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lunedì 29 marzo 2010

Seggi chiusi - I "big" a Roma per lo spoglio

Chiusi alle 15 i seggi per le elezioni regionali e per le amministrative in 4 province e 462 comuni. Secondo il Viminale il primo dato parziale(relativo a 9 regioni su 13) che riguarda 3581 comuni su 5068 comuni riporta una percentuale di votanti pari al 64,5%. Il trend rispetto alle elezioni del 2005 indica un calo di 8 punti percentuali.

Subito dopo le verifiche sui votanti inizieranno le operazioni di scrutinio a partire dalle regionali. In tutta Italia l’affluenza alle urne ha registrato un drastico calo. La percentuali di votanti rilevata alle ore 22 di ieri è stata del 47,1%, in calo di circa 9 punti rispetto al 2005, quando si presentò ai seggi il 56% degli aventi diritto.

Il primo housepoll curato dall'Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto in collaborazione con il centro studi e ricerca Tolomeo, riguarda la sfida tra Zaia (Pdl e Lega), Bortolussi (centrosinistra) e De Poli (Udc). Zaia, è dato tra il tra il 57 e il 59 per cento, Bortolussi tra il 30 e il 32 per cento e De Poli oscilla tra il 6 e il 7 per cento.

Gli altri quattro candidati alla presidenza della Regione Veneto (Paolo Caratossidis di Forza Nuova, David Borrelli del movimento di Beppe Grillo, Loris Palmerini di Veneti per l'autogoverno e Gianluca Panto del Partito Nasional Veneto) oscillano tra il 3,5 e il 4,5 per cento dei voti. Quanto ai voti di lista, il primo housepoll costruito in base alle risposte ottenute dalle telefonate campione a domicilio condotte tra mille votanti, indica le preferenze per la Lega tra il 31 e 33 per cento. Segue il Popolo delle Liberta' con una percentuale tra il 23,5 e il 25,5 per cento, terzo il Partito Democratico (20,5-22,5 per cento). Italia dei Valori e l'Udc si attestano tra il 6 e il 7 per cento. Le altre liste si fermano sotto il 4,5 per cento. Il prossimo housepoll dell'Osservatorio veneto sara' diffuso attorno alle ore 15.30.

L’attesa dei risultati. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha già raggiunto la sede federale del Movimento, in via Bellerio a Milano, da dove seguirà l'andamento del voto. Con lui anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli e altri dirigenti del Carroccio. Come da tradizione Bossi, nella giornata elettorale, resta chiuso nel suo ufficio, seguendo i collegamento televisivi, le notizie di agenzia e ricevendo i collaboratori che gli forniscono aggiornamenti. Nella sede della Lega è stata come sempre allestita una sala per i giornali e le televisioni nella quale, nel corso della giornata, i dirigenti leghisti si alternano per interviste e commenti.

Il Pdl attende con il fiato sospeso l’esito delle urne, soprattutto in Piemonte e Lazio, le due regioni-chiave nel computo complessivo sul quale si punta. In queste due regioni infatti una affermazione elettorale – fanno notare alcuni pidiellini – “vale doppio”. Resta l’incognita del forte astensionismo. Una affluenza pari al 60% viene considerata dal centrodestra un risultato “negativo”, mentre l’auspoicio è quello di raggiungere almeno la soglia del 65% che consentirebbe al Pdl di giocarsi fino all’ultimo voto la partita a Roma e Torino. Silvio Berlusconi sta seguendo l’andamento del voto ad Arcore con i suoi più stretti collaboratori. In serata dovrebbe raggiungere la sua residenza romana, Palazzo Grazioli.

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, rientrato da Piacenza, aspetterà nella sede di Roma i risultati delle regionali, incrociando i dati dello scrutinio reale con le indicazioni, in genere più veloci, che arrivano dal partito sul territorio. Insieme a lui collaboratori e altri big come Massimo D'Alema. Nel corso del pomeriggio arriverà a Largo del Nazareno quasi tutto lo stato maggiore del Pd, a partire dall'ex segretario Dario Franceschini. Anche la tv di partito, 'Youdem', seguirà con attenzione la progressione degli eventi e farà un filo diretto dalla sala stampa con i risultati dello spoglio ed interviste ai vari esponenti democratici.

La situazione nel Lazio. Secondo i dati parziali che continuano ad affluire, nel Lazio si registrerebbe il più alto tasso di astenionismo: l'affluenza alle urne, infatti, avrebbe fatto regitrare un calo pari a tredici punti percentuali. Intanto fervono i preparativi nella sede del comitato elettorale della candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, per la lunga attesa dello spoglio delle schede. Da due giorni lo staff di tecnici della Polverini è al lavoro per l'allestimento del comitato in via Imbriani, a pochi passi da piazzale Flaminio, a Roma. L'ex sindacalista, stamani ha fatto un salto al comitato per assicurarsi che tutto procedesse nel migliore dei modi. Le proiezioni verranno seguite attraverso un maxischermo allestito all'esterno della sede e da un altro presente all' interno. La candidata del centrosinistra alla Regione Lazio Emma Bonino è invece già arrivata al comitato elettorale di via Ripense nel quartiere Trastevere da dove attenderà insieme ai suoi collaboratori i risultati della competizione elettorale per la Regione. A chi le chiedeva quale fosse il suo stato d'animo, la candidata ha risposto: “Tutto bene”.

Cronaca dai seggi. Ieri pomeriggio, nella zona dei Castelli Romani, due elettori sono stati denunciati dopo essere stati sorpresi a fotografare con il cellulare la scheda elettorale con il proprio voto, violando così il divieto di portare in cabina cellulari e altri dispositivi di registrazione di immagini. Un altro elettore di Manfredonia è stato poi denunciato dagli agenti del locale commissariato di polizia per aver fotografato con il telefonino la scheda appena votata. È stato il presidente di una sezione, sentito il click dell'apparecchio, a chiedere l'intervento dei poliziotti in servizio al seggio.

Un fatto incredibile è avvenuto a Pomigliano D’Arco. Una rissa è si è scatenata nella tarda serata di ieri in via Grosseto, davanti al seggio elettorale allestito nella scuola elementare 'Sandro Pertini’. Il bilancio è di sei uomini arrestati, due di essi sono rappresentanti di lista, uno del Pd, l'altro del Pdl. Sono tutti accusati di rissa aggravata. Gli investigatori, arrivati in via Grosseto per mettere fine alla zuffa, hanno accertato che tutto è nato per questioni politiche.

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