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lunedì 24 gennaio 2011

George Lakoff e il concetto di "frame"


George Lakoff è un linguista e un esperto di scienze cognitive che insegna a Berkeley, California. Ha dedicato molta della sua vita di ricercatore allo studio della metafora, e ai rapporti che intercorrono tra linguaggio e immaginazione. E’ possibile che conosciate l’ingiunzione paradossale “Non pensare a un elefante rosa”, esempio celebre di un ordine al quale il destinatario del messagio disobbedisce involontariamente non appena lo riceve, perché è impossibile non raffiguarsi un elefante rosa nel momento in cui viene evocato dalle parole, anche se queste parole contengono l’esplicita ingiunzione a non farlo. Le parole possono evocare immagini mentali esattamente opposte a quelle programmate dalla struttura grammaticale nella quale sono incasellate. L’esempio dell’elefante rosa è appunto tratto da un’opera di Lakoff. Lakoff è un liberal americano, costantemente in polemica con i democratici — il suo partito — per la loro incapacità di contrastare la superiore capacità di comunicazione dei conservatori. Nel suo ultimo articolo fa l’esempio della (mancata) riforma sanitaria promessa da Obama e della sconcertante incompetenza dei democratici a contrastare il boicottaggio propagandistico dei repubblicani.
Il concetto chiave su cui Lakoff insiste è quello di frame, che potremmo tradurre in italiano come ‘cornice’. Il dibattito politico, per il semplice fatto di essere rivolto alla cittadinanza, non è un semplice confronto di posizioni contrarie che si manifestano di volta in volta sui singoli temi. Il modo come i cittadini percepiranno e interpreteranno intellettualmente e emotivamente le diverse posizioni dipenderà da come esse sono state ‘incorniciate’ (framed) dai diversi attori del dibattito politico, laddove per cornice (frame) deve intendersi una strategia comunicativa che va bel oltre la semplice proposta di argomenti a favore o contro un certo provvedimento legislativo o governativo. Creare un frame efficace significa fare abile uso di elementi metaforici e simbolici che orientino le emozioni degli ascoltatori-cittadini in maniera da predeterminare l’accettazione o il rifiuto di un argomento prima ancora di un’analisi critica e razionale. Tanto più gli argomenti sono complessi e difficili tanto più chi usa i frame si trova avvantaggiato su chi confida solo sulla razionalità dell’argomentazione.
Le parole libertà e sicurezza hanno echi profondi nella cultura nordamericana, ed è per questo che i conservatori ne fanno le pietre di volta dei loro frame. Tipicamente parole come libertà e sicurezza ricorrono molto più nei discorsi dei repubblicani che in quelli dei democratici, e i repubblicani riescono a farne leve per le loro politiche con molta più abilità dei democratici. E’ per questo — osserva Lakoff — che se un politico negli USA parla di ‘libertà’ quasi certamente è perché vuole che ai ricchi vengano tagliate più tasse o che le grandi corporation siano meno regolamentate. Se la parola invece è ‘sicurezza’ con tutta probabilità si vuole andare a bombardare qualche sperduto angolo del pianeta infischiandosene del diritto internazionale o degli umori della comunità internazionali. Questo è il frame.

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