.

.

© Il Blog di Giacomo Palumbo - Home ufficiale

mercoledì 26 ottobre 2022

La fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. I soggetti obbligati

L’obbligo di fatturazione elettronica è partito il primo gennaio 2019. L’eventuale fattura cartacea non ha più alcun valore e chi non si adegua alle nuove disposizioni va incontro a sanzioni. A dicembre 2021, l’UE ha dato seguito alla richiesta del Governo italiano confermando la proroga dell’obbligo fino al 2024. Dal primo luglio 2022 arriva la fattura elettronica forfettari.

Ecco tutto ciò che bisogna sapere, dalle norme alla guida pratica per fare fatture elettroniche in modo facile ed economico, comprese le nuove specifiche tecniche dell’Agenzia delle entrate che sono entrate in vigore facoltativamente il primo ottobre 2020 e obbligatoriamente il primo gennaio 2021.

1. Cos’è la fatturazione elettronica

1.1 Cos’è la fattura elettronica e differenze con la fattura di carta

La fattura elettronica è una fattura in formato digitale, che dev’essere fatta secondo standard precisi (di FatturaPA, in Xml), ricevere e trasmettere via Sistema di interscambio (SDI). Questa modalità di invio e ricezione rappresenta una delle due caratteristiche che la differenziano dalla comune fattura cartacea. L’altra peculiarità è lo strumento con cui viene realizzata, cioè un computer, un tablet o uno smartphone.

È stata introdotta con la legge finanziaria 2008, in cui l’Unione Europea (EU) invita gli Stati membri a prevedere un quadro normativo e tecnologico adeguato a gestire in maniera elettronica tutto il sistema di fatturazione e controllo fiscale. A questo si aggiunge l’obbligo di conservazione della documentazione in formato digitale per dieci anni.

 

1.2 Quali sono i vantaggi della fatturazione elettronica

La genesi di questa evoluzione del “modo di fare” fattura è da individuare, a livello europeo, nell’adozione e recepimento della Direttiva 2014/55/UE del 16 aprile 2014 relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. In questa Direttiva si può osservare come siano analoghi gli obiettivi che sono stati poi alla base della FatturaPA, e che possono essere riassunti in questi due punti:

generare risparmi derivanti da un incremento dell’efficienza dei controlli finalizzati al contrasto all’evasione e, conseguentemente, avere una migliore allocazione delle risorse disponibili per la gestione della spesa pubblica;

dematerializzazione dei processi delle imprese: tale punto porta ad un generale incremento della competitività del sistema paese con benefici che sono decisamente superiori al semplice incremento efficienza degli adempimenti fiscali. Inoltre, anche in ottica di sviluppo del mercato digitale europeo, appare come un passaggio fondamentale per completare il processo di evoluzione verso il digitale da parte di tutte le imprese che troveranno nell’adesione al piano Industria 4.0 la concretizzazione della gestione digitale della produzione (di beni e servizi).

La maggior parte dei vantaggi economici non deriva da minori costi di stampa e spedizione ma dalla completa automazione e integrazione dei processi tra le parti che generano una riduzione e ottimizzazione dei costi (no data entry manuale, no errori registrazioni, no smarrimenti), ridotto rischio falsi e duplicazioni (riconciliazione automatica dei dati e processi autorizzativi con controlli sui dati fattura più efficienti) e riduzione errori nei pagamenti e riduzione dei tempi medi di pagamento.

 

La fatturazione elettronica permette di inviare e ricevere fatture senza dover stampare sulla carta nessuna fattura, e quindi azzera completamente qualsiasi costo di stampa, eventuale spedizione, e poi i costi di marca da bollo e di uno spazio fisico in cui conservare le fatture cartacee. Insomma, una rivoluzione digitale che permette di inviare fatture in forma elettronica, e di compilarle e mandare a clienti, commercialisti e a tutti i diretti interessati in maniera semplice, virtualizzando tutto e senza necessità di ricorrere quindi alla carta.

1.3 Come si combatterà l’evasione fiscale con la fatturazione elettronica

La scelta di introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati è per necessità di combattere l’evasione fiscale. L’Italia è il primo Paese europeo ad avere dato il via all’obbligo, perché è lo Stato UE con il maggiore gap Iva: secondo i dati di settembre 2018 della Commissione europea, ammonta a 35,9 miliardi di euro.

La fatturazione elettronica permette controlli in tempo reale sulla congruità tra l’Iva dichiarata e l’Iva versata, dando la possibilità alle autorità di bloccare in tempi celeri le operazioni sospette.

 

1.4 Precompilata IVA, l’utilità della fatturazione elettronica

La partenza della fase sperimentale della Dichiarazione Precompilata IVA permette, grazie alle comunicazioni fatte nel corso dell’anno, all’Agenza delle entrate sarà in grado di predisporre bozze di modelli, liquidazioni IVA e registri.  L’obiettivo della Precompilata IVA è semplificare il rapporto tra amministrazione fiscale e contribuenti, portando all’eliminazione dell’obbligo di tenere aggiornati registri di vendite e acquisti: saranno messi a disposizione dell’utente i dati acquisiti da fattura elettronica, scontrino elettronico e Anagrafe tributaria.

 

Con i Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 99922 del 28 febbraio 2020 poi modificato dal successivo Provvedimento n. 166579 del 20 aprile 2020 sono state introdotte delle modifiche al tracciato della fattura elettronica per rendere più semplice la contabilizzazione dei dati con i software gestionali, permettendo poi di  avere la contabilizzazione più velocemente riconciliando i dati delle fatture con i codici della Dichiarazione annuale Iva, con l’obiettivo di avere la Dichiarazione Precompilata Iva 2021.

I predetti Provvedimenti modificano il tracciato della fattura elettronica per permettere ai contribuenti di assicurare una più completa bozza della dichiarazione precompilata iva, dei dati fattura utili ai fini dell’adempimento dell’esterometro, una bozza precompilata dei registri iva e la bozza precompilata delle liquidazioni periodiche Iva, integrati dai dati dei corrispettivi telematici e infine l’ottimizzazione dell’attività di controllo  ed analisi del rischio da parte dell’amministrazione finanziaria.

 

2. Chi deve fare (e chi no) la fattura elettronica

Non è corretto dire che l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati riguarda tutte le categorie di contribuenti titolari partita Iva, in quanto è coinvolto il 56% di questi. Ci sono infatti settori professionali o regimi fiscali particolari che sono esentati.

 

Fatturazione elettronica obbligatoria anche per i forfettari

Il 31 dicembre 2021 scadeva l’autorizzazione concessa all’Italia da parte del Consiglio Europeo per l’introduzione del regime della fatturazione elettronica anche tra privati. Il Governo italiano ha chiesto la conferma della proroga dell’autorizzazione, almeno fino al 31 dicembre 2024 e, contemporaneamente, l’autorizzazione ad estendere l’obbligo di fatturazione elettronica ai contribuenti forfettari, basando la richiesta sulle seguenti motivazioni:

 

l’introduzione della fatturazione elettronica non ha causato un eccesso di costi a carico dei soggetti titolari di partita IVA;

l’esigenza di incrementare il contrasto all’evasione fiscale, consentendo al Fisco di conoscere in maniera più puntuale il fatturato prodotto sul territorio nazionale.

Preso atto delle richieste formulate dall’Italia, il 13 dicembre 2021 il Consiglio Europeo ha deliberato di aderire alla richiesta italiana, già approvata dal Comitato dei rappresentanti permanenti nella riunione del’8 dicembre 2021.

Dopo la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale UE del 17 dicembre 2021, della decisione del Consiglio Europeo ora è necessario attendere i provvedimenti normativo nazionale con cui sarà introdotto l’obbligo di fattura elettronica anche per i contribuenti forfettari.

2.1 Chi è esentato dall’emissione della fattura elettronica

L’Agenzia delle entrate ha calcolato che sono circa 2,2 milioni i contribuenti esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica. Questi sono:

·         medici, farmacie, e tutti gli altri operatori sanitari come stabilito dal Garante della Privacy a dicembre 2018;

·         piccoli produttori agricoli;

·         società sportive dilettantistiche;

·         soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni.

2.2 Chi non è esonerato dall’emissione della fattura elettronica

Tutte le altre categorie professionali dunque sono soggette all’obbligo. Tuttavia, sono stati individuati tra queste alcuni gruppi di contribuenti che godono di vantaggi, come riportato dalla guida messa a disposizione dell’Agenzia delle entrate:

·         per gli operatori in regime di contabilità semplificata che emettono solo fatture e che si avvalgono dei dati che l’Agenzia delle Entrate mette loro a disposizione viene meno l’obbligo di tenere i registri Iva;

·         per gli operatori Iva che emettono e ricevono solo fatture, ricevendo ed effettuando pagamenti in modalità tracciata sopra il valore di 500 euro, i termini di accertamento fiscale sono ridotti di 2 anni;

inoltre gli operatori possono consultare e acquisire copia delle proprie fatture elettroniche emesse e ricevute.

2.3 Fatturazione elettronica tra privati e B2B, come funziona

L’obbligo di fatturazione elettronica viene esteso al B2b dalla Legge numero 205 del 2017. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le regole tecniche con la circolare del 30 aprile 2018.

L’intento del governo di estendere l’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati e B2b a partire dal 2019 rappresenta uno dei più importanti tentativi di lotta all’evasione fiscale. È in effetti questo uno dei motivi fondamentali per i quali l’Italia ha chiesto alla Commissione Europea di poter introdurre nell’ordinamento nazionale l’obbligo di emettere fatture elettroniche anche nel settore privato, come già fatto con successo verso la Pubblica Amministrazione, in parziale deroga a quando contenuto nella Direttiva 2006/112/CE in materia di IVA.

 

Ecco con precisione come è stata motivata tale richiesta:

·         incrementare capacità dell’Amministrazione finanziaria di prevenire e contrastare l’evasione fiscale e, soprattutto, le frodi IVA, il cui gap è particolarmente elevato nel nostro paese;

·         aumentare la semplificazione fiscale;

·         ridurre il numero degli adempimenti fiscali, grazie ad una maggiore quantità di dati a disposizione dell’amministrazione Finanziaria.

Per alcune tipologie di contribuenti in realtà l’obbligo di emettere e-fatture anche nel B2b è già scattato dal primo luglio 2018, e c’è stata poi una seconda scadenza in dicembre.

 

2.4 Scadenze nuovo formato: avvio della fase transitoria dal primo ottobre 2020, obbligo esclusivo dal 1° gennaio 2021

Il calendario dell’avvio dell’utilizzo del nuovo tracciato di fattura elettronica prevede che dal 1° ottobre 2020 decorre la facoltà di emettere una fattura elettronica con utilizzo del nuovo tracciato e di riceverlo dal Sistema di interscambio.

A partire dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 la fase transitoria prevede una coesistenza dei tracciati vecchio e nuovo. e per questo ci sono dei nuovi controlli del Sistema di interscambio.

A partire dal primo gennaio 2021 si può utilizzare solo il nuovo formato, pertanto saranno utilizzati dal Sistema di interscambio solo i nuovi controlli, con la conseguenza che le fatture elettroniche emesse utilizzando il vecchio tracciato verranno scartate.

 

Forfettari e minimi: come emettere fattura elettronica obbligatoria dal 1° luglio 2022

Contribuente in regime forfettario: come fare per emettere fattura elettronica? Esempio pratico di compilazione con il servizio Fatture e corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate

Ancora pochi giorni e, a partire dal 1° luglio 2022, anche i soggetti IVA in regime forfettario dovranno emettere fattura elettronica. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Decreto PNRR 2 (decreto-legge del 30 aprile 2022 n. 33) all’art. 18, commi 2-3.

 

In sede di prima applicazione, l’obbligo riguarderà solo i soggetti che nel 2021 hanno conseguito ricavi o percepito compensi superiori a 25.000 euro.

In particolare, l’art. 18 del Decreto PNRR 2 (DL 36/2022) modificando l’articolo 1, comma 3, del D.lgs 127/2015, ha soppresso l'esonero per i contribuenti che utilizzano il regime forfettario, ovvero stabilendo:

a partire dal 1° luglio 2022 per i soggetti che nell'anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a euro 25.000,

e a partire dal 1° gennaio 2024 per i restanti soggetti,

l’obbligo di emissione della fattura elettronica via SdI anche per:

i soggetti che rientrano nel “regime di vantaggio” (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011),

i soggetti che applicano il regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014)

e le associazioni sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale ai fini dell’Iva e delle imposte sui redditi (articoli 1 e 2, legge 398/1991) e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito proventi dall’esercizio di attività commerciali, per un importo non superiore a 65mila euro (con proventi oltre tale limite, la fattura andava emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta).

Per rendere il processo di fatturazione elettronica più semplice, l’Agenzia delle entrate ha predisposto una serie di servizi gratuiti per gli utenti, per predisporre, trasmettere, consultare e conservare le fatture elettroniche, in particolare tre sono gli strumenti disponibili:

Una procedura web accessibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione "Fatture e Corrispettivi" (tale procedura consente di predisporre e trasmettere le fatture elettroniche);

Un’App per dispositivi mobili denominata “FATTURAe” (questa procedura consente anche di trasmettere le fatture elettroniche);

Un software “stand alone” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e installabile su PC (tale procedura consente solo di predisporre e salvare i file delle fatture elettroniche).

Dal portale "Fatture e Corrispettivi" sono inoltre disponibili il servizio di conservazione e quello di consultazione delle fatture. Vediamo brevemente come deve fare, un soggetto Iva in regime forfetario, per predisporre una fattura elettronica utilizzando il servizio "Fatture e corrispettivi" messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Nessun commento:

Posta un commento

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!
Preventivi e computi metrici gratis! Ristruttura casa, ristruttura il tuo bagno. Hai un tetto da ristrutturare noi siamo i professionisti che cercavi.

Calcolo Tempo e Compenso Orario

Calcolo Ritenuta D'acconto

Calcolo Fattura Agente Enasarco

Calcolo Detrazione per Redditi da Lavoro Dipendente

Calcolo Detrazione Figli a Carico

Calcolo del TFR