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martedì 18 maggio 2010

E' inevitabile nella crisi, siamo tutti collegati.

I paesi ricchi stanno provando con forza a correggere le avversità economiche quotidiane che affliggono il mondo. E' stato convocato un summit economico d'emergenza. Sono state intraprese misure forti. Sono stati varati interventi di tutti i generi. I paesi sviluppati si sono resi conto che le proprie economie sono intrinsecamente legate a vicenda dagli avanzati strumenti finanziari. Quando un paese perde, lo stesso capita agli altri, come abbiamo notato in questi giorni da paesi distanti come la Cina e la Corea. C'è però un altro collegamento che non è stato discusso: i paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo di questi paesi dipende dalle economie dei paesi sviluppati, più di quanto le economie dei paesi avanzati siano interdipendenti. L'erosione dei mercati finanziari deve ancora farsi sentire nei paesi in via di sviluppo, con il venir meno dei movimenti di fondi dai quali questi ultimi dipendono. E qua sta la triste fine dell'effetto espansione: toglie il cibo dalle bocche dei bambini, chiude i rubinetti d'acqua e spedisce orde di persone a vivere nella disperazione. Dobbiamo risolvere la crisi economica mondiale, non solo per mantenere i nostri standard di vita, ma anche perchè la gente possa continuare a vivere.

La crisi economica che stiamo vivendo oggi, e probabilmente domani, è più che soli numeri. Ci sono facce con cui abbiamo a che fare per ogni singola unità di valore perso. E questo è qualcosa che non saremo mai in grado di quantificare. In ogni caso dovremmo riconoscere che le perdite che accadono davanti ai nostri occhi ogni giorno - ogni cinque secondi muore un bambino per mancanza di cibo o acqua - sono una questione di vita o morte.

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