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sabato 13 ottobre 2012

Ddl anticorruzione e pressing dell'Unione Europea

Oggi il guardasigilli Paola Severino di Benedetto, ministro della giustizia del governo Monti, nel corso del suo intervento a Napoli al convegno organizzato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro conferma alla stampa che il ddl anticorruzione “deve essere approvato” anche perché è una necessità chiesta non solo dall'Ue ma anche dagli italiani perbene, cioè dai cittadini che a seguito della mala amministrazione regionale e della mala-politica sul territorio nazionale si chiedono se è ancora possibile ritenere lo Stato ancora degno di questo nome.
Sempre Paola Severino continua dicendo: “Non lo chiedono solo l'Europa, gli organismi internazionali e il mondo delle imprese, ce lo chiedono - ha aggiunto il ministro della Giustizia - i cittadini perbene, i giovani, le persone che si sono mobilitate in iniziative, le più diverse, ma che in comune hanno la forza di chi non intende rinunciare a uno scatto di orgoglio del nostro paese”. Il Monitoraggio dei Paesi membri avviene attraverso una procedura di valutazione reciproca "orizzontale" (tutti i Paesi sono valutati all'interno di un ciclo di valutazione) che porta alla formulazione di raccomandazioni; una seconda procedura è diretta a vagliare le misure adottate per attuare le raccomandazioni. Continuando il ministro sempre sul tema anti-corruzione: “è un obiettivo che non possiamo mancare”, “si è aperta la discussione e si farà dopo naturalmente, e adesso ci stiamo avviando alla discussione e mi sembra che le atmosfere siano costruttive”.
Sulle norme sulla non candidabilità dei condannati la Severino aggiunge che “sta lavorando in maniera estremamente alacre il ministro dell'Interno, d'intesa con il ministro della Funzione pubblica”. Un'altra “meta importante - spiega - che potrà essere discussa solo dopo l'approvazione del ddl anticorruzione”. Su questo punto il ministro crede “che si debba parlare di condanne definitive, rispettando il nostro principio costituzionale di presunzione di innocenza”. “Ci sono alcune categorie di reati che segnalano più fortemente una inidoneità a una candidatura”, per cui sarà necessario “selezionare quelle fattispecie più prossime al tema della fiducia che bisogna riversare su un candidato”. (Repubblica.it)
La Severino torna anche sulla proposta di mettere nel ddl un commissario anti-corruzione. fatta ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà, che aveva aperto delle crepe dentro al governo. “All'interno dell'esecutivo concordiamo - ha spiegato il Guardasigilli - che la figura avrebbe potuto essere inserita meglio in un provvedimento diverso, per raggiungere un risultato migliorativo”. E a notte fonda la figura del commissario viene effettivamente introdotta, tramite la legge di stabilità: presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche e sarà a costo zero.
Una risposta a chi le chiedeva se il governo stia pensando a porre la fiducia sul ddl anticorruzione, che è all'esame dell'aula del Senato, il ministro ha risposto: “Non è stata presa nessuna decisione, sarà importante vedere gli emendamenti e poi sarà presa una decisione, che sarà comunque importante perchè il disegno deve essere attuato”. Siamo sulla strada giusta direi e quindi si stanno accertando tutte le possibili attuazioni della normativa e si proseguirà verso una normalizzazione degli eventi e azioni politiche di molti e verso la trasformazione della politica e verso la trasparenza totale dei fondi gestiti dai gruppi partitici.

Se interessati: se volete essere aggiornati sul tema anti-corruzione cliccate sul link dell'archivio che a decorrere dall'1 febbraio 2012 predispone tutti gli aggiornamenti relativi all'anticorruzione.

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