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lunedì 22 marzo 2010

La Storia delle città siciliane


La famiglia NICOLOSI (prov.Catania)
 
Il NOTO avvocato NICOLOSI viveva con la famiglia in via GRANDE (di Sicilia) in un enorme PALAZZOLO ACREIDE tutto in PIETRA PERZIA, in un AUGUSTA e MESSINA dimora ma tanto grande che sembrava un ACICASTELLO.
Aveva un CAMPOBELLO a PEDARA di una magnifica VALVERDE con un lungo FIUMEFREDDO, tanti CANICATTI-ni e un piccolo cane di PACHINO, un pachinese.
L’avvocato era maritato da CENTURIPE (Enna) con la signora VITTORIA una DONNA LUCATA e aveva due figlie Tania e Catena. L’aria era GIOIOSA (Marea) ma quella sera sarebbero venuti a cena i fidanzati delle figlie SOMMATINO e MAZZARINO.
Due tipi CARINI e anche CAPACI.
Tutti preparavano la casa mentre l’avvocato potava i GIARDINI NAXOS e la moglie puliva i LAMPEDUSA e tutte le TINDARI, le due figlie invece andavano di BELPASSO (Catania) ma LENTINI lentini, a fare la spesa per comperare TRECASTAGNI (Catania) una bottiglia di MARSALA un po’ di CAROPEPE (Enna) e due MISTERBIANCO (il bitter).
Ma tania tornò indietro perché si SCORDIA (Catania) lo ZAFFERANA (Etnea- Catania)
e il PANAREA così alla sera SOMMATINO e MAZZARINO suonarono alla porta
SCICLI - SCICLI (il campanello) e di là CEFALU’ disse Nicolosi. “Siamo i fidanzati” dissero subito l’avvocato offrì ai ragazzi due BOCCHERI (LA FERLA – Palermo) di ROSOLINI. Ma guardando Tania all’improvviso dalla bocca di SOMMATINO uscì una frase (fischio)
“Che FICARAZZI!”
e fu così che scoppiò il MONDELLO.
NICOLOSI disse senti TRAPPITELLO (Taormina) ora sono GAZZI (Frazione Messina) tuoi.
E SOMMATINO “ Non si scaldi ho solo fatto il PRIOLO GARGALLO. E Nicolosi disse “ENNA – ENNA” (NO – NO) brutto figlio di TROINA, disse NICOLOSI.
non è CASSIBILE (Siracusa)
Che parli così. Tu hai la LINGUAGLOSSA (Catania). “Devi stare RACALMUTO”. Avanti AGIRA e vatinni a casa.
Ma SOMMATINO pensando che l’avvocato scherzasse gli mise una mano sulla spalla e l’avvocato “ah! Non mi toccare altrimenti ti BATTIATI (Sant’agato li Battiati – Catania) tanto che ti faccio un POZZALLO in fronte.
Hai capito brutto CAPOPASSERO. (Testa d’uccello – Siracusa)
Mi hai rotto il MILAZZO e il capo del MILAZZO.
Avanti se hai coraggio NISCEMI di fuori. NISCEMI che te la faccio vedere SCOGLITTI SCOGLITTI avanti NISCEMI di fuori. A questo punto le figlie bloccarono il padre, ma lui urlando disse: “ Vieni CA’ TANIA!!, e tu T ACI CATENA!!” Questi due li metto a RIPOSTO io.
E SOMMATINO disse “ ah sì!” se la mette così gli dico che sua figlia è una grandissima BUTERA, tutta RAVANUSA e RADDUSA (Catania)
E se NISCEMI di fuori chiamo i miei amici.
“Vediamo chi porti” disse Nicolosi.
PORTOPALO e PORTO EMPEDOCLE. Tutti e due li porto.
A queste parole NICOLOSI diventò un VULCANO prese la pistola e…
PAAALERMO, PAAACHINO, PAAATERNO’, PAAARTINICO, PAAATTI, PAAALMA DI MONTECHIARO, PAAARTANNA. Sparò e MAZZARO’ (Messina) i due fidanzati.
La fortuna volle però che la mattina dopo NICOLOSI svegliandosi si accorse subito che era un brutto sogno. Abbracciò le figlie, la moglie e ringraziò tutti i santi:
SANT’ALFIO, SAN GIOVANNI LA PUNTA, SAN GIUSEPPE JATO, SANT’AGATA DI MILITELLO, SAN CATALDO, SAN CONO (vicino ALGIDA) fecero un grande matrimonio e vissero tutti felici e contenti. E questo è il finale più CASTELBUONO che mi potessi inventare. VIVA LA SICILIA.

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