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mercoledì 25 aprile 2012

25 Aprile: "meglio quando si stava peggio?"

Oggi 25 Aprile ricordiamo la Liberazione nazifascista a Genova. I partigiani liberavano Genova, Milano e Torino dall'occupazione nazifascista ponendo fine all'occupazione tedesca in Italia. Oggi chi ci libera di quelle forze che ci stanno oltraggiando quotidianamente l'economia, il lato lavorativo? Non sono forze certamente fasciste ma sono alquanto invasori? E così che la Resistenza meglio mettercela alle spalle. Oggi non bisogna mettersi contro nessun schieramento partitico o sì? Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ci ricorda che bisogna "estirpare il marcio e... i partiti ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di governo" E continua... "Sono venute stanchezze e degenerazioni, i partiti non sono più gli stessi della Resistenza." meno male e poi continua il capo dello stato "Diversi ne sono scomparsi, altri si sono trasformati, ne sono nati di nuovi e tutti hanno mostrato limiti e compiuto errori. Rifiutare i partiti in quanto tali dove può portare? Nulla può sostituire i partiti" scandisce il presidente. E sottolinenando il significato del 25 aprile, "è la festa della riunificazione dell'Italia", chiede che "ci si fermi a ricordare e a riflettere" su quello che ha rappresentato la politica nel passato "prima di scagliarcisi contro". 
Vorrei raccontarvi di oggi, di pochi minuti fa, mi sono imbattuto in una conversazione con un giovane settantacinquenne. Forse c'è un pizzico di nostalgia nella sua voce, nella voce di un vecchietto in piazza che mi racconta come si stava meglio quando si "stava peggio". Forse lui che ancora ragiona come un ragazzo di vent'anni ha vissuto la sua vita così intensamente e così pienamente che prova pena per i suoi due figli che non riescono a sposarsi e ad avere un lavoro e mantenere i suoi futuri "quasi impossibili" nipoti. Era il quarto dei suoi sei fratelli. Perchè non dobbiamo scagliarci contro la politica o le azioni politiche che non si mobilitano mi dice con fervore, sorridendo per avermi incontrato dopo un periodo di "assenza". E continua: io spero in un cambiamento repentino poi ci mettiamo in cammino verso la strada principale e inizia la solita insoddisfazione nei riguardi del governo, della politica locale e si lascia andare alla fine con il bastone avanti mostrandomi uno sguardo quasi schifato della situazione attuale dei giovani e mi punta il dito sulla pancia quasi mostrandomi la via per la "Liberazione". Poi si affaccia all'angolo di una delle stradine del mio bel paese, cerca con il suo sguardo di scorgere sua moglie in alto del balcone e mi lascia sulla via salutandomi e dicendomi che per me saranno momenti migliori, "picchi tu si sturiatu"! ( in siciliano significa che: io sono laureato e avrei qualche possibilità in più) perchè crede in me. Io penso che in realtà crede nei giovani. Quell'uomo vive ormai di una pensione "dimezzata", spera di poter vedere e vivere prima o poi i suoi nipoti che non ci sono. Egli vuole essere liberato dalle menzogne di una politica di malaffare e che pone in essere un malessere comune. 
Come si fa Signor Presidente della Repubblica? Oramai e per fortuna quella della Resistenza è acqua passata e ha fatto il suo corso storico. Per fortuna i nazisti non esistono più come quel principio politico autoritario e dittatoriale che era insito nei fascisti, però alcune volte scorgendo dentro le parole di quel povero signore di questi tempi manca la struttura organizzativa di quegli schieramenti politici ed è questo che non dobbiamo scordarci. Bisognerebbe scagliarsi contro al principio di eloggiare troppo il passato, scordandoci di aiutare chi vive nell'oggi, al momento, ponendo più attenzione di essere sovranità responsabile e incorruttibile. Ricordiamo quell'imprenditore napoletano che oggi si è "liberato" dal peso delle tasse, non è forse questa l'italia da aiutare e da liberare? Ricordiamolo nella nostra preghiera e aiutiamo quanti altri pensano a questo gioco a favore della morte che porta la nostra società, la nostra Italia, ad una nuova invasione straniera, quella del deserto arido e secco dei territori africani. 

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