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mercoledì 17 maggio 2017

Non c'è più scampo per i cyberbulli!

L'aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge contro il cyberbullismo. Il testo ha avuto il voto unanime dell'aula.
La legge opera in contrasto alle forme di cyberbullismo è stata approvata alla quarta lettura dalla Camera dei Deputati con 432 voti a favore e nessun contrario ed è ora legge dello Stato.
Il testo che ha avuto un percorso lungo e accidentato, è passato per tre volte dalle commissioni e le aule di palazzo Madama e di Montecitorio, ha avuto il definitivo lascia passare.

A chi è rivolto? E anzitutto chi è il cyberbullo?

Per la prima volta entra nell’ordinamento italiano una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo.  Viene punita in sostanza la diffusione di contenuti online al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Tra le novità del testo di legge c’è la definizione del fenomeno e la possibilità, per il minore anche senza che i genitori lo sappiano, di sollecitare immediatamente il gestore del sito web o social network per l'oscuramento o la rimozione della “aggressione on-line”.

Questa legge va contro il bullismo telematico e identifica il soggetto che vìola con ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

Nel caso in cui il gestore ignori l'allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro quarantotto ore dovrà intervenire.

Il disegno di legge istituisce, tra l'altro, un Tavolo tecnico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di coordinare i vari interventi e di mettere a punto un Piano integrato contro il bullismo via web.

In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia, il cyberbullo, sulla falsariga di quanto già  è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

In ogni istituto scolastico dovrà essere designato un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo, che collaborerà con le Forze di polizia, le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio in caso di necessità. Le scuole sono chiamate a elaborare interventi di prevenzione e informazione, con la promozione dell'uso consapevole di internet.

(Di seguito la spiegazione della Onlus, Telefono Azzurro, che da anni lotta contro questo fenomeno.)

Che cos’è il Cyberbullismo?
Internet ha aperto nuove possibilità per tutti noi. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai rischi legati ad un uso improprio di questo strumento: tra questi c’è il cyberbullismo.

Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo.

Qui trovate le risposte alle domande che più frequentemente ricorrono su questo tema: avrete modo di capirne le cause e gli effetti e cosa fare per aiutare bambini ed adolescenti a mettere in atto comportamenti responsabili, senza essere autori, vittime o coloro che guardano senza reagire.

Si può definire cyberbullismo l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone.
Tutto questo può avvenire utilizzando diverse modalità offerte dai nuovi media. Alcuni di essi sono:
  • Telefonate
  • Messaggi (con o senza immagini)
  • Chat sincrone
  • Social network (per esempio, Facebook)
  • Siti di domande e risposte
  • Siti di giochi online
  • Forum online
Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo sono molte. Alcuni esempi sono:
  • pettegolezzi diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;
  • postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false);
  • rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;
  • insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;
  • facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.

Queste aggressioni possono far seguito a episodi di bullismo (scolastico o più in generale nei luoghi di aggregazione dei ragazzi) o essere comportamenti solo online.  

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