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sabato 15 marzo 2014

Lection 1 - Diritto dell'Unione Europea

Perchè dar vita all'Europa? Perché alcuni stati nel 1950 vogliono dar vita ad un organismo ultrastatale chiamato Unione Europea?
Ci chiediamo questo per capire in modo funzionale il diritto dell'Unione Europea, per valutarlo in modo critico. Vogliamo qui capire l'Unione Europea in alcune delle sue fasi.

Come possiamo capire L'Europa?
- facendo un esame cronologico, ossia guardandone l'evoluzione nel tempo, vedere l'evoluzione dei fini dell'UE;
- interpellando le fonti, in particolare i trattati, perché sono la fonte cronologicamente primaria. La storia dell'Unione Europea nasce con un trattato, poi modificato da altri trattati. In particolare fonti sono i primi articoli (I principi fondamentali) e soprattutto il preambolo (firmato dai paesi aderenti), che contiene principi ed aspirazioni principali (il preambolo dà il senso complessivo). I principali trattati che studieremo man mano sono:
    - 1957: Trattato di Roma 25 marzo 1957
    - 1992: Trattato di Maastricht
    - 2003-2007: Trattato di Lisbona (entrato in vigore il 1/12/2009)

Il Preambolo del Trattato CEE (1957)

-    Quali sono gli obiettivi del progetto di integrazione dell'Europa?
Gli stati firmatari dicono che sono “risoluti a rafforzare le difese della pace e della libertà” facendo appello agli altri popoli d'Europa, animati dagli stessi ideali, di unirsi a loro.
In altre parole pace e libertà sono gli obiettivi primari della Comunità Economica Europea, dunque gli obiettivi non sono il mercato, la protezione dell'ambiente o simile, ma soprattutto la pace e la libertà.
Il preambolo ha un punto di avvio nel 1950. Afferma l'interesse di ribadire la pace e la libertà dopo la seconda guerra mondiale, in particolare fra Francia e Germania, e di lasciarsi alle spalle il totalitarismo.
C'è stato un interesse di avere come obiettivo primario e ideale la pace e la libertà. Ciò significa non poter compiere scelte che non siano immediatamente in relazione con questi valori.
Inoltre la carta delle Nazioni Unite mette tra i suoi obiettivi principali la pace e la libertà, ma li vede come obiettivi, non come ideali.
L'ONU e la CEE rispondono alle stesse esigenze.

Dichiarazione di Schuman (ministro degli esteri francese) del 9 maggio 1950: invita tutti gli stati dell'Europa occidentale a dare vita ad un organismo ultranazionale, ad una conferenza intergovernativa, per dar vita ad una Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio.
L'idea è di unire la gestione dei territori e delle risorse di carbone e acciaio delle ex nemiche Francia e Germania. E' una idea economica ma soprattutto Politica. Significa mettere insieme, su un problema definito, i due paesi più contrapposti durante la seconda guerra mondiale.

Questa idea, concordata con altri politici di altri stati, non è stata scritta da Schuman, ma da Jean Monnet (vice segretario generale della società delle Nazioni).
In un passaggio, di una conferenza, dice:
“ ogni guerra deve diventare materialmente impossibile e impensabile”
Impensabile: culturalmente non più concepibile.
L’elemento culturale alla base di ciò era la morale cristiana (cultura del perdono reciproco, appello alla riconciliazione).

Finalità ulteriore dell’integrazione europea: la prosperità.
Le Nazioni sottoscriventi erano: “decise ad assicurare, mediante una azione comune, il progresso economico e sociale dei loro paesi, assegnando ai loro sforzi per scopo essenziale il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei loro popoli”.

Art.2: Le Nazioni si impegnano a “promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità, un’espansione continua ed equilibrata”.
L'Europa è la terra in cui tutti potremo essere liberi, in pace e prosperità.
Qui entra la morale cristiana: la terra promessa, la vigna biblica.
Si parla di una prosperità Comune. Cioè si cresce insieme. E' in prosperità futura come progetto sociale.
Le barriere sono ostacoli alla libera circolazione delle persone e quindi eliminare le barriere vuol dire eliminare i dazi doganali. Bisognava rafforzare l'unità delle economie era il passo successivo all'eliminazione delle barriere.
Cioè la costruzione di uno spazio economico comunitario voleva dire integrazione economica.

Di che tipo vi chiederete?
Art. 2 Trattato comunitario: instaurazione di un mercato comune. Cioè uno spazio in cui sono garantite 4 libertà di circolazione:
1. merci
2. lavoratori
3. servizi (gli imprenditori)
4. capitali

Questo però poneva un problema: come si fa a realizzare un mercato comune? Quali ostacoli devo superare? Devo eliminare i dazi doganali (tasse che pago per esportare un prodotto); vietare i monopoli; restrizioni quantitative. Queste tre cose hanno in comune il fatto che sono divieti.(integrazione negativa).

C'è anche una integrazione positiva (obblighi), per esempio adattare delle regole (direttive, regolamenti) le normative di ravvicinamento, cioè normative di armonizzazione. Che era quello di sostituire le normative nazionali diverse tra loro.

Il principio alla base delle 4 libertà di circolazione è il Principio di non discriminazione, che ha come parametro specifico la nazionalità. Le merci, i servizi, i lavoratori e i capitali non devono essere trattati in modo diverso da paese a paese.

Ci sono state delle alternative al mercato comune:
Il libero scambio di prodotti industriali; le zone di libero scambio (EFTA, NAFTA, prive di una dimensione esterna, concentrate sulla libertà di circolazione delle merci).
C'è da considerare anche il contesto internazionale: creazione del GATT (1947), che ha come obiettivo la riduzione degli ostacoli alla circolazione delle merci.

In conclusione, l'ideologia del mercato comune (che ha una logica interna) comprende:
spazio concorrenziale, in cui vi è:
1.  un'area neutrale (obiettivo era la concorrenza ad armi pari tra imprenditori)
2.  una decisione dei soggetti che determinano il mercato (ruolo sovrano dei consumatori)
3.  un ruolo del potere pubblico molto limitato.
4. spazio sociale (si riconosce il fatto che il mercato comune può favorire un processo di arricchimento, un pluralismo; inoltre si riconosce il fatto che il mercato comune svolge uno sforzo cooperativo; infine il mercato fa un'impresa comune).

Nei fatti, questo non funzionava così bene come è descritto nel preambolo e rimaneva un pò controverso.



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