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martedì 13 aprile 2010

Proposizioni Subordinate

Le proposizioni subordinate, dipendono da un’altra proposizione per avere un significato compiuto, la quale si identifica come reggente. Alcune proposizioni subordinate sono espresse nell’indicativo, altre nel congiuntivo, e possono essere implicite (predicato espresso in un verbo finito – indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) o implicite (predicato espresso in un forma verbale – infinito, participio, gerundio). Le più comuni sono:

Proposizioni oggettive: quando la loro funzione è quella di complemento oggetto della reggente.

Spero che venga anche lui – proposizione esplicita.

Preferisco guardare la televisione questa sera – proposizione implicita.


Proposizioni soggettive: quando la loro funzione è quella di soggetto della reggente.

È utile conoscere bene la strada – proposizione implicita.

Sarebbe utile che le cose vadano bene – proposizione esplicita.

È ora di andare a casa – implicita con l’infinito introdotto dalla preposizione.


Proposizioni dichiarative, introducono una dichiarazione, introdotte da che, come, ecc.

afferma che non ha visto niente


Proposizioni causali, indicano una causa, una ragione, un motivo, per cui avviene un’azione, possono essere introdotte da perché, visto che.

Non è venuto perché si sentiva poco bene

Visto che non c’è, vado via

Si prese un raffreddore per essere stato fuori nella pioggia (proposizione implicita)


Proposizioni finali, indicano il fine per il quale il fatto tende a realizzarsi, affinché, perché, acciocché.

Ho dato queste istruzioni affinché possiate completare i lavoro.

Parlo a voce alta perché tutti mi possano sentire.

Sono venuto per parlarti (proposizione implicita).


Proposizioni consecutive, indicano la conseguenza di quello che è stato detto nella reggente, così… che, a tal punto, talmente che, ecc.

Aveva così fame che finì di mangiare in pochi minuti.

È abbastanza intelligente per capire il materiale assegnato (proposizione implicita).


Proposizioni temporali, indicano una relazione di tempo tra la reggente e la subordinata, quando, prima, dopo, finché, ogni volta.

(Nota: il valore temporale può essere di contemporaneità, posteriorità, e anteriorità, già discusso in classe)

Quando l’ho visto gli sono corso incontro (valore di contemporaneità)

Dobbiamo prendere una decisione prima che sia troppo tardi (valore di anteriorità)

Gli parlerò dopo averlo conosciuto bene (valore di posteriorità, proposizione implicita)


Proposizioni condizionali (periodo ipotetico), Il periodo ipotetico è formato da due proposizioni in stretta correlazione tra loro (anche nell’uso dei modi e dei tempi verbali). Una proposizione esprime la condizione necessaria – protasi – che è la subordinata, per la realizzazione della seconda – apodosi – che è la reggente.

Se fossi in te (protasi), agirei diversamente (apodosi)

Nel caso che ci vai (protasi), comportati bene (apodosi)

Modi e tempi nelle frasi del periodo ipotetico:

a. realtà – protasi e apodosi nell’indicativo: se andrai in Italia, ti divertirai

b. possibilità – protasi nell’imperfetto congiuntivo e apodosi nel condizionale presente: se andassi in Italia, mi divertirei

c. irrealtà – protasi nel trapassato congiuntivo e apodosi nel condizionale composto: se fossi andato in Italia, mi sarei divertito

Proposizioni comparative: stabiliscono un rapporto di comparazione con la reggente, e si dividono in tre categorie:

a) uguaglianza: così … come, tanto … quanto, ecc.

Luisi è tanto bella quanto lo è Marisa

La pasta asciutta è così nutritiva come lo è il manzo

b) maggioranza: più … di quanto, più … di come, più … di quello

Luisa è più bella di quanto (non ) pensassi.

c) minoranza: meno … di quanto, meno … che, ecc.

questa casa è meno costosa di quanto avessi pensato.

(nota: il modo del verbo nelle proposizioni comparative di maggioranza e minoranza può essere espresso nell’indicativo, congiuntivo o condizionale, e può anche essere espresso in una forma implicita: preferisce correre piuttosto che andare piano)


Proposizioni concessive: Indicano una soluzione diversa di quelle che ci si aspetta, e sono introdotte dalle congiunzioni benché, sebbene, quantunque, nonostante, malgrado, ecc. e da espressioni, pur seguito dal gerundio, per, nemmeno a, neanche a, al costo di seguito dall’infinito; in queste proposizioni si usa il congiuntivo.

Benché sia stanco continua a camminare.

Sebbene lo avessi avvisato, ci andò lo stesso.

Pur non andando d’accordo restarono amici per molto tempo.

Non si trovava più nemmeno a pagare un prezzo esagerato.


Proposizioni interrogative indirette: esprimono una domanda o un dubbio, e siìono introdotte da che, se, chi, che cosa, dove, perché, ecc. e possono espresse nell’indicativo, congiuntivo o condizionale.

Dimmi quanto sei andato in vacanza.

Mi chiedo se hanno finito di pagare le rate dell’auto.

Non so se è andato al ricevimento.

Mi domandavo che cosa aveva fatto – avesse fatto – avrebbe fatto.

Non so che cosa fare (proposizione implicita)


Proposizioni relative: sono introdotte da un pronome relativo, il quale ha anche la funzione di congiunzione, che, cui, il quale, dove, e questo pronome sostituisce un nome o pronome presente nella reggente, definito antecedente.

La proposizione relativa perciò determina e completa il significato dell’antecedente. Si usa che quando il pronome ha la funzione di soggetto o complemento oggetto; si usa cui, preceduto da una preposizione, quando il pronome relativo ha la funzione il complemento indiretto, se manca la preposizione si tratta di un complemento di termine e si sottintende a; (il) quale si usa quando che e cui possono creare confusione, si usa chi quando l'antecedente è un ente indefinito.

Luisella, che è andata recentemente in Italia, è una brava ragazza - antecedente Luisella, che soggetto di è andata.

Ho finito la lezione che dovevo studiare - antecedente io, che oggetto di dovevo.

Ti restituisco il libro che mi avevi prestato, - antecedente il libro, che complemento oggetto di avevi prestato.

Questo è il film di cui ti parlavo - antecedente, il film, di cui complemento di specificazione del nome film.

Non so chi è andato in città - l'antecedente chi non è definito


Proposizioni modali: indicano il modo in cui si svolge un’azione, possono essere della realtà (con il verbo all’indicativo) o della irrealtà (con il verbo al congiuntivo), e sono introdotte da come, secondo che, nel modo che, come se, ecc.

Comportati come ritieni opportuno.

Comportati come se non sapessi niente.

Andò via correndo (proposizione implicita).

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