Sale a 3.637,87 euro (da 2.864,77 euro) la sanzione accessoria dovuta dal datore di lavoro che impiega un lavoratore extracomunitario privo di permesso di soggiorno per coprire i costi di rimpatrio. Lo stabilisce il decreto 21 maggio 2025 del Capo della polizia pubblicato in G. U. n. 15/2026. Il T.U. immigrati (dlgs n. 286/1998) stabilisce che il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori extracomunitari irregolari è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa di 5.000 euro per ciascun lavoratore impiegato. Le sanzioni aumentano se i lavoratori irregolari sono più di tre, se sono minori in età non lavorativa ovvero nei casi di caporalato e sfruttamento. Inoltre, con la sentenza di condanna il giudice applica una sanzione accessoria: il pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore extracomunitario assunto illegalmente. Il dlgs n. 109/2012 prevede, tra l'altro, che la sanzione accessoria a carico del datore di lavoro che impiega cittadini extracomunitari il cui soggiorno è irregolare corrisponde al costo medio del rimpatrio, calcolato in base all'anno in cui è pronunciata la sentenza di condanna. Il valore è ottenuto come media nel triennio precedente del rapporto tra il totale degli oneri sostenuti annualmente per il rimpatrio degli stranieri e il numero complessivo di rimpatri eseguiti nello stesso anno, maggiorato del 30% a titolo di oneri connessi ai servizi di accompagnamento e di scorta. Il costo medio è soggetto alla rivalutazione annuale sulla base dell'indice Istat. A tanto provvede il decreto aggiornando il valore del costo medio del 2024 da valere come sanzione per l'anno 2025. In particolare, stabilisce che il costo medio del rimpatrio, fissato per l'anno 2024 in 2.864,77 euro, è aggiornato per l'anno 2025 in 3.637,87 euro
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