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mercoledì 1 febbraio 2012

Come funziona il finanziamento pubblico ai partiti?

Un tema tornato prepotentemente d'attualità proprio col caso Lusi, ma già dibattuto a tutti i livelli in passato è il finanziamento pubblico ai partiti, che tecnicamente non esiste più ed è stato più o meno indirettamente sostituito dai rimborsi elettorali. Generalmente ha sempre provocato indignazione fra le persone, ha dato adito ad accese critiche della stampa, della gente comune e di svaraiati parti politicher. Nonostante tutto questo e un vecchio referendum abrogativo esso esiste ancora, ed è una voce del bilancio pubblico decisamente non trascurabile. Senza dilungarci troppo, proviamo a spiegare come funziona:
Il finanziamento pubblico ai partiti venne introdotto dalla legge 195/1974, dietro la proposta di Flaminio Piccoli (DC). All'epoca la proposta (messa in pratica in 16 giorni) venne giustificata pubblicamente come la soluzione per evitare collusione e corruzione con i grandi poteri economici dell'epoca. Venne infatti introdotto il divieto di ricevere sostegni da strutture pubbliche e l'obbligo (penalmente sanzionato) di pubblicità e di iscrizione a bilancio dei finanziamenti provenienti da privati, se superiori ad una certa cifra.
La legge 659/1981 modificò lievemente il finanziamento, raddoppiandolo nelle cifre e introducendo un nuovo sistema di bilancio pubblico che però non prevedeva controlli effettivi. Inoltre partiti e politici (eletti, candidati o aventi cariche di partito) ebbero il divieto di ricevere finanziamenti dalla pubblica amministrazione, da enti pubblici o a partecipazione pubblica.
Nel dicembre 1993 i Radicali Italiani promossero un referendum abrogativo durante la stagione della sfiducia data da Tangentopoli, vinse infatti l'abrogazione del finanziamento con una quota dei voti superiore al 90%.
A dicembre dello stesso anno però venne modificato un sistema che è quello tutt'ora esistente: il rimborso elettorale.
Una sorta di finanziamento pubblico venne introdotta poi con la legge 2/1997 tramite l'istituzione del 4 per mille ai partiti e formazioni politiche, una possibile scelta che i contribuenti potevano fare al momento della dichiarazione dei redditi ma senza poter indicare una preferenza per una precisa forza politica.
I radicali promotori del precedente referendum tentarono il ricorso per il mancato rispetto della volontà referendaria ma la Corte Costituzionale non lo accettò.
Con la legge 157/1999, il rimborso cambiò moltissimo in quanto si discostò dalle spese elettorali reali per diventare un compenso in base al numero di voti presi.
Questa legge prevedeva 5 fondi (ancora oggi esistenti) per le svariate elezioni: Camera, Senato, Parlamento Europeo, Regionali e per i referendum. L'erogazione dei rimborsi però veniva interrotta in caso di fine precoce della legislatura.
Con la legge 157/1999, il rimborso cambiò moltissimo in quanto si discostò dalle spese elettorali reali per diventare un compenso in base al numero di voti presi.
Questa legge prevedeva 5 fondi (ancora oggi esistenti) per le svariate elezioni: Camera, Senato, Parlamento Europeo, Regionali e per i referendum. L'erogazione dei rimborsi però veniva interrotta in caso di fine precoce della legislatura.
La legge 156/2002 trasformò il fondo per il rimborso in annuale, abbassando poi il quorum per ottenerlo dal 4 all'1%.
Venne pressoché raddoppiato il compenso per le elezioni del Parlamento.
Con l'ultima modifica introdotta dalla legge 51/2006, l'erogazione dei rimborsi è divenuta quinquennale anche in caso di fine precoce della legislatura. Questa è una delle principali questioni da tenere in considerazione in quanto ha portato ad una sovrapposizione di fondi enorme dopo la crisi politica del 2008.
Alla fine le modifiche sopra elencate hanno portato ovviamente ad un dispendio di soldi pubblici, che è andato aumentando in maniera esponenziale.
Partendo dalle elezioni del 1994, la "torta" da spartirsi all'epoca era di circa 47.000.000 di Euro in una unica soluzione.
Con l'introduzione del 4 per mille, nel 1997 venne istituito un fondo transitorio per l'anno in corso di circa 82.000.000 di Euro.
Per la modifica del 1999, per le elezioni del 2001 il fondo dei rimborsi fu di 193.713.000 di Euro, erogati ai partiti in rate annuali, che vennero poi più che raddoppiati arrivando a circa 468.000.000 di Euro.

Grazie a questa serie di erogazioni, anche i partiti esclusi dal Parlamento riescono a sopravvivere, e persino quelli che non raggiunsero l'1% dei voti hanno qualche possibilità grazie alle erogazioni precedenti.
I voti venivano inizialmente contati 800 lire l'uno, passando poi nel 2002 ad 1 € e aumentando via via fino ad arrivare a 5 €.
Lo studio dell'ARES ha calcolato la spartizione della "torta dei rimborsi" per le elezioni del 2008.
Per questioni di successo elettorale, il più premiato risulta il PDL con 160.446.990 Euro, da sommare ai circa 170 milioni della tornata del 2006 guadagnati da AN e Forza Italia e che verranno erogati fino al 2011.
IL PD si è guadagnato una cifra simile di 141.998.246 €, da sommare ovviamente ai vecchi rimborsi del 2006.
Lega Nord, più piccola, ha diritto ad una cifra di 35.339.331 a cui vanno sommati circa 21 milioni della tornata precedente.
Avendo superato l'1%, il Movimento per le autonomie riceverà 4.670.297 Euro.
L'UDC potrà ricevere 24.018.774 Euro (più i 32 milioni precedenti), l'IDV 18.427.608 euro (con i 12 milioni circa del 2006).
I partiti della Sinistra Arcobaleno e La Destra, pur rimanendo fuori dal Parlamento hanno diritto rispettivamente a 13.356.565 (più i 51 milioni di prima) e 9.629.998 €.
Uno studio dell'ARES (Agenzia di ricerca economico-sociale) ha poi calcolato i soldi percepiti dai singoli partiti nel 2008, denunciando un giro di soldi di proporzioni enormi.
407.488.386 Euro (che vede un calo rispetto a quanto scritto prima per via di una riduzione simbolica in una legge finanziaria) sono i soldi riferiti alle elezioni politiche del 2008, che si vanno a sommare ai precedenti fondi della legislatura precedente preocemente interrotta.

Lo studio dell'ARES è di aprile 2008, riporta anche altre cifre (in caso si mantenga questo sistema), stimando circa il miliardo di Euro per le altre elezioni, tra cui le europee del 2009. Inoltre questo studio stima che non più del 40% di questi soldi vengono usati per le spese elettorali effettive.

A tutt'oggi il Partito Radicale (contraroi da sempre), Beppe Grillo e svariati giornalisti (tra cui anche Marco Travaglio) continuano ad esprimere sdegno per questo sistema, e i primi due movimenti politici a quanto pare hanno deciso di rinunciare a questi rimborsi.
La questione dei rimborsi ai partiti è stata ampiamente trattata all'interno del famoso libro "La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, due giornalisti del "Corriere della sera".

Per dare un'idea dell'entità - e suddivisione - dei finanziamenti ottenuti dalle formazioni politiche italiane, pubblichiamo un estratto dalla"GazzettaUfficiale"dello scorso luglio, che riporta il "Piano di ripartizione della rata 2011 dei rimborsi per le spese elettorali sostenute dai movimenti e partiti politici per il rinnovo dei consigli regionali del 28-29 marzo 2010".IL POPOLO DELLA LIBERTA' € 10.296.054,85

PARTITO DEMOCRATICO € 9.980.992,38

LEGA NORD € 4.663.877,06

ITALIA DEI VALORI LISTA DI PIETRO € 2.697.463,48

UDC € 2.159.098,24

RENATA POLVERINI PRESIDENTE € 1.150.795,23

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' € 709.129,44

RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA - COMUNISTI ITALIANI € 580.754,03

MPA - NUOVO PSI - PRI - ITALIANI NEL MONDO € 268.039,19

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO € 242.894,00

LA DESTRA € 219.405,52

SCOPELLITI PRESIDENTE € 201.009,30

LA PUGLIA PER VENDOLA € 190.739,73

ALLEANZA PER L'ITALIA € 187.446,82

MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT EMILIA-ROMAGNA € 186.259,71 - HA RINUNCIATO

PARTITO PENSIONATI € 171.006,64

LIBERTA' E AUTONOMIA NOI SUD € 166.995,72

I PUGLIESI PER ROCCO PALESE € 165.711,13

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' - PSE € 162.753,81

POPOLARI UDEUR € 155.682,30

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA - VERDI € 148.427,86

LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO € 143.668,14

AUTONOMIA E DIRITTI - LOIERO PRESIDENTE € 141.940,65

MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT PIEMONTE € 128.067,14 - HA RINUNCIATO

CAMPANIA LIBERA € 116.583,73

INSIEME PER BRESSO € 113.046,05

ALLEANZA DI CENTRO-DEMOCRAZIA CRISTIANA € 108.483,56

MODERATI € 106.690,13

INSIEME PER LA CALABRIA (PRI - UDEUR - NUOVO PSI) € 104.439,34

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO € 84.062,35

LISTE CIVICHE PER BIASOTTI PRESIDENTE € 77.863,16

FEDERAZIONE DEI VERDI € 73.438,92

LISTA CIVICA CITTADINI/E PER BONINO € 71.371,16

ALLEANZA DI POPOLO € 66.081,26

VERDI-VERDI € 61.404,42

UNIONE NORD EST € 58.468,91

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' - FEDERAZIONE DEI VERDI € 55.539,36

NOI CON BURLANDO € 47.420,16

POPOLARI UNITI € 32.171,82

ALLEANZA RIFORMISTA (Movimento Repubblicani Europei - Partito Socialista Italiano - Democrazia Cristiana Marche Unione Popolare Cristiana) € 32.058,99

SOCIALISTI E RIFORMISTI PER L'UMBRIA € 27.434,10

PER LA BASILICATA LISTA PER PAGLIUCA € 23.537,79

IO AMO LA LUCANIA € 20.301,30

MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE € 14.373,67

INSIEME PER IL PRESIDENTE (Movimento Autonomo Piceno - Italia Centro - Partito Repubblicano Italiano - Movimento per l'Italia) € 15.525,01

Totale € 36.428.507,56

DECADUTI:
ALLEANZA DI POPOLO
POPOLARI UNITI

HANNO RINUNCIATO AL RIMBORSO:
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT PIEMONTE
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT EMILIA-ROMAGNA

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