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lunedì 28 dicembre 2009

Curriculum Vitae: è un video!

C’era una volta il curriculum vitae tradizionale, con la lettera di presentazione allegata, doviziosamente piegato in tre parti e inserito nella busta bianca regolarmente affrancata. C’era una volta, ma forse tra non molto non ci sarà più. Sta infatti andando docilmente in pensione, già ampiamente sostituito dalle autopresentazioni spedite per email e dai form predisposti dalle aziende e compilati direttamente on line. E a dargli il colpo finale potrebbe essere la sua nuova evoluzione multimediale, in linea con la tendenza a «youtubizzare» sempre più le nostre esistenze. La nuova frontiera, insomma, è quella del videocurriculum. Il principio è semplicissimo: basta raccontarsi mentre ci si filma, spaziando tra il proprio background e le esperienze professionali. Si aggiunge il pepe della fantasia. Poi si mette il tutto su YouTube o MySpace o altre piattaforme per la condivisione dei filmati. E il gioco è fatto.
Negli Stati Uniti, il mercato del lavoro si sta sempre più orientando verso questa nuova forma di comunicazione e sono molte le aziende che iniziano ad accettare le videocandidature on line, al fine di recepire al meglio la multimedialità dell’aspirante lavoratore. Ma non si tratta di un’esperienza solo americana: in Europa e in Italia si possono già trovare centinaia di esempi di auto promozione, diffusi in rete o inviati direttamente ai responsabili degli uffici personale. Le tecniche sono le più disparate e a differenza di un normale foglio di carta il video consente davvero di esprimere tutta la propria creatività. Ci sono video curriculum pensati come promo, dei «corti» con storyboard annessa o filmati che ricalcano lo stile dei videoclip musicali. E per i meno creativi ma ricchi di risorse crescono come funghi i blog autoreferenziali, oppure i curriculum visuali, come ad esempio quelli presentati su Visualvc.

In Italia il video-curriculum ha iniziato da poco la sua espansione on line. Ma qualcosa si muove. A Pordenone, ad esempio, è nato il progetto «Prove libere di videocurriculum», mediante la collaborazione tra il Consorzio universitario e la Pnbox web tv che hanno addirittura promosso un concorso per realizzare i filmati acchiappa-lavoro. Lo scopo è quello di facilitare la ricerca di un’occupazione o di spuntare un tirocinio presso aziende e imprese che vedono nella creatività e nella capacità di presentarsi un elemento di valore aggiunto. Nel contempo, i privati, gli enti, le istituzioni possono pubblicare i propri annunci di offerta di lavoro con questa tecnica e viceversa. Il servizio è completamente gratuito (Guarda gli esempi).vantaggi del video-curriculum rispetto alla versione cartacea che è omologata su formati standard, come il più diffuso curriculum europeo scaricabile ormai ovunque in rete, sono dati dalla immediatezza, dalla personalizzazione e dalla maggiore possibilità di arrivare destinazione. Come il promettente reporter spagnolo Chuscarra in versione “iena” televisiva che aspira ad a diventare un «nuevo reportero». Oppure Antonella Zecchi laureata in Scienze Umanistiche a Roma che cerca una occupazione e invia il suo curriculum «a richiesta perché è certa di avere buone qualità» (Guarda). O, ancora, il chitarrista Enea che cerca lavoro nei locali li Milano (Guarda). O quello del «viaggiatore multidimensionale» Kaleshmusic (Guarda). Si può poi dare uno sguardo alla biografia filmata di Thomas Biagi che si racconta nelle sue imprese di pilota (Guarda), anche se il suo videocurriculum è più di carattere celebrativo, visto che un lavoro lui già ce l’ha. Ma in generale è sufficiente digitare la parola videocurriculum in una delle piattaforme di condivisione di filmati per avere molti esempi sul genere.

Cosa occorre fare, oltre ai video curriculum, i curriculum viventi, i curriculum visuali per uscire dall’anonimato? Se negli ultimi anni si sono sviluppate nuove frontiere che vengono poi adottate in maniera esplicita sul mercato del lavoro, ci pensano i cacciatori di teste, gli «head hunter» a farsi largo tra le onde del web e le richieste dei candidati. Soprattutto se la ricerca riguarda posizioni di alto profilo professionale. La gente lo sa e cerca di raggiungere anche questo obiettivo. «Indubbiamente si fa di tutto per accalappiarsi le nostre simpatie – dice Massimo Rosa, uno dei leader del settore (■ Leggi l’intervista) – . E’ assolutamente normale che nell’era delle immagini “a tutti i costi” la versione “cinematografica” del curriculum sia all’ordine del giorno. I nostri messaggi diventano allora veri e propri trailers dove la cura dell’immagine finisce con l’essere più importante del contenuto stesso del messaggio da trasmettere».

fonte: corriere.it

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