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lunedì 13 dicembre 2010

La sicilia cambia con l'operazione addio pizzo 5.


In Questura, a Palermo, si è tenuta la conferenza stampa per fare il punto della situazione sull’operazione “Addio Pizzo 5″, che ha portato all’arresto di 62 persone (una è sfuggita alle manette).

Francesco Missineo, procurato capo di Palermo ha detto: “Il numero di soggetti che si relaziona a Palermo con cosa nostra è a dir poco imponente. Basti pensare che abbiamo in banca dati circa cinquemila nominativi. Sappiamo di non avere esaurito il nostro lavoro. È possibile, anzi probabile, che qualche soggetto proverà a ricostruire la rete del clan Lo Piccolo. Il problema è che per cosa nostra l’attività estorsiva è una ragione di vita, al di là dei profitti, perché rappresenta il potere che si ha di controllo sul territorio. Con questo dico che è difficile che cosa nostra rinunci a questo ramo dell’attività malavitosa. Speriamo con questa operazione di dare respiro ai commercianti, considerato il periodo natalizio”.

“Nel corso delle indagini – ha poi aggiunto Messineo – è venuto fuori l’interesse che cosa nostra mostra ancora per lo spaccio di droga, anche se il suo interesse primario resta l’estorsione”.

Sulla stessa scia Nicola Zito, questore di Palermo: “L’attività estorsiva c’è a Palermo, ma confidiamo nei risultati di oggi e del passato perché si volti definitivamente pagina. Denunciare non è solo questione di coraggio, ma di convenienza. Le associazioni di categoria hanno contribuito in maniera attiva nello svolgimento di questa operazione”, ringraziando Enrico Colajanni, di Liberofuturo, presente alla conferenza stampa.
Infine, ecco il commento di Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo: “Sul fronte del contrasto al racket del pizzo le operazioni AddioPizzo hanno avuto un ruolo strategico nel rompere il muro di omertà dei commercianti. Palermo costituisce l’avanguardia nella lotta al racket del pizzo nel territorio siciliano, rispetto ad alcune zone della provincia che sotto questo profilo restano ancora arretrate. La Sicilia è cambiata rispetto ad anni fa. Gli imprenditori si mostrano sempre più collaborativi. E questo è un dato di primaria importanza per il nostro lavoro”.
In foto Ingroia Antonio (Palermo, 31 marzo 1959) è un magistrato italiano.

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