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sabato 4 giugno 2011

Carlo Cattaneo: pensiero politico federalista.


Carlo Cattaneo pensava che un partito federalista non avrebbe dato il federalismo dall'Italia. Il federalismo non poteva essere il programma di un solo partito politico, ma avrebbe dovuto essere il comune sentire della gente. Il federalismo sarebbe dovuto partire dal basso, da un patto del popolo. Ognuno deve essere convinto che l'unica soluzione per avere sia la liberta' sia l'indipendenza è il federalismo. Il federalismo di Cattaneo non e' un federalismo economico, o almeno non prima di tutto: il fatto di tenersi i propri soldi e' piu' che altro una conseguenza del federalismo cattaneano, che e' soprattutto federalismo di diritto. Il Comune e' un fatto naturale, cosi' come la famiglia, quindi viene naturale pensare che la cellula fondamentale di governo, la' dove il singolo individuo puo' esprimere liberamente il proprio essere e' il Comune ed ivi e' dunque giusto che tutto venga deciso e fatto. Il pensiero di Cattaneo si eleva a livelli difficili da comprendere pienamente per il cittadino italiano del giorno d'oggi, cosi' come per i suoi contemporanei. Il discorso di Cattaneo e' molto difficile da capire, perche' molto complesso, ed e' difficile da commentare senza fare errori. Cattaneo e' uomo dal pensiero lineare, scientifico. Uno scritto di Cattaneo cosi' come un teorema matematico va letto senza saltare passaggi: ogni frase e' parte del teorema ed e' necessaria per capire cio' che intende Cattaneo. Egli non ha mai avuto eccessi incongruenze nel suo pensiero. Cattaneo pensava che l'istruzione fosse una delle tante cose fondamentali che mancavano nel suo tempo e mancano tutt'ora soprattutto fra i nostri politici. Il Suo non e' un pensiero ideologico. Cattaneo e' convinto che tutto possa essere discusso e risolto scientificamente attraverso il lume della ragione. Secondo me bisogna imparare a pensare limpidamente e razionalmente come Cattaneo, e per farlo l'unico modo e' leggere Cattaneo. Per chi si appresta ad una lettura di Cattaneo restera' sconvolto dalla quantita' di articoli, riviste e libri che scrisse. Manca un'opera generale che contenga tutto il pensiero di Cattaneo, ma secondo me e' meglio sia cosi': l'importante e' il modo di pensare, non bisogna leggerlo come un testo filosofico, Cattaneo non scriveva verita' rivelate, ma usava come mezzo la ragione, che e' proprio cio' che dovremmo imparare ad utilizzare anche noi leggendo dai suoi scritti. Egli dice che il principio della filosofia si deve basare sul dato reale. La realta' va interpretata dalla ragione ed i problemi vanno risolti in un certo modo non perche' lo dice il Cattaneo, ma proprio perche' quella della ragione e' la soluzione corretta per raggiungere sia la liberta' sia l'indipendenza.Cattaneo viene ricordato per le sue idee federaliste impostate su un forte pensiero liberale e laico. All'alba dell'Unificazione italiana, Cattaneo era fautore di un sistema politico basato su una confederazione di stati italiani sullo stile della Svizzera. Egli, infatti, avendo stretto amicizia di vecchia data con politici ticinesi come Stefano Franscini, aveva ammirato nei suoi viaggi l'organizzazione e lo sviluppo economico della Svizzera interna che imputava proprio a questa forma di governo. Cattaneo è più pragmatico di Giuseppe Mazzini, è un figlio dell'illuminismo, in lui è forte la fede nella ragione che si mette al servizio di una vasta opera di rinnovamento della società. Pur essendogli state dedicate numerose logge massoniche ed un monumento realizzato a Milano dal massone Ettore Ferrari, una sua lettera a Gian Luigi Bozzoni del 7 agosto 1867, consente di escludere la sua appartenenza alla massoneria, per sua esplicita dichiarazione. Per Cattaneo scienza e giustizia devono guidare il progresso della società, tramite esse l'uomo ha compreso l'assoluto valore della libertà di pensiero; il progresso umano non deve essere individuale ma collettivo, attraverso un continuo confronto con gli altri.
La partecipazione alla vita della società è un fattore fondamentale nella formazione dell'individuo: il progresso può avvenire solo attraverso il confronto collettivo. Il progresso non deve avvenire per forza, se avviene, avverrà compatibilmente con i tempi: sono gli uomini che scandiscono le tappe del progresso.
Cattaneo nega l'idea di contratto sociale, gli uomini si sono associati per istinto:
"la società è un fatto naturale, primitivo, necessario, permanente, universale..."; è sempre esistito un "federalismo delle intelligenze umane": è sorto perché è un elemento necessario delle menti individuali.
Pur riconoscendo il valore della singola intelligenza, afferma però, che più scambio e confronto ci sono, più la singola intelligenza diventa tollerante; in questo modo anche la società sarà più tollerante: i sistemi cognitivi dell'individuo devono essere sempre aperti, bisogna essere sempre pronti da analizzare nuove verità.
Così come le menti si devono federare, lo stesso devono fare gli stati europei che hanno interessi di fondo comuni; attraverso il federalismo i popoli possono gestire meglio la loro partecipazione alla cosa pubblica: "il popolo deve tenere le mani sulla propria libertà", il popolo non deve delegare la propria libertà ad un popolo lontano dalle proprie esigenze.
La libertà economica è fondamentale per Cattaneo, è la prosecuzione della libertà di fare: "la libertà è una pianta dalle molte radici" e nessuna di queste radici va tagliata sennò la pianta muore. La libertà economica necessita di uguaglianza di condizioni, le disparità ci saranno ma solo dopo che tutti avranno avuto la possibilità di confrontarsi.
Cattaneo fu un deciso repubblicano e una volta eletto addirittura rinunciò ad entrare in parlamento perché rifiutava di giurare dinnanzi all'autorità del Re sabaudo.
Oggi Cattaneo viene richiamato quale iniziatore della corrente di pensiero federalista in Italia.

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