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domenica 3 giugno 2018

88 giorni di attesa...vi racconto la storia della formazione del governo

Il 4 Marzo gli italiani hanno votato con la legge elettorale Rosatellum Bis, messa in piedi dal partito democratico, per far fuori il Movimento cinque stelle. Legge elettorale che ha favorito con più forza il Movimento e anche la Lega di Salvini e il Centrodestra. E' chiaro però dalle elezioni del 4 marzo non esce un chiaro vincitore, ma solo un chiaro sconfitto: il Pd di Renzi, della Boschi e delle Banche e del Giglio magico. La coalizione di centrodestra ottiene il 37 per cento, con il sorpasso della Lega su Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Rimane comunque il nodo del primo partito, M5S con la maggioranza relativa dei parlamentari sia alla Camera dei deputati, sia al Senato. Insomma il M5s è il primo partito, con oltre il 32 per cento dei consensi ma non riesce a poter governare da solo, si cerca quindi un alleato. Nel frattempo dopo la chiara sconfitta, la seconda visto quello del 4 Dicembre 2017 con il referendum costituzionale, dove era chiaro che doveva uscire di scena, Matteo Renzi annuncia di lascere la segreteria del Partito democratico, oramai spaccato, dopo la formazione del Governo. Così all'interno delle “aree democratiche” inizia l'epopea Martina, segretario-traghettatore-reggente fino all'Assemblea. (Assemblea che risulta essere una sconfitta democratica anche per quei pochi rimasti.)

Cronologicamente a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato il mandato a Matteo Salvini a incontrare il M5S per cercare una soluzione per le presidenze di Camera e Senato. Tutti e tre escludono accordi con il Partito democratico. Il leader della Lega e Di Maio iniziano le prime telefonate e i primi accostamenti, anche in via del fatto che si dovranno eleggere i presidenti della Camera e del Senato. Luigi Di Maio, capo politico del Movimento cinque stelle su La7 annuncia come candidato premier un “contratto di governo” che dice in pratica di voler appoggiare i temi più che alle ideologie e da un chiaro sì alla Lega e un chiaro sì  al Pd senza Renzi, sia chiaro”. Dal Pd si muove la bufera con insulti e l'immediato no dei “democratici.” Dall’intesa Lega e 5stelle escono i presidenti di camera e senato: Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Si apre così la fase delle consultazioni. Di Maio prova a tenere “un forno acceso” (che brutto linguaggio) con il Pd.

Il 10 aprile 2018 ci sono le prime consultazioni, ma non esce fuori una vera e propria intesa e servirà un nuovo giro di vite, di intrecci. Sopratutto perché sempre più tesi i rapporti tra la Lega e il M5S è ruolo che ha il centrodestra soprattutto con la presenza di Berlusconi, che Di Maio non vuole al tavolo, mettendo un veto chiaro e senza ripensamenti. Il centrodestra invece serra le porte e dice no senza la coalizione vincente niente governo con i cinque stelle.
Così parte il secondo giro di consultazioni. Le battute non pattuite, con la Meloni e Salvini, di Berlusconi contro i Cinquestelle alla fine dei colloqui allontanano una soluzione. Il Pd dichiara di essere pronto a incontrare chi sarà incaricato da Mattarella per misurarsi sui punti programmatici, per aiutare il paese.

Tutti i protagonisti della partita sono all'inaugurazione del Vinitaly, che si fa crocevia della politica italiana. “Se Di Maio vuole il forno di Renzi si accomodi”, dice Salvini riprendendo una metafora del capo dei Cinquestelle che aveva detto: “Aspetto qualche giorno, poi uno due forni chiude”.
Il 18 aprile Mattarella dà mandato esplorativo alla presidente del Senato Casellati ma il 20, l'esito delle sue consultazioni si risolve in un nulla di fatto.
Il 22 aprile il centrodestra vince le regionali in Molise. Il giorno dopo il presidente della Repubblica dà incarico esplorativo a Fico.
Di Maio scarica Salvini e apre al Pd. Martina si dice disponibile. “C'è dialogo, il mio mandato si chiude con esito positivo”, esulta Fico il 26 aprile. Ma per tirare le somme, Mattarella attende la Direzione del Pd.
29 aprile: la Lega trionfa in Friuli Venezia Giulia. Alla sera Matteo Renzi, a “che tempo che fa” da Fabio Fazio, rompe il silenzio che si era autoimposto da senatore semplice e nega la fiducia a un esecutivo a guida cinque stelle. Martina lo attacca: “Così rischiamo l'estinzione”.
3 maggio: arriva l'attesa riunione della Direzione del Pd che ritrova l'unità su una mozione di Martina e accoglie anche le posizioni di Renzi. Si fa strada l'ipotesi di un governo di tregua o istituzionale, che non piace però né alla Lega né ai Cinquestelle.

4 Maggio Terzo giro di consultazioni. Il Presidente della Repubblica rompe gli indugi e annuncia l'eventualità di un Governo neutrale che dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre per andare subito dopo a elezioni. M5S e Lega restano contrari e chiedono elezioni subito, prima il 24 giugno, poi l’8 luglio, poi il 22 luglio, in piena estate.
Il 7 maggio, Di Maio annuncia un passo indietro sulla premiership.
Il 9 maggio, toglie anche il veto su Berlusconi e dice che la colpa dello stallo è di Renzi.
Berlusconi dà l’ok a un governo Lega-M5s, senza votare la fiducia. I due vincitori delle elezioni chiedono 24 ore a Mattarella.
15 maggio: Huffington post rivela una prima bozza del contratto di governo, stilato a Milano, nello studio di un commercialista, da Salvini e Di Maio.

21 maggio, i leader di Lega e M5s salgono al Colle da Mattarella e indicano Giuseppe Conte come premier di intesa tra le due forze politiche. Il presidente della Repubblica si consulta coi presidenti di Camera e Senato.

22 maggio. Sembrava quasi fatta ma l'accordo tra Lega e M5s sul candidato premier e sulla squadra di governo sembra di nuovo arenarsi. La rincorsa verso l'incarico al candidato giallo-verde e a seguire la delicata architettura di pesi e contrappesi tra le due forze politiche inizia a stridere sotto il peso di due macigni: il fardello di Paolo Savona, candidato all'economia (che Matteo Salvini vuole fortemente ma che lascia dubbioso il Colle) e il profilo del candidato premier portato da Luigi Di Maio, finito sotto la lente dei giornali di tutto il mondo per la vicenda del curriculum, su cui avrebbe scritto la sua partecipazione ad un corso alla NY Univesity rivelato oggetto di scandalo.
23 maggio. Ci siamo. Alle 17.30 Mattarella convoca Conte al Quirinale e gli assegna l’incarico, che lui accetta con riserva.

25 maggio, Conte sale al Quirinale ma senza lista dei ministri. La trattativa per il governo Lega-M5s è in ascesa e i tempi si prolunfano. Il Movimento cinque stelle e la Lega blindano Savona, possibile ministro dell'Economia nonostante i richiami di Mattarella, che dice no ai “diktat”. “Sono davvero arrabbiato”, scrive Salvini su Facebook. Ritorna lo spauracchio della Borsa europea: Lo spread che tocca quota 215.
La sera di domenica 27 maggio è la notte più lunga della Repubblica: Mattarella riceve Conte, che scioglie le riserve e rimette l'incarico di formare il governo. Il presidente della Repubblica spiega che il problema è l'aut aut della Lega sul nome di Savona, considerato inadatto per le sue posizioni sull'euro. Inizia la crisi istituzionale. Mattarella convoca l'ex commissario per la spending review, Carlo Cottarelli.
Cottarelli intanto si lavora a un'ipotesi paracadute. In pratica formare l'ennesimo governo tecnico con una non sfiducia al governo Cottarelli che porti il Paese al voto a settembre-ottobre. “C'è Cottarelli che sta tentando di fare il governo. Se i voti non ce li ha, dovremo studiare un percorso ordinato verso elezioni il prima possibile”, dice Giancarlo Giorgetti.
Cottarelli rimette il mandato. Perchè il Presidente Mattarella ha inteso l'errore.
Richiama a colloquio DiMaio e Salvini al Quirinale che rimettono in piedi la lista dei nomi dei ministri.

Giovedì 31 maggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il professor Giuseppe Conte per conferirgli l’incarico di formare un governo dopo l’accordo tra M5s e Lega.
1 Giugno, i ministri giurano nella stanza degli specchi davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ecco tutti i ministri del nuovo esecutivo guidato da GIUSEPPE CONTE. Governo Lega-M5S:
Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte
Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio
Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno – Matteo Salvini
Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta – Riccardo Fraccaro
Pubblica Amministrazione – Giulia Bongiorno
Affari Regionali e Autonomie – Erika Stefani
Ministro per il Sud – Senatrice Barbara Lezzi
Ministro per la Famigli e le disabilità – Lorenzo Fontana
Ministro affari esteri – Moavero Milanesi
Ministro della Giustizia – Alfonso Bonafede
Ministro della Difesa – Elisabetta Trenta
Ministro dell’Economia – Giovanni Tria
Ministro delle politiche agricole – Gianmarco Centinaio
Ministro dell'Ambiente - Sergio Costa
Ministro Infrastrutture – Danilo Tonineli
Ministro dell’Istruzione – Marco Bussetti
Ministro dei Beni Culturali e Turismo – Alberto Bonisolidi
Ministro della Salute – Giulia Grillo
Ministro degli Affari Europei – Paolo Savona
Sottosegretario Presidente del Consiglio – Giancarlo Giorgetti

Viva la Repubblica Italiana. E Buon lavoro al governo del cambiamento.



venerdì 23 marzo 2018

Un governo di minoranza è possibile?

Dopo l’esito delle elezioni politiche del 4 marzo, si parla di un possibile governo di minoranza.
Il Movimento cinque stelle è il gruppo più numeroso in Parlamento e la coalizione di centrodestra (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia) ha la base più larga di parlamentari. 

Guardando questo scenario, è probabile formare un esecutivo di minoranza?
Nelle democrazie parlamentari un governo di minoranza è un esecutivo che non può avere conto su una maggioranza numerica. 
Altresì è nominato un Presidente del Consiglio, spesso il leader del partito/movimento che ha ottenuto più voti, che a sua volta suggerisce la lista dei ministri.

Così per poter svolgere la propria attività di governo, l’esecutivo avrà in ogni caso bisogno di una maggioranza sia nelle commissioni parlamentari che successivamente nelle Aule durante le votazioni. In Francia e nei paesi scandinavi i governi di minoranza sono spesso stati una prassi.
In Italia non ci sarebbero impedimenti dal punto di vista della Costituzione, visto che oltre alla fiducia al momento dell’insediamento non è richiesta poi l’esistenza di una effettiva maggioranza.

Per potere ottenere la fiducia dal Parlamento, le opposizioni si astengono oppure escono dall’Aula al momento del voto. Il problema maggiore comunque riguarda poi quello che sarà la continuazione della legislatura. Essenziale è che le opposizioni non boicottino le sedute.

Oltretutto se non si riceve il risultato delle votazioni del 4 marzo per quello che è stato e cioè una vera e propria ondata di cambiamento non si reggerà la “condanna” dei partiti che in questo periodo hanno solamente fatto elogio del loro operato e mai sono stati vicini realmente ai bisogni dei cittadini.
Non per questo i due terzi dei parlamentari sono nuovi.

Se il Centrodestra non dovesse avere i numeri per formare un governo, ecco dunque che spetterebbe al movimento cinque stelle tentare di dar vita a un esecutivo.
Visto che i 5 Stelle sono aperti al dialogo ma non sono disponibili a fare alleanze di governo, le strade da praticare sono due: la prima è quella di un appoggio esterno da parte di uno o più partiti (esempio Lega Nord), la seconda invece è proprio quella di un governo di minoranza.

Attenzione che il centrodestra non è più a trazione di Silvio Berlusconi ma è a trazione di Matteo Salvini. Attenzione che la Lega Nord è incardinata nella destra di impostazione fascista, xenofoba, e la presenza nelle istituzioni della Lega mette a rischio la posizione dell'Italia in Europa. Questa incompatibilità con l'Europa è un criterio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha messo in evidenza pubblicamente ed esplicitamente all'attenzione dei partiti/movimenti prima delle elezioni.

mercoledì 21 febbraio 2018

Le società di social media "devono obbedire" alle norme UE a tutela dei consumatori

Le società di social media devono fare di più per ottemperare alle richieste presentate lo scorso marzo dalla Commissione europea e dalle autorità nazionali di tutela dei consumatori per garantire il rispetto delle norme UE a tutela dei consumatori. Sono state pubblicate le modifiche apportate da Facebook, Twitter e Google+ per allineare le rispettive clausole contrattuali alle norme dell'UE a tutela dei consumatori. Queste modifiche andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori dell'UE che utilizzano i social media: i consumatori non saranno costretti a rinunciare ai diritti inderogabili che l'UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online; potranno presentare reclamo in Europa anziché in California; e le piattaforme si assumeranno le loro responsabilità verso i consumatori dell'Unione, analogamente ai prestatori di servizi offline. Tuttavia, le modifiche soddisfano solo in parte i requisiti della normativa UE in materia di consumatori.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Poiché sono usate come piattaforme pubblicitarie e commerciali, le reti di social media devono osservare pienamente le norme a tutela dei consumatori. Mi compiaccio che l'azione intrapresa dalle autorità nazionali per far rispettare tali norme stia dando i suoi frutti e che alcune società stiano rendendo le loro piattaforme più sicure per i consumatori; è tuttavia inaccettabile che questo processo non si sia ancora concluso e richieda così tanto tempo. Ciò conferma la necessità di un "New deal per i consumatori": le norme UE a tutela dei consumatori devono essere rispettate e le società che non lo fanno devono essere soggette a sanzioni.". Mentre le ultime proposte di Google sembrano in linea con le richieste formulate dalle autorità di tutela dei consu-matori, Facebook e, più significativamente, Twitter hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto. Per quanto riguarda la procedura di "notifica e azione" usata dalle autorità di tutela dei consumatori per segnalare con-tenuti illeciti e richiederne la rimozione, le modifiche apportate da alcune società sono insufficienti. Mentre Google+ ha istituito un protocollo che prevede, tra l'altro, termini per il trattamento delle richieste, Facebook e Twitter hanno con-cordato solo di mettere a disposizione delle autorità nazionali un apposito indirizzo di posta elettronica per la notifica delle violazioni, senza impegnarsi a trattare le richieste entro termini precisi. A seguito di varie denunce di consumatori dell'UE che sono stati vittime di frodi o truffe durante la consultazione di siti di social media e ai quali sono state imposte clausole contrattuali non conformi alle norme UE a tutela dei consumatori, nel marzo 2016 è stata avviata un'azione per far rispettare la normativa UE. Gli operatori di social media hanno quindi convenuto di modificare:
  1. le clausole che limitano o escludono integralmente la responsabilità della rete di social media in relazione alla presta-zione del servizio;
  2. e clausole che impongono ai consumatori di rinunciare ai diritti inderogabili che l'UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online;
  3. le clausole che privano il consumatore del diritto di rivolgersi a un organo giurisdizionale dello Stato membro di resi-denza e che prevedono l'applicazione della legge della California;
  4. le clausole che liberano la piattaforma dall'obbligo di individuare le comunicazioni commerciali e i contenuti sponso-rizzati.
Le società si sono impegnate ad attuare le modifiche delle clausole contrattuali in tutte le versioni linguistiche nel primo trimestre del 2018.

Prossime tappe

Come indicato nella comunicazione sulla lotta contro i contenuti illeciti online pubblicata nel settembre 2017, la Com-missione si aspetta che le piattaforme online individuino e rimuovano rapidamente e proattivamente i contenuti illeciti e ne prevengano la ricomparsa. La Commissione sta lavorando alle azioni che daranno seguito a questa comunicazione. Le autorità nazionali di tutela dei consumatori e la Commissione monitoreranno l'attuazione delle modifiche promesse e si avvarranno attivamente della procedura di "notifica e azione" offerta dalle società. Si concentreranno sui contenuti commerciali illeciti riguardanti abbonamenti non desiderati e altre truffe. Inoltre potranno prendere le misure del caso, comprese quelle per far rispettare la normativa. In aprile la Commissione presenterà un "New deal per i consumatori". Tale riforma proporrà di ammodernare l'attuale diritto dei consumatori e ne garantirà la corretta applicazione.

Contesto 

 Il 16 marzo 2017 le autorità dell'UE di tutela dei consumatori e la Commissione europea hanno incontrato le società in questione per ascoltare e discutere le soluzioni proposte. A seguito di tale riunione, le società hanno apportato alcune modifiche alle loro clausole contrattuali. Tuttavia, la Commissione e le autorità di tutela dei consumatori ritengono che urgano altre modifiche (cfr. comunicato stampa). Nel novembre 2016 le autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, sotto la guida della direzione generale francese per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi, hanno inviato a Facebook, Twitter e Google + una posizione comune chiedendo di migliorare una serie di clausole contrattuali e istituire un sistema per contrastare, su notifica, i contenuti commerciali illeciti . Il regolamento UE sulla cooperazione per la tutela dei consumatori riunisce le autorità nazionali di tutela dei consumatori in un'apposita rete paneuropea grazie alla quale un'autorità nazionale di uno Stato membro può chiedere alla propria omologa di un altro Stato membro di intervenire in caso di violazione transfrontaliera di una norma UE a tutela dei consumatori.
La cooperazione è comune per vari atti legislativi che tutelano i consumatori, ad esempio la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, la direttiva sul commercio elettronico, la direttiva sui diritti dei consumatori e la direttiva sulle clausole abusive nei contratti. Nell'ambito della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori le autorità riesaminano regolarmente le questioni di interesse comune per la tutela dei consumatori nel mercato unico e coordinano la loro vigi-lanza del mercato e le potenziali azioni per far rispettare la normativa. La Commissione agevola lo scambio di informazioni fra le autorità e il loro coordinamento. Le piattaforme online devono assumersi maggiori responsabilità per quanto riguarda la gestione dei contenuti. La comunicazione fornisce strumenti comuni per individuare e rimuovere rapidamente e proattivamente i contenuti illeciti e prevenirne la ricomparsa.

Fonte Link

domenica 4 febbraio 2018

28 volte grazie. #parlamentarie2018

Grazie #28voltegrazie a chi mi conosce nel bolognese e mi ha dato fiducia per queste #parlamentarie2018. E a chi non mi conosce avrà modo di conoscermi. In molti sanno che sarebbe stato diverso se fossi stato candidato sul territorio Jatino (prov. di Palermo) Ma rimango fiducioso. A parte questo, in questi giorni ho letto di tutto riguardo i risultati delle parlamentarie del movimento che non erano stati resi pubblici. Oggi sono di dominio pubblico. Il movimento è di un'altra pasta. Se in molti criticano lo svolgimento delle votazioni attraverso il portale Rousseau significa che non hanno ancora visto il cambiamento che porterà la democrazia diretta e l'attuazione della massima trasparenza!

venerdì 12 gennaio 2018

Io mi candido alle #parlamentarie2018

Chiedete ai componenti degli altri partiti se hanno mai presentato questi due fogli prima di candidarsi alle primarie di un partito e quindi alle politiche nazionali! Questa è la mia situazione, questi due fogli parlano di me e di come la penso sulla questione dell'etica politica. Oggi più di ieri io ci credo. Mi sono candidato e ho avuto la possibilità di farlo senza "manage" di partito. Spetta ora a voi scegliere in mezzo a tanti onesti. Buona giornata.

mercoledì 15 novembre 2017

Acquisti online: il Parlamento rafforza la tutela dei consumatori

Il Parlamento europeo ha varato nuove norme per tutelare i consumatori europei quando effettuano acquisti online.

Il Parlamento ha approvato martedì in via definitiva le nuove regole UE che tutelano in maniera più efficace i consumatori da truffe sugli acquisti effettuati online. Le autorità nazionali disporranno di maggiori poteri per individuare e fermare le violazioni delle leggi a tutela dei consumatori che avvengono online, nel quadro del rinnovato regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC).

Le nuove norme mirano a colmare alcune lacune giuridiche e le difficoltà che derivano da 28 sistemi nazionali diversi.

Le autorità nazionali potranno:

·         imporre sanzioni, come ammende o penalità di mora,

·         informare i consumatori su come ottenere un risarcimento,

·         richiedere informazioni ai gestori di registri di domini e alle banche per identificare i commercianti disonesti,

·         acquistare beni o servizi per testare il rispetto delle norme da parte dei siti web, anche sotto copertura ("mystery shopping"),

·         imporre la visualizzazione di un'avvertenza rivolta ai consumatori o ordinare al provider di rimuovere il contenuto digitale o di limitare l’accesso allo stesso, nel caso non ci siano altri mezzi efficaci per fermare una pratica illegale.

La Commissione europea coordinerà le azioni nei casi in cui un'infrazione abbia arrecato, arrechi o rischi di arrecare un danno agli interessi collettivi dei consumatori in almeno due terzi degli Stati membri, che insieme rappresentano almeno i due terzi della popolazione dell'Unione.

Una delle richieste principali del Parlamento durante i negoziati con il Consiglio è stata quella di coinvolgere di più le organizzazioni dei consumatori. Queste svolgeranno un ruolo proattivo, segnalando le presunte infrazioni, poiché potrebbero venirne a conoscenza prima delle autorità ("segnalazioni esterne").

La relatrice Olga Sehnalová ha dichiarato: "Le nuove regole rafforzeranno e miglioreranno la cooperazione tra chi si occupa di tutela dei consumatori, in modo che si possa controllare più facilmente il rispetto delle leggi e affrontare le infrazioni transfrontaliere. Le autorità nazionali, la Commissione e le organizzazioni dei consumatori, lavorando insieme, creeranno un meccanismo efficace per combattere i commercianti disonesti sia online sia offline e per proteggere i diritti dei consumatori nel mercato unico".

Il testo, approvato dal Parlamento con 591 voti favorevoli, 80 voti contrari e 15 astensioni, sarà presto approvato formalmente anche dai Ministri UE. Il regolamento si applicherà 24 mesi dopo la sua entrata in vigore.

Una verifica effettuata nel 2014 ha rivelato che il 37% dei siti web per l’acquisto o la prenotazione online di viaggi, intrattenimento, abbigliamento, beni elettronici e servizi di credito violavano la legislazione UE per la protezione dei consumatori.

Alcuni esempi di pratiche che, grazie alle nuove regole UE, dovrebbero essere affrontate in maniera più efficace rispetto al passato:

·         una promozione transfrontaliera di breve durata da parte di una compagnia aerea che successivamente ha annullato i biglietti scontati,

·         un abbonamento a lungo termine nascosto dietro un'offerta per cercare di vincere un telefono a 1€,

·         un venditore online che non consegna i mobili di design che dichiara di vendere e che ha cambiato sede 4 volte in 3 anni

·         reclami relativi ai prezzi di noleggio delle auto presentati ai Centri Europei dei Consumatori, dai quali risulta che i consumatori sono discriminati in base al paese d'origine.

Stay tuned.

Unione dell'energia: la Commissione rafforza la leadership mondiale dell'UE nel settore dei veicoli puliti

La Commissione propone nuovi obiettivi per le emissioni medie di CO 2 del nuovo parco autovetture e veicoli leggeri dell'UE al fine di accelerare la transizione ai veicoli a basse e a zero emissioni.

Oggi la Commissione ha compiuto un decisivo passo in avanti nell'attuazione degli impegni presi dall'UE nell'ambito dell'accordo di Parigi per una riduzione vincolante delle emissioni di CO2 di almeno il 40% da qui al 2030 nell'UE. Mentre è in corso la conferenza internazionale sul clima a Bonn, la Commissione mostra che l'UE è l'esempio da seguire. Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato nel suo discorso sullo stato dell'Unione in settembre: "Voglio che l'Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici. L'anno scorso abbiamo fissato le regole del gioco a livello globale con l'accordo di Parigi, ratificato proprio qui, in quest'aula. Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l'Europa deve fare in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l'umanità."

Con l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi la comunità internazionale si è impegnata a procedere verso un'economia moderna a basse emissioni di carbonio, mentre l'industria automobilistica sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L'UE deve cogliere l'opportunità di diventare leader mondiale, con paesi come gli Stati Uniti e la Cina che avanzano a grandi passi. Ad esempio, le vendite UE di autovetture nuove rispetto alle vendite globali sono scese dal 34% prima della crisi finanziaria (2008/2009) al 20% di oggi. Per mantenere la quota di mercato e accelerare la transizione verso veicoli a basse e a zero emissioni la Commissione ha proposto oggi nuovi obiettivi per le emissioni medie di CO2 del nuovo parco autovetture e veicoli leggeri dell'UE, che saranno rispettivamente applicabili dal 2025 e dal 2030.

La proposta di oggi stabilisce norme ambiziose, realistiche e applicabili per contribuire a garantire condizioni di parità fra i diversi soggetti del settore operanti in Europa. Il pacchetto definirà anche un chiaro orizzonte verso il quale avanzare per conseguire gli impegni presi nell'ambito dell'accordo di Parigi e incoraggerà sia l'innovazione nelle nuove tecnologie e nei modelli di business, sia un uso più efficiente di tutti i modi di trasporto di merci. Queste iniziative saranno rafforzate dall'impiego di strumenti finanziari mirati in modo da garantirne un'agevole applicazione.
Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 che la Commissione propone oggi si basano su un'analisi approfondita e su un ampio coinvolgimento delle parti interessate, dalle ONG all'industria. Tanto per le autovetture quanto per i veicoli leggeri nuovi, nel 2030 le emissioni medie di CO2 dovranno essere inferiori del 30% rispetto al 2021.

Il Vicepresidente Maroš Šefčovič, responsabile per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: "Siamo entrati in un'epoca di trasformazione economica ecologica. L'insieme delle proposte di oggi definisce le condizioni che permetteranno ai produttori europei di condurre la transizione energetica mondiale anziché seguire gli altri. Li spronerà a fabbricare i veicoli migliori, più puliti e più competitivi riguadagnando così la fiducia dei consumatori. Si tratta di un importante passo nella giusta direzione: un'economia europea moderna e sostenibile, con aria più pulita nelle nostre città e una migliore integrazione delle risorse rinnovabili nei sistemi energetici di oggi e di domani."

Il Commissario responsabile per l'azione per il clima e l'energia, Miguel Arias Cañete, ha dichiarato: "La gara mondiale per lo sviluppo di auto pulite è stata avviata e non si può fermare. L'Europa deve però mettersi al passo se vuole condurre e guidare questo cambiamento globale. Dobbiamo individuare obiettivi e incentivi adeguati, ed è ciò che stiamo facendo con queste misure per le emissioni di CO2 per autovetture e veicoli leggeri. Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma attuabili e con un ottimo rapporto costi-benefici. Gli investimenti partiranno già ora per gli obiettivi intermedi del 2025. Con gli obiettivi del 2030 daremo stabilità e guida per assicurarne il mantenimento. Oggi investiamo nell'Europa e tagliamo l'inquinamento per rispettare l'impegno preso con l'accordo di Parigi di ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030."

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: "La Commissione interviene in maniera decisiva per rispondere a una sfida sempre più importante: riconciliare le esigenze di mobilità degli europei con la protezione della loro salute e del nostro pianeta. Tutti gli aspetti di questa sfida sono presi in considerazione: promuoviamo veicoli più puliti, rendiamo l'energia da fonti alternative più accessibile e ottimizziamo i nostri sistemi di trasporto. Ciò permetterà all'Europa e agli europei di muoversi in maniera più ecologica."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "L'industria automobilistica si trova a un punto di svolta. Se vuole mantenere la leadership mondiale, salvaguardando l'ambiente e la salute pubblica, l'industria automobilistica deve investire nelle nuove tecnologie pulite. Favoriremo la diffusione dei veicoli a zero emissioni offrendo infrastrutture di ricarica di facile accesso e batterie di alta qualità prodotte in Europa."

Il pacchetto mobilità pulita comprende i seguenti elementi:
- nuove norme in materia di emissioni di CO2, che aiutino i fabbricanti a innovare e a proporre sul mercato veicoli a basse emissioni. La proposta prevede obiettivi sia per il 2025 sia per il 2030; l'obiettivo intermedio per il 2025 garantisce che gli investimenti comincino sin da ora, mentre l'obiettivo per il 2030 darà stabilità e un orizzonte a lungo termine che ne assicuri il mantenimento. Tali obiettivi incoraggiano la transizione dai veicoli convenzionali con motori a combustione interna a quelli puliti;
- la direttiva sui veicoli puliti, che promuove soluzioni per una mobilità pulita negli appalti pubblici, offrendo così un forte stimolo alla domanda e all'ulteriore diffusione di soluzioni di mobilità pulita;
- un piano di azione e una serie di soluzioni di investimento per la diffusione a livello transeuropeo di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, con l'obiettivo di accrescere il livello di ambizione dei piani nazionali, aumentare gli investimenti e fare in modo che i consumatori li accolgano con favore;
- la revisione della direttiva sui trasporti combinati, che promuove l'uso combinato di diversi modi di trasporto delle merci (ad es. Tir e treni), e che faciliterà la richiesta di incentivi da parte delle imprese stimolando così l'uso combinato di camion, treni, chiatte o navi;
- la direttiva sui servizi di trasporto passeggeri effettuati con autobus, che incoraggia lo sviluppo di collegamenti effettuati in autobus su lunghe distanze attraverso l'Europa e offrirà alternative all'uso delle auto private, e che contribuirà ulteriormente a ridurre le emissioni dovute ai trasporti e la congestione stradale. I viaggiatori, in particolare quelli con redditi bassi, beneficeranno così di una scelta di opzioni di mobilità più ampia, migliore e più accessibile;
- l'iniziativa sulle batterie, che riveste un'importanza strategica per la politica industriale integrata dell'UE affinché i veicoli e altre soluzioni di mobilità del domani e i rispettivi componenti siano concepiti e prodotti nell'UE.

Prossime tappe:
Le proposte per una mobilità pulita saranno adesso inviate ai colegislatori; la Commissione auspica che tutte le parti interessate collaborino strettamente per garantire che le varie proposte e misure siano rapidamente adottate e attuate, in modo da massimizzare e generare al più presto i benefici attesi per l'industria, le imprese, i lavoratori e i cittadini dell'UE.

Contesto
Il pacchetto odierno è parte di un insieme più ampio di proposte politiche volte a rendere l'industria europea più forte e più competitiva. Come annunciato nella nostra nuova strategia per la politica industriale dell'UE presentata nel settembre 2017, l'ambizione della Commissione è aiutare le nostre industrie a rimanere o a diventare leader mondiali nell'innovazione, nella digitalizzazione e nella decarbonizzazione.
Il pacchetto odierno è il secondo pacchetto sulla mobilità che la Commissione presenta quest'anno. In maggio 2017 è stato presentato il pacchetto "L'Europa in movimento", che comprende un'ampia serie di iniziative volte a rendere il traffico più sicuro, a incoraggiare l'adozione di sistemi di pedaggio intelligenti, a ridurre le emissioni di CO2, l'inquinamento atmosferico e la congestione del traffico, a ridurre gli oneri burocratici per le imprese, a combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati.
Sulla scia dell'accordo di Parigi, il mondo si è impegnato a procedere verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Molti paesi stanno attuando politiche volte ad agevolare la transizione a economie più pulite. Nel marzo 2016 la Commissione ha presentato una comunicazione sull'attuazione degli impegni dell'accordo di Parigi e nel giugno 2016 una strategia europea per una mobilità a basse emissioni.
Quest'ultima ha definito azioni concrete da intraprendere per aiutare l'Europa a rimanere competitiva e a rispondere alle crescenti esigenze di mobilità delle persone e delle merci. La strategia sulla mobilità a basse emissioni, che contribuisce al perseguimento degli obiettivi dell'Unione dell'energia, stabilisce principi guida chiari ed equi affinché gli Stati membri possano prepararsi ad affrontare il futuro. La proposta di oggi è l'ultimo passo mosso per trasformare questi principi in azioni concrete.

europa.eu

La politica di coesione investe nel meridione

L'UE ha investito più di 124 milioni di EUR provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale in due progetti di linee ferroviarie e un progetto di infrastrutture per la gestione delle risorse idriche nel meridione, in Sicilia, Campania e Puglia.

La Commissaria per la politica regionale Corina Crețu ha dichiarato: "Questi tre progetti della politica di coesione rappresentano altrettanti esempi di un'Europa che ha a cuore il benessere dei propri cittadini e la protezione dell'ambiente." Per la costruzione e il rinnovo della rete fognaria attorno ai Campi Flegrei lungo la costa campana sono stati inizialmente stanziati 38,3 milioni di EUR. I Campi Flegrei sono una zona vulcanica del golfo di Pozzuoli, a nord-est di Napoli. I comuni in prossimità di questo parco naturale beneficeranno di una rete fognaria migliorata, accessibile a ulteriori 9 000 persone. Il progetto include anche la decontaminazione dei laghi della costa. Altri 72,7 milioni di EUR saranno investiti in Puglia per ammodernare il collegamento ferroviario verso la città di Bari. Il progetto include dei lavori nella stazione dell'aeroporto di Bari-Palese nonché la costruzione di collegamenti stradali che serviranno a raggiungere la linea ferroviaria dai comuni limitrofi. Infine, 13,4 milioni di EUR finanzieranno in Sicilia dei lavori sulla tratta ferroviaria che collega la città di Palermo al suo aeroporto, in modo da aumentare la capacità della linea, ridurre i tempi di percorrenza e decongestionare la periferia della città. Per ulteriori informazioni sulla politica di coesione in Italia è possibile consultare la Piattaforma Open Data.

ec.europa.eu

venerdì 10 novembre 2017

Le elezioni regionali siciliane in vista delle nazionali

Il 5 novembre 2017 si è conclusa la votazione in regione Siciliana, il voto è stato espresso per eleggere Presidente dell’ARS uno dei cinque candidati tra cui Musumeci, Micari, Cancelleri, Fava, e La Rosa. In particolare si evince, guardando ai risultati, la vittoria del centro destra coalizzato, in particolare Noi con Salvini/Lega nord e fratelli d’Italia con schieramenti di centro come UDC e liste civiche #diventeràbellissima, sviluppando un particolare interesse per lo scenario politico, e soprattutto per percepire quali strategie dovrebbero utilizzare i partiti e schieramenti nelle prossime elezioni nazionali. 

Scrivo un appunto riguardo l’UDC, poiché a nessuno è importato dire, che la scorsa tornata elettorale l’UDC appoggiava il PD mentre in questo giro di voti ha appoggiato il centro destra e Forza Italia. Sennonché nella appena trascorsa campagna elettorale si è continuamente fatto riferimento agli “impresentabili”. Accuse date per certe dal M5S. Il caso più “divertente” ed eclatante è stato quello di Cateno De Luca candidato nelle liste del centro destra con 5.418 voti, arrestato per "associazione a delinquere" il giorno dopo le elezioni.

Riassumendo in breve, ha vinto, alla Presidenza della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per il Centrodestra con il quasi 40% dei consensi, a seguire al 35%, l’avversario de facto, Giancarlo Cancelleri del M5S. Il movimento cinque stelle in questo caso può ritenersi soddisfatto del risultato, soprattutto per aver assorbito un panel di mezzo milioni di voti in più rispetto alle scorse elezioni.

L’unico partito che non ha sfiorato il 20% è stato il partito democratico, il quale è stato l’unico a uscirne sconfitto in termini di numeri di seggi cioè 11, per il movimento cinque stelle i seggi assegnati sono 20, mentre per la maggioranza sono 36. C’è da dire che per la prima volta, l’Assemblea Regionale siciliana sarà composta da 70 consiglieri, e non più da 90.

Rimane un problema da gestire, e i partiti lo sanno, quello del 53% circa degli aventi diritto che non è andato a votare, i quali per ragioni legate all’espatrio per lavoro, o domicilio in altre regioni o per studio o per altre ragioni di disaffezione alla politica si sono astenuti dal voto. A parte quindi i circa due milioni di votanti, ha di nuovo vinto il “partito degli astensionisti”. 

Come si fa a cambiare una regione se chi ci abita non ha voglia di sforzarsi?  Ricordo che il diritto al voto è l’unico strumento che ha a disposizione il cittadino, per dire la sua riguardo la rappresentatività nelle istituzioni dei politici e per cambiare il proprio futuro. E da siciliano passo e chiudo.

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