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lunedì 6 settembre 2010

Viva la nazione. Abbasso l'inglesizzazione.

Domattina vi sveglierete e probabilmente accenderete il computer, magari per leggere le email o chattare con un amico lontano. Vi iscriverete a una newsletter e, da veri patiti della rete, aggiornerete il vostro blog. Così nel giro di pochi minuti avrete a che fare con termini inglesi che sono entrati di diritto nel nostro vocabolario comune. Non succede solo in Italia, succede anche in Francia. Ma lì non hanno mai particolarmente amato gli inglesismi nel loro vocabolario.
Così il presidente Nicolas Sarkozy ha pensato di indire un concorso proprio per abolire quei termini inglesi e trovarne altri più adatti utilizzando la lingua francese. Il presidente non vuole più sentire quelle parole e come lui molti altri. Così gli studenti delle scuole nazionali potevano inviare fino al 7 febbraio 2010, le proprie idee, spedendole al portale del Ministero degli esteri. Il concorso si chiama Francomot e gli studenti potranno sia inventare nuove parole che usare alcune già esistenti modificandole per renderle più vicine ai concetti legati alla rete.
Non è però una totale novità per la Francia perché già in passato molte amministrazioni hanno provato a bloccare l’avanzata di quei termini che, se non fosse per internet, non sarebbero nati e soprattutto non si sarebbero diffusi in tutto il mondo in un’unica lingua. Così il governo di Parigi trasmette costantemente ai propri uffici gli inglesismi da evitare. È così, ad esempio, che la parola “chat” nel francese istituzionale è divenuta dal 2006 “dialogue en ligne”, mentre “courriel” in sostituzione di e-mail.
La Francia difende con orgoglio la propria lingua (l’unica come l’inglese parlata nei cinque continenti) e la sua storia, tanto da essere forse uno dei pochi paesi al mondo in cui il computer - termine in Italia sdoganato da tempo - è chiamato “ordinateur”.
Poi il 10 febbraio la giuria del Francomot si riunirà per esaminare i suggerimenti e il 17 febbraio, alle 18, Alain Joyandet, Segretario di Stato per la Cooperazione e la Francofonia, premierà ufficialmente i vincitori. La Francia difende con orgoglio la propria lingua come d'altronde la Spagna e l'Italia? Noi siamo Fashion.

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