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mercoledì 18 ottobre 2017

Il "rosatellum bis", che cosa è successo!

La Camera, l'11 Ottobre 2017, dà il via libera alla legge elettorale ribattezzata "Rosatellum bis" (da una proposta del politico Ettore Rosato) con 375 sì e 215 voti contrari. Dopo tre votazioni di fiducia, il testo viene approvato con voto segreto superando la barriera dei franchi tiratori. Il tour de force alla Camera lascia il segno con un carico di polemiche in cui a tenere banco sono state le proteste in piazza del Movimento Cinque Stelle e della sinistra. Con lo strascico della norma definita dai 5 stelle e da Mdp 'salva- Verdini' che consente a chi è residente in Italia di potersi candidare anche nelle circoscrizioni estere.
Il Rosatellum crea ulteriori spaccature nel centrodestra, con Lega e Forza Italia a sostegno della legge ed Fdi posizionato sul fronte del no. Pur senza entrare nei dettagli, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni guarda con attenzione all'approvazione della legge: "Non e' il tempo dell'irresponsabilità - osserva il premier - al di la' di ogni comprensibile tensione politica dobbiamo mettere al primo posto l'Italia. Per quanto riguarda il governo si farà ogni sforzo per giungere ad una conclusione ordinata della legislatura".
Sulle barricate il Movimento Cinque Stelle ed il suo leader Beppe Grillo, arrivato a Roma proprio per gestire la protesta che da due giorni ha radunato davanti a Montecitorio i militanti 5 stelle. Il 'no' al Rosatellum ha ricompattato il gruppo dirigente che all'unisono si è scagliato contro la legge. Roberto Fico, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio si sono alternati in una sorta di maratona a cui hanno preso parte tutti i parlamentari pentastellati per criticare "una legge - dicono - infame e scandalosa". Una polemica che i deputati M5s hanno portato avanti anche dentro l'aula accusando la maggioranza di aver fatto una norma ad hoc per Verdini: ""E' la ciliegina sulla torta - osserva Danilo Toninelli - di una montagna di letame democratico fatto da questi quattro miserabili".
Cambiano le parole ma anche a sinistra del Pd non mancano le accuse. Parla di "schifezza" Massimo D'Alema. "E lo dimostra che una maggioranza che conta 476 parlamentari su 630 - aggiunge - ha paura del voto segreto, che e' uno strumento parlamentare riservato a pochissime materie, tra cui i diritti fondamentali e politici dei cittadini". Mentre Pier Luigi Bersani lancia un ultimo appello a maggioranza e governo. Il Rosatellum 2.0 e' "un marchingegno sconosciuto nel mondo" - spiega l'esponente di Mdp - che "con il cuore in mano" ha chiesto a chi sostiene la legge di "fermarsi a riflettere". A sostenere il sì alla legge è il partito democratico. Il 'padre' del nuovo modello elettorale, Ettore Rosato, se la prende con chi ha manifestato in piazza: ""E' comodo andare a protestare e dire tutti sono contro di noi. Pensano solo alle loro poltrone non agli interessi del paese". Chi considera invece il Rosatellum il male minore è da sempre Silvio Berlusconi. Il Cavaliere sin da subito ha deciso di sostenere la legge nonostante i mal di pancia interni al suo partito, in particolare tra le file dei deputati meridionali: E' una buona legge perchè scontenta un po' tutti", osserva il capogruppo azzurro Renato Brunetta che ha portato avanti la trattativa per raggiungere l'intesa sulla legge elettorale. Dello stesso avviso la Lega Nord che sin dall'inizio si era resa disponibile a sostenere qualunque modello. 

Da: Euroroma. net

lunedì 14 febbraio 2011

In piazza contro Berlusconi


Centinaia di migliaia di italiani hanno presenziato in piazza domenica in tutto il paese per dire "basta" a Silvio Berlusconi, dicendo che la dignità delle donne è stata lesa dalla prostituzione nel caso Rubygate. Nella capitale specialmente in piazza del Popolo gli uomini quasi quante donne e molti bambini hanno manifestato in massa. Anche se nessuno sosterrebbe il grande numero della folla, alcuni hanno parlato di più di 100.000 persone in questo luogo iconico.
I manifestanti hanno cantato slogan come "Indignato! Siamo tutti schiavi delle tue condizioni vogliamo più rispetto per le donne, si è passato il limite dell'indecenza e del decoro" mentre molti cartelli sventolano cappellini rosa proclamando "Se non ora quando?". Molti partecipanti hanno confidato che era il loro primo evento.
La manifestazione è stata inoltre destinata a richiamare l'attenzione sulle difficoltà della donna italiana e reclamare il suo diritto al lavoro, di essere assistita (asili nido, a metà tempo, lavoro e incentivi alla maternità e alla crescita demografica sotto sutte le medie che graverà sul paese ecc...), quando diventa madre e non essere certamente discriminati. Gli organizzatori hanno annunciato "dichiarazioni pubbliche ufficiali e altre mobilitazioni" per il mese di marzo. Molti uomini hanno dichiarato di essere presente "in totale solidarietà a difesa delle nostre donne", per rifiutare una "cultura diffusa di questo genere" che rende le donne "oggetti di scambio sessuale" in televisione, nella pubblicità e nella politica. I messaggi come questi: "Non posso sopportare di vergognarmi del mio paese per un capo del governo che sa organizzare solo festini", sento ancora che le donne sono utilizzate per soddisfare questa gentaglia, ha detto il più applaudito nella piazza della città di Forlì.

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