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lunedì 1 ottobre 2012

Monti bis per chi? Lascia o raddoppia?

Lasciare o non lasciare il governo alla politica? Il presidente del Consiglio Mario Monti sta facendo politica? Io credo di sì, in una maniera più sobria, austera, placata, diplomatica, e nella fortuna e nella formula che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha saputo investire. C'è stata l'accortezza di far subordinare alla carica “temporanea” un uomo che ha un suo aplomb di rigore che piace agli italiani, ma non a molti. Soprattutto poi se da New York Mario Monti lancia lo “schiaffo morale”; era solo per dire che ci sarebbe stato comunque, lui è senatore a vita, e poi che cosa dovrebbe dire un presidente del consiglio in viaggio all'estero? Che abbandorebbe volentieri la poltrona l'indomani? Il Professore Bocconiano non si candida tra sei mesi ma se dopo il voto ci sarà di bisogno, ad esempio un aiuto al ministero dell'economia, o ad altro lui è pronto. Comunque le dichiarazioni, ahimè lette male, provocano ad alcuni, soprattutto ai media, tra cui televisioni, giornali e radio, l’effetto boomerang al contrario con l'intento di spiazzare la politica a Roma. E questo fa solo bene alla politica in generale, secondo il mio parere, perchè si intuisce dalla tempistica attuata se ancora i partiti stanno attenti alla politica reale del paese.

Non parliamo del caso, a voi il giudizio, in cui un Casini alla convention “mille per L'Italia” rincara dicendo: “Non sono io l'artefice solitario, è un dialogo che sta andando avanti, sono loro che devono spiegare se sono interessati o meno. Sono due persone, Mario Monti e Cordero di Montezemolo, che stimo molto e ritengo auspicabile sciolgano le loro riserve e si impegnino nella politica. La politica sarà sempre più pulita tanto più ci saranno persone fuori dal tradizionale circuito dei professionisti, senza tatticismi, con convinzione e generosità”.

Di seguito c'è Luca Cordero di Montezemolo, presidente del movimento “culturale” Italia Futura, intervistato dal Corriere della Sera che dice: “E' necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice e liberale con l'obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti”.
E su questo nessuno afferma il contrario. Così che l'entrata in campo in politica del ferrarista Cordero di Montezemolo è appoggiata sia da Fini che da Casini. «Serve una lista civica per l'Italia» dice Fini. L'area di corrispondenza vera al mio parere, parlando di partiti europei sarebbe quella dei liberal-democratici, nuove facce, nuove idee. Continuando, il “leader” di Fli alla convention “mille per L'Italia” dice: "Montezemolo ha fatto un'importante intervista, dicendo che serve un momento di incontro. Lui fa da megafono ad un sentimento diffuso, ma noi qui ci siamo guardati bene dal chiamare le stelle, perché l'Italia non è solo quella di Montezemolo e della Marcegaglia e dei tanti altri che meritoriamente si impegnano, ma è quella delle mille platee come questa, degli uomini come voi che la politica la fanno nel quotidiano".
Quindi Mario Monti è chiaro! La lettura alle sue parole, poco attenta, e poco intuitiva, fa paura a molti e potrebbe recare qualche dispiacere ad alcuni politici, ecco il punto. La paura di non poter competere con quell'aplomb politico e figurativo, di leadership, di lealtà, di Mario Monti, fa sconquassare tanti nelle terra romana e non solo. Io credo che questo serva da lezione ai partiti che arrivano sempre troppo tardi. La prossima primavera apprenderemo del tutto il volere del popolo tutto, e lì saranno cavalfiori amari per chi vorrebbe ricollocare l'eccellentissimo Prof. Mario Monti senza un programma a seguito.

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