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lunedì 16 gennaio 2012

Diventa leader? Chi è il vero leader?


Leader si nasce o si diventa? E’ una domanda che sorge molto spesso in ambito lavorativo. La risposta potrebbe essere: leader si diventa, anche se, ovviamente, sono necessarie alcune doti innate.
Se da una parte, molto di quello che serve per essere un leader si apprende nel corso della vita, dai genitori, dall’istruzione, da quello che si è letto e dai luoghi in cui si ha lavorato, dall’altra le doti di leadership possono essere coltivate giorno dopo giorno: basta avere chiari gli obiettivi e sapere cosa bisogna migliorare.

Per questo vi proponiamo questo decalogo delle qualità del buon leader.

1. Avere convinzioni ferme: le convinzioni personali e lavorative, così come i principi -guida, devono essere chiari. Le convinzioni, i principi e gli obiettivi da raggiungere uniscono e avvicinano le persone e servono da collante per un team forte. Un buon leader investe tempo per verificare quali sono le cose importanti sul lavoro e nella vita, diventando così più motivato ed orientato al futuro.

2. Essere ottimista: l’essere ottimista rende il leader una persona degna di essere seguita. È necessario, infatti, avere motivazioni, speranze, aspirazioni e lungimiranza per affrontare adeguatamente le criticità. Solo chi possiede una visione positiva nel futuro riuscirà a trovare le soluzioni per migliorarlo.

3. Mostrare coraggio: non è necessario eliminare la paura per essere coraggiosi, al contrario, la paura ci rende attenti, per cui bisogna saperla gestire per acquistare sicurezza. Il leader deve essere in grado di correre dei rischi per fare quello che è necessario.

4. Impegnarsi e prepararsi costantemente: un buon leader deve prevedere tutto, essere pronto ad apportare variazioni a ciò che era stato deciso e, in alcuni casi, prendere nuove decisioni. È necessario assicurarsi di poter contare su una squadra preparata ad affrontare situazioni di crisi ed imprevisti, che devono essere percepiti solo come una variazione di qualcosa che era stato previsto.

5. Incentivare il lavoro di squadra: non si può raggiungere l’eccellenza senza l’apporto di una squadra adeguata. Un buon leader deve conoscere i propri punti deboli e bilanciarli con le qualità dei suoi collaboratori, in modo da formare un team di lavoro equilibrato.

6. Comunicare efficacemente: comunicare le ragioni delle proprie azioni è fondamentale per il lavoro di squadra. Se non si è in grado di comunicare in modo efficace non si possono guidare gli altri. I migliori leader devono essere anche insegnanti, motivatori e coach, per spiegare come dirigere un’attività, come migliorarla e per motivare le persone con le quali lavorano.

7. Coinvolgere le persone: non bisogna solo comunicare le proprie decisioni, ma anche coinvolgere i propri collaboratori per far comprendere lo scopo, il senso e le logiche del “gioco” che si sta facendo insieme. Tutto ciò che viene fatto deve essere percepito come una decisione di un organismo, del team e non di un singolo: il raggiungimento degli obiettivi dipende dal lavoro svolto da ogni singola persona.

8. Creare obiettivi raggiungibili e condivisi: un team lavora in modo stimolante se i suoi membri hanno obiettivi chiari e condivisi. Per stimolare i collaboratori possono essere utilizzati meccanismi premianti tesi a far convergere gli obiettivi del singolo con quelli del team.

9. Generare fiducia: la fiducia è un elemento fondamentale soprattutto per essere un leader riconosciuto dal team. Per questo il buon leader dovrà cercare di essere intellettualmente onesto, sviluppare costantemente le proprie doti comunicative, ascoltare le impressioni dei collaboratori e creare continui contatti con le persone.

10. Generare responsabilità: il leader di successo non è quello che fa tutto da solo, ma colui che attraverso il proprio team riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati. È quindi necessario generare responsabilità attraverso la delega dei compiti, la formazione e la quotidiana attenzione alla responsabilità, ovvero controllando sempre che ciò che viene delegato non sia qualcosa di cui “lavarsi le mani”.

Tratto da esperti in lavoro e carriera

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