.

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