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lunedì 27 dicembre 2010

SICILIA. Revisioni auto. Quelli fatti in Sicilia non valgono ...


PALERMO – “Le revisioni effettuate dalle officine di autoriparazione della Sicilia e le operazioni tecniche di controllo sui veicoli circolanti nel territorio dell’Isola vengono espletate seguendo rigorosamente le vigenti disposizioni legislative europee e nazionali”. Lo afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Gentile, in riferimento a quanto riportato, nei giorni scorsi, da alcuni giornali siciliani, secondo i quali la Regione si accaparrerebbe, in maniera ingiustificata, i diritti di motorizzazione.
“Per l’espletamento di tali operazioni tecniche – spiega Gentile – la Regione siciliana si avvale di un sistema telematico, il “portale Pagonline”, gestito dal proprio istituto cassiere, ovvero il Banco di Sicilia Unicredit Group. Cio’ consente di continuare ad acquisire alle casse regionali, i diritti dovuti per ciascuna operazione di revisione, e quindi, di compensare i costi sostenuti per l’esercizio delle attivita’ di rilascio della concessione, per l’effettuazione dei controlli sulle officine, per l’adozione di sanzioni, per l’esame dei ricorsi, per la stampa dei tagliandi di revisione e per la fornitura dei servizi di trasmissione dati”.
“A mio avviso – continua l’assessore – risulta legittimo, il diniego della Regione siciliana ad utilizzare un sistema di revisione dei veicoli gestito (per effetto del decreto dirigenziale emanato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 10 luglio 2009) in regime di monopolio e quindi, in violazione del principio di concorrenza, da Poste italiane. E’ chiara, dunque, la motivazione che spinge la Regione siciliana ad opporsi a questo provvedimento, sollevando tra l’altro un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale”.
“In attesa che il conflitto di attribuzione si risolva, la Regione siciliana continua a farsi carico di tutti gli oneri connessi al trasferimento del personale e al funzionamento degli uffici. Rimane tuttavia indiscussa – conclude l’assessore Gentile – la disponibilita’ della Regione a trovare una soluzione condivisa del problema ma che dovra’ tener conto dei costi che sostiene la Regione per l’esercizio delle funzioni trasferite”.

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