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lunedì 28 dicembre 2009

Come redigere un curriculum vitae


Tutti sappiamo che scrivere è decisamente faticoso: richiede impegno, attenzione, metodo, soprattutto quando è necessario fornire un gran numero di dati e informazioni. In ogni caso qualsiasi cosa si debba scrivere, gli aspetti cui occorre prestare attenzione sono due: il contenuto -cosa scrivere- e la forma -come scrivere. Un testo scritto è ben riuscito se e solo se sia il contenuto sia la forma sono adeguati agli scopi che la comunicazione si prefigge. Inoltre occorre tenere conto del fatto che, a differenza del discorso parlato, quello scritto richiede da parte dell’estensore cura e attenzione particolare.
Il linguista Tullio De Mauro nel suo libro “Guida all’uso delle parole” afferma: La scelta delle parole avviene in modo diverso se facciamo un discorso parlato o un discorso scritto. (…) Chi scrive non ha un continuo vivente controllo che sono le espressioni del volto degli ascoltatori: di noia, di perplessità, di approvazione. Perciò scrivere è un’arte assai più difficile che parlare. Dobbiamo riuscire a prevedere molto di più, a distanza di tempo. Di che umore sarà chi leggerà queste parole? In che situazione si troverà? Quanto saprà degli argomenti che si stanno trattando? Per tutto ciò è un buon accorgimento, in ogni caso, essere nello scrivere meno “informali” che nel parlare. Conviene costruir frasi e scegliere parole che possano essere significative il più possibile …, scrivere con limpidezza, nel modo più ordinato e largamente accessibile a tutti …., non significa cancellare dalla vista ciò che è raro, strano, difficile, complesso, (…) . Anzi, se qualcosa di ciò esiste, parlarne limpidamente, appropriatamente significa proprio rappresentare e presentare ciò in parole. Tornando al nostro argomento, possiamo concludere che nel curriculum vitae vanno inserite solo quelle notizie che sono pertinenti ai fini dell’obiettivo stabilito, esponendole in termini e secondo forme appropriate.
Un buon modo per procedere consiste nell’articolare il lavoro in due fasi:
  1. preparazione a tavolino dei contenuti da scrivere
  2. stesura definitiva del documento
  3. quali contenuti inserire
A tutti noi almeno una volta nella vita, dovendo partecipare a un concorso o contattare un’azienda, è capitato di scontrarsi con il problema di costruire una valida e succinta descrizione di sé come persona, delle competenze acquisite, delle attività svolte. E ciò che ciascuno di noi senz’altro ha capito è che non è facile riassumere in una “mini-biografia” la varietà degli aspetti che ci contraddistinguono come individui unici. Fortunatamente, però, le aziende non hanno alcun interesse a sapere molte cose su di noi e perciò i punti da trattare nel curriculum vitae sono in definitiva pochi. Inoltre l’esperienza insegna che è una grossa ingenuità inserire nel curriculum descrizioni pseudopsicologiche della propria personalità, referenze altisonanti (o peggio non del tutto veritiere), accentuazioni eccessive di eventuali difficoltà economiche, notizie troppo minuziose su fatti marginali. Il più delle volte ai selezionatori aziendali importano i seguenti “capitoli”:
  1. dati personali: completi di tutte le informazioni necessarie per essere contattati (telefono fisso e mobile, indirizzo e-mail, …);
  2. studi compiuti: in ordine cronologico decrescente;
  3. occupazione attuale e occupazioni precedenti: specificando sempre la posizione ricoperta in termini soprattutto di obiettivi e responsabilità, dipendenza, collaboratori, relazioni con altri uffici;
  4. conoscenze ed esperienze professionali acquisite: che cosa si sa fare e in quali campi, con quali metodologie, trasferibilità ad altri settori, punti di forza e di debolezza della propria preparazione;
  5. conoscenza lingue straniere: indicando il livello di padronanza relativamente a comprensione del testo, conversazione, traduzione);
  6. conoscenze informatiche: linguaggi di programmazione, capacità di utilizzo dei principali pacchetti software, esperienze specifiche su programmi grafici,gestionali, di database, etc.;
  7. interessi extraprofessionali: attività culturali e sociali, pratica sportiva, hobby;
  8. progetti per il futuro: ambizioni, aspirazioni culturali, aspirazioni lavorative e motivazioni che le sottendono.
Quale stile impiegare
Il curriculum vitae, quando non è necessario riempire un format con campi già predefiniti, è una breve relazione autodescrittiva. Relazione perché il compito è quello di riferire a una persona chiaramente, sinteticamente ma anche esaurientemente intorno a un particolare argomento; breve, perché il tempo che può dedicare il lettore è limitato; autodescrittiva dato che lo scopo è fornire al selezionatore una “istantanea” di sé. Quindi il curriculum vitae dal punto di vista formale deve essere:
  • succinto, ma non striminzito
  • scorrevole e agevolmente leggibile
  • semplice e chiaro, ma non arido
  • dettagliato, senza cadere nella pignoleria
  • privo di connotati “valutativi” ma al tempo stesso “personale”
  • efficace, cioè dare un’immagine brillante del candidato
  • curato graficamente: senza errori, scritto ordinatamente, piacevole a vedersi.
Il primo scambio significativo di informazioni tra candidato e azienda avviene attraverso quel particolare “biglietto da visita” che è il curriculum vitae. A dire il vero si tratta di uno scambio sostanzialmente unidirezionale, nel senso che il trasmittente (il candidato) invia un messaggio a un ricevente (l’azienda), ma non necessariamente si vede pervenire una risposta di ritorno. In ogni caso è fuori di dubbio che il curriculum vitae rappresenta per qualsiasi candidato la carta di presentazione determinante per superare il primo filtro della selezione: lo spoglio e l’esame analitico delle “mini- biografie”.
Logica conclusione di tutto ciò di questa argomentazione è che saper stilare con accortezza la storia personale è un’abilità che, se sviluppata, può attribuire qualche punto in più – e spesso quello vincente – nell’emozionante sfida per la conquista del posto di lavoro. Allora come acquisire o incrementare questa rilevante abilità?
Attendo impaziente i vostri commenti.

Giacomo Palumbo

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