I nuovi dati del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d'imposta 2024) delineano un Paese in chiaroscuro. Se da un lato il mercato del lavoro mostra segnali di vigore, con un aumento significativo della base occupata, dall'altro la struttura del prelievo fiscale conferma squilibri profondi e una progressiva erosione della contribuzione da parte dei redditi più elevati.
La spinta delle nuove assunzioni
L'incremento della ricchezza nazionale dichiarata, balzata a 1.076,3 miliardi di euro (+4,7%), trova una spiegazione diretta nel consolidamento del mercato occupazionale. Rispetto al 2023, la platea dei lavoratori dipendenti si è ampliata di oltre 348.000 unità (+1,5%), portando il gettito derivante da questa categoria a crescere del 5,6%.
Lavoro a tempo indeterminato: Rappresenta lo zoccolo duro con 17,9 milioni di soggetti (+1,6%), che percepiscono un reddito medio di 27.676 euro.
Lavoro a tempo determinato: I contratti precari coinvolgono 6,2 milioni di persone (+1,1%), con una media reddituale ferma a 11.375 euro.
Pensioni: Anche il comparto previdenziale registra una crescita del 5,5% nel volume complessivo dei redditi (325,5 miliardi), a fronte di un lieve aumento demografico dei percettori (+0,2%).
Il paradosso del ceto medio e il calo dei "super ricchi"
Mentre l'inflazione rallenta (attestandosi all'1% contro il 5,7% del 2023), il peso fiscale si sposta sempre più verso le fasce medie. Il cosiddetto ceto medio, che dichiara tra i 35.000 e i 70.000 euro, copre oggi un terzo dell'intero gettito Irpef.
In controtendenza, si nota un alleggerimento del contributo dei redditi più alti:
I soggetti che superano i 300.000 euro annui (lo 0,2% del totale) contribuiscono oggi per il 6,6% dell'imposta netta, in flessione rispetto al 7,1% dell'anno precedente.
In generale, la platea che dichiara oltre i 75.000 euro resta un'esigua minoranza, pari al 3,3% dei contribuenti.
Radiografia del prelievo: chi paga e chi è esente
La "regina delle imposte", l'Irpef, continua a essere alimentata per l'84,6% da stipendi e pensioni. Tuttavia, la base contributiva effettiva è molto più ristretta della platea totale:
| Tipologia di contribuente | Numero soggetti | Descrizione |
| Contribuenti Totali | 42,8 milioni | Soggetti che hanno presentato la dichiarazione. |
| Contribuenti "Esenzi" | 8,7 milioni | Imposta netta pari a zero per detrazioni o redditi minimi. |
| Contribuenti a "Zero Versamenti" | 11,3 milioni | Somma degli esenti e di chi azzera il debito tramite bonus e trattamenti integrativi. |
Differenze professionali e geografiche
Nonostante la crescita del reddito medio nazionale a 25.820 euro (+4%), le distanze tra le categorie restano abissali. I lavoratori autonomi guidano la classifica con una media di 67.510 euro, staccando nettamente gli imprenditori individuali (28.550 euro) e i dipendenti.
A livello territoriale, la Lombardia si conferma capofila con una media di 30.200 euro, mentre il Mezzogiorno continua a occupare stabilmente il fondo della graduatoria. La Calabria, con 19.020 euro, si attesta come la regione con i redditi medi più bassi, preceduta da Sicilia, Puglia, Molise e Basilicata, confermando una frattura economica che la crescita del PIL (ferma allo 0,8% reale nel 2024) non sembra riuscire a ricomporre.
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