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lunedì 17 settembre 2012

Tutti "pazzi" nel PD: Tanti “leader” in corsa verso le primarie

Sarà che diventare leader di un partito alletta tantissimi. Sarà il potere mediatico che questo comporta. E' pur vero che la mossa iniziale è partita dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi in giro tour con il suo camper per tutta l'Italia. Il così detto rottamatore si è lanciato alla conquista del PD, e non solo, con il programma d’essere “nuovo e giovane”. Lo stesso Silvio Berlusconi lo attacca dicendo di utilizzare lo stesso programma “Sociale” del centro destra. Andiamo avanti, e così il successo di Renzi è spiegabile dall’innegabile fatto che la attuale classe politica, vecchia o giovane che sia, ha profondamente deluso il Paese e qualunque cambiamento “radicale” è visto con favore, sia esso rappresentato da un “giovane” democratico sia esso rappresentato, dallo spirito dei meet up nati in tutta italia nel movimento a cinque stelle, da Beppe Grillo.
Abbiamo intuito, ed era arrivato l'ora, che avevamo di bisogno di strumenti per liberarci della presente classe politica. E che cosa verrà dopo? Per alcuni non importa questo, basta apparire. Forse hanno imparato dal centro destra. Basta solo apparire e dire quello che è giusto dire. E' qui il punto e andiamo avanti, compare anche Pippo Civati, come un fungo, in mezzo alle candidature di centro sinistra che non ci sta più con la testa. Un centro sinistra ammazzato dai propri stessi “leader” che vogliono padroneggiare il proprio partito, come in una sorta di invidia al centro destra. Tutti vogliono “comandare” il partito, “guidarlo”, tutti diventano come per magia “Ciovani”, parlano di rinnovamento ma nessuno è lì a proporre il programma delle prossime elezioni governative. Mi sorprende Civati che dà la sua disponibilità a candidarsi, dopo la candidatura di Stefano Boeri assessore alla Cultura della giunta Pisapia a Milano e la capogruppo del Pd in Regione Veneto Laura Puppato. All'appello manca solo la Rosy Bindi e siamo proprio a posto, secondo me la più giovane del gruppo. Poi hanno già ufficializzato la candidatura del leader di Sel Nichi Vendola e l’assessore al Bilancio sempre del Comune di Milano Bruno Tabacci (Api) e forse ci sarà anche Riccardo Nencini (Psi). Voilà c'è una sorta di “epopea” di candidati che vorrebbero inquadrarsi "padroni" nel Pd. Qualche domanda mi sorge spontanea: come mai nessuno si è mai esposto così tanto? Forse queste candidature sono il frutto delle numerose aree di riferimento, le così dette correnti “spifferaie” del Partito Democratico?
E’ evidente che per scardinare il sistema politico e il potere attuale è necessario superare il bipolarismo tifoso Pd-Pdl, una contrapposizione di facciata, ma che tutti sanno essere un “accordo” i cui interessi e metodi di potere spesso coincidono. A questo sbocco così ridicolo ci vorrebbe una contrapposizione liberal-democratica, l'Olanda l'ha già capito, intuito, votato ed eletto il suo partito. Bisognerebbe scoinvolgere questo processo che non riesce a individuare più l'area di riferimento solo perchè tanti fanno parte di tante aree, di tante correnti, di tante idee, di tante cose che non portano a nulla. Il Pd è “impazzito” ecco il punto.
E non per niente il crollo nei sondaggi del Pdl dei mesi scorsi venne guardato con preoccupazione anche dai vertici del Pd, chissà perchè? che non ne traevano alcun vantaggio.

2 commenti:

  1. I tuoi punti di vista sono da intenditore!

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  2. E come si dice...a buon intenditor, poche parole.

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