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sabato 13 ottobre 2012

Seconda Tangentopoli: una lezione dai Media Internazionali


C'è sempre stata un'attenzione particolare delle riviste internazionali, dei media dall'estero, dei free-lance on-line, dei blogger per la politica interna italiana. Già a partire dalla caduta del muro di Berlino nel 1989. E se dopo la guerra fredda l'Italia si è sempre dimostrata “neutra”, dopo la caduta del Comunismo nel '89 l'Italia è diventata più intraprendente sul piano internazionale per quanto riguarda la politica estera.
Così che tra i maggiori quotidiani on-line e non, ad esempio il Time o il Guardian o l'Economist, è cresciuto negli anni questo interesse nei riguardi della politica interna italiana per capirne le azioni poi anche internazionali. Cosa c'entra la politica di vent'anni fa con quella di oggi? Che cosa c'è di strano nella politica italiana? Che cosa sta avvenendo oggi di simile agli anni novanta? La risposta è il ripercorrersi di certi eventi che portarano tra il 1992 e il 1994 al rifacimento della struttura del sistema partitico. E di strano c'è il ripetersi degli avvenimenti del così detto cambiamento di sistema, di dimensioni gigantesche e significative, che aveva portato negli anni novanta l'Italia alla creazione di nuovi partiti antisistema. Tuttavia i partiti storici come la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano, il PSDI(Partito Socialista Democratico Italiano), il PLI (Partito Liberale Italiano) sparirono o furono fortemente ridimensionati, tanto da far parlare di un passaggio ad una “Seconda Repubblica”. Anche se costituzionalmente rimaneva e rimane sempre una, però il concetto e che cambiati i partiti e gli assetti, veniva stravolto l'ordine partitico all'interno del Parlamento e del Senato della Repubblica.
Così che i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico si stanno riverificando proprio in questi giorni.
Lo stesso cita la frase:

«Pur gli uomini hanno essi fatto questo mondo di nazioni...ma egli è questo mondo, senza dubbio, uscito da una mente spesso diversa ed alle volte tutta contraria e sempre superiore ad essi fini particolari ch'essi uomini si avevan proposti» (Giambattista Vico, La scienza nuova, Conclusione)

e i sentimenti antipolitici erano così talmente diffusi all'epoca, che stanno ritornando in voga quegli stessi atteggiamenti di ripudio, da parte del cittadino, nei confronti della politica.
E' stato lo stesso per la stagione di mani pulite, la quale stagione a cominciare dal 1992 con gli scandali di corruzione, cose che si stanno riverificando nuovamente, riportavano al “rinnovamento” del sistema.
A tal proposito ricordo:

« Tutto era cominciato un mattino d'inverno, il 17 febbraio 1992, quando, con un mandato d'arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l'ingegner Mario Chiesa (" il mariuolo isolato"), esponente del Partito Socialista Italiano con l'ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di sette milioni, la metà del pattuito, dal proprietario di una piccola azienda di pulizie che, come altri fornitori, deve versare il suo obolo, il 10 per cento dell'appalto che in quel caso ammontava a 140 milioni. »
(Enzo Biagi, Era ieri)

Continuando a parlare dell'interesse da parte dei media esteri per l'Italia, ricordo quello per il partito di Berlusconi all'epoca della fine della “Prima Repubblica”. I media avevano dato uno slancio di popolarità negativa allo stesso leader di Forza Italia, non da meno, attraverso articoli dedicati contro anche l'inadeguatezza alla guida dell'Ue, e il quale aveva intrapreso la carica di partito “antisistema”. All'epoca era considerato, per un'ala politica fortemente democristiana, il rinnovamento. Oltre a ciò non ci sono dubbi sul fatto che vent'anni fa il singolo soggetto di negatività più visibile sia stato appunto il leader di Forza Italia. E visto l'antisuccesso mediatico “gossipparo” sulla stampa estera, e del ventennio trascorso, lascio a voi la scelta di commentare oltre le righe.
Ciononostante gli argomenti maggiormente rilevanti che hanno spesso attirato la mia attenzione e l'attenzione dei giornali esteri, oltre all'economia, erano il governo e gli sviluppi del sistema politico come oggi in sostanza. Quindi rileggendo i post in inglese mi viene da dire che non sia cambiato niente o quasi niente. C'è lo stesso atteggiamento di fragilità dei partiti, agli occhi degli “stranieri”, stesso comportamento e non sconvolgimento delle tradizioni politiche italiane, senza la finalità del bene comune. Un po' tutti tirano la giacchetta di qualcun altro alla poltrona, o un po' tutti addirittura si stupiscono all'arresto di un politico corrotto e/o manipolatore, e magari si presentano anche in tv per giustificarsi dei suoi abusi come se non si fossero accorti che rubava milioni di euro. Il punto è che forse quella stagione si sta ripercorrendo di nuovo sotto altre velature e più viva che mai. L'interesse dei media internazionali riguardano oggi come ieri, problemi che spaziano dai partiti, alle alleanze tra destra e sinistra, alle performance dell'industria italiana, ad esempio l'Ilva di Taranto, l'Alcoa in Sardegna e dei suoi magnati, al caso FIAT di Marchionne e il suo espatrio “trionfale” negli States, agli esiti elettorali truccati, al cambiamento della legge elettorale e ad argomenti non politici come il cibo, l'arte e con un accento non da poco al calcio mercato.
Oggi come all'epoca si parlava di corruzione politica, sanitaria, ricordo il focus mediatico del Sant'andrea a Roma portato avanti nella corruzione per costi di miliardi di lire, oggi forse possiamo metterci il Crac del San Raffaele di Milano e i casi di infiltrazione della 'ndrangheta nella Regione Lombardia. Niente di diverso, tutto sembra ripetersi, questo comune denominatore e problema si sta ripresentando nello stesso sparpagliamento mediatico della malsana amministrazione italiana del nord e del sud. E nel centro, ricordando il caso Fiorito del Pdl nella Regione Lazio.
Non certo, i media esteri, si presentano sbeffeggiando la sovranità dello Stato italiano con atteggiamenti del tutto negativi, anzi c'è un forte rispetto per la categorizzazione delle persone, delle istituzioni, degli eventi e all'approccio delle questioni italiane. E' anche vero che la percentuale di articoli pubblicati danno dell'Italia un'idea di democrazia ancora non matura.
Un contro senso se riportato dopo un commento positivo. La verità è che la fragilità della struttura istituzionale del paese, ci portano nella sensazione di essere identificati come uno Stato poco affidabile e soprattutto poco credibile. La spiegazione complessiva del discorso, portato avanti fino adesso, vorrebbe chiarire il punto di vista dei media internazionali, vorrebbe fare il punto sul vedere riformarsi un sistema insufficientemente cresciuto, poco adulto.
A conti mediatici fatti, si vede ritornare a galla un sistema politico che da tempo ha la reputazione di essere inefficiente e inefficace, contraddistinto da una divisione dei partiti politici, tutti alla ricerca dei propri singoli interessi, così come era accaduto nella Prima Repubblica.
Oggi con un forte senso di superficiale liberalismo, si vorrebbe ritornare a sostenere diverse tipologie di protezione dei privilegi e interessi di piccoli settori, disinteresse per le riforme, l'incoraggiamento dell'evasione fiscale dei più ricchi, attacchi alla legittimità del sistema giudiziario e infine la rinuncia di assentire una maggiore democrazia nei media.
Non è questo il metodo giusto ed è giusto puntualizzare che negli anni novanta non c'era la crisi economica che sta intercorrendo tutti i settori lavorativi del mondo.
Poi andando avanti l'interesse dei media internazionali è aumentato in questo periodo ed ha mirato al nascente MoVimento 5 stelle di Beppe Grillo, il quale rappresenta l'attuale “partito” antisistema e antipolitico. E' interessante notare articoli dedicati ed è curioso poter valutare attraverso gli stessi articoli la crescita esponenziale e l'importanza che i quotidiani esteri hanno avuto nei riguardi del movimento politico e giovanile del leader genovese, ad esempio tra le fila di articoli del TIME. Eppure questo potrebbe alla fine dire qualcosa di importante sul ruolo dei media nella politica italiana. Sottolineo che nel primo caso: l'attenzione dei media sul programma politico di Forza Italia  non è equiparabile alla considerazione mediatica estera del secondo caso: della nascita e sviluppo del M5S. Infine e qui non voglio fare paragoni di ripercorso storico, forse è ora arrivato il momento di dire che stiamo assistendo alla vera svolta della “Seconda Repubblica” e il popolo più informato e più “preparato” ha forse intuito che il programma portato avanti fino ad oggi dal leader del Pdl con tutto l'apparente liberalismo che gli girava intorno, ha portato avanti il modello capitalistico pre caduta del muro di Berlino.
Adesso l'intento sarebbe quello di rafforzare il sistema mediatico italiano, sulla propria autonomia, dal sistema partitico, e un esempio è Il Fatto Quotidiano il quale non riceve nessun finanziamento pubblico quindi è indipendente e ha in mano l'idea del “quarto potere”.
Il Fatto, ha inquadrato un suo target di riferimento adeguato al tipo di articoli che esso scrive, non allo stesso pari della stampa britannica della BBC, ma esso da un segnale che deve contagiare i veri opinion leader italiani.
In conclusione gli stranieri ci insegnano che essi, i media italiani, dovrebbero allontanare le proprie debolezze politiche dalle mani di chi il potere vorrebbe tenerselo stretto.

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