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lunedì 1 luglio 2013

Fondi Europei 270 milioni "volatilizzati"?

Sicilia, l'Etna è appena entrata di diritto nel patrimonio dell'Unesco e noi ci facciamo sfuggire mille occasioni dalla legge Obiettivo 1. Perchè? Perchè scompaiono due miliardi di “tesoretto” racchiuso nel Poin (Programma operativo interregionale) e Pain (Programma attuativo interregionale).
Come è possibile tutto questo? Dove sono andati a finire i controlli? Gli organi competenti? Chi gestisce il flusso dei finanziamenti? Dove si trova la guardia di Finanza quando serve? La magistratura? Ricordo che questi due programmi rispettivamente di un miliardo abbondante ciascuno erano stati destinati esclusivamente alle regione Sicilia, Campania Calabria e Puglia tramite Obiettivo 1. E un altro miliardo scarso allargati a Sardegna, Abbruzzo, Molise e Basilicata. Di questi soldi almeno 400 milioni erano destinati alla Sicilia per favorire investimenti che diventassero da trampolino di lancio e canale privilegiato per i siti riconosciuti dall'Unesco.
Che fine hanno fatto tutti questi soldi? L'ex presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono, sta allargando la sua battaglia rivolgendosi alla magistratura e alla Corte dei Conti.
Da questo punto di vista si presume che ci si è disimpegnati completamente per favorire la crescita della regione Sicilia, attraverso l'uso scorretto di questi fondi europei destinati allo sviluppo e all'occupazione.

Come “spariscono” 270 milioni di euro? Il nostro territorio ha le risorse uniche nel suo genere, direi inimitabili e per di più certificate dall'Unesco. Non si riesce tuttavia a compiere il passaggio successivo, cioè quello dell'implementazione delle capacità e delle competenze, direi il passo decisivo per avere un vantaggio sul territorio. Manca un giusto piano strategico del territorio, ci manca una progettazione a medio e lungo termine delle risorse a disposizione, ci manca la volontà di impiegare le risorse che ci offrono per lo sviluppo e la salvaguardia della nostra amatissima terra. Non direi che ci mancano capacità e competenze per gestire denaro, perchè in quelle noi siciliani siamo troppo bravi. Bisognerebbe andare oltre la “facciata”, bisognerebbe organizzarsi con procedure organizzative che mettano insieme, “riappacificandoli”, istituzioni e settore privato, che in Sicilia restano sempre unici nel proprio genere. Particolareggiando l'interesse soggettivo a quello della collettività. Si deve puntare sulle competenze organizzative che tengano tutti partecipi, escludendo chi fa ostruzionismo, “ammonendo” chi questo percorso non riesce a portarlo a termine, per il bene comune. Infine portandolo/i fuori dal percorso che consente loro di usufruire dei benefici che le istituzioni, e i “vantaggi” del potere, mettono loro a disposizione.

1 commento:

  1. Migliaia di soldi spesi male! La solita questione siciliana! Il popolo non mormora, incredibile!

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