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lunedì 29 agosto 2011

In Memoriam di Libero Grassi


"Ricorrono oggi venti anni da quel tragico 29 agosto 1991, quando Libero Grassi, l'imprenditore onesto e coraggioso che si era pubblicamente ribellato alla mafia e al suo sistema estorsivo, fu ucciso in un agguato tragico e feroce". Lo scrive in un messaggio alla vedova, Pina Maisano Grassi, il presidente della Repubblica ricordando come Libero Grassi fosse "tornato in Sicilia per dare lavoro e prospettive di crescita agli uomini della sua terra e spronarli a reagire a inquinanti forme di taglieggiamento e ad ogni intimidazione".

"Il suo sacrificio - sottolinea il capo dello Stato - è divenuto nel tempo, anche grazie alla mobilitazione delle migliori energie della società e alla crescente determinazione dell'imprenditoria siciliana, un riferimento essenziale della rivolta contro il racket e la pressione mafiosa. Il ricordo della lotta di Libero Grassi per salvaguardare la dignità del lavoro e la libertà dell'attività economica da forme inammissibili di violenza deve costituire fecondo stimolo per una sempre più ampia mobilitazione della coscienza civile e per una sempre maggiore diffusione della cultura della legalità".

"Con questo auspicio - conclude Napolitano - e interpretando la gratitudine di ogni italiano, esprimo a lei e ai suoi figli sentimenti di affettuosa vicinanza e solidale partecipazione".

CHI ERA LIBERO GRASSI?
Era un imprenditore. Nato da una famiglia antifascista (gli fu dato il nome "Libero" in onore di Giacomo Matteotti), si trasferì prestissimo a Palermo ove crebbe gli anni dell'infanzia. Trasferitosi a Roma, nel 1942, entrò in seminario per evitare la leva. Alla fine della guerra tornò alla vita civile, continuò gli studi in giurisprudenza ed iniziò una attività politica che continuò anche dopo essere tornato a Palermo per continuare l'attività imprenditoriale del padre. Nel 1961 aprì uno stabilimento tessile (Sigma) e, parallelamente, continuò a scrivere molti articoli di politica per vari giornali. Infinè entrò a far parte attiva del Partito Repubblicano Italiano.
Verso la metà degli anni ottanta, la fabbrica di Libero Grassi fu, naturalmente, presa di mira da "Cosa Nostra" che chiedeva il "pizzo". Ma lui rifiutò, energicamente e pubblicamente, denunciando, alle autorità di polizia ed anche in TV e tramite i giornali, l'estorsione. Nel corso degli anni fu intervistato da famosi giornalisti italiani ed esteri, ma fu fondalmentalmente lasciato solo (in special modo dalle associazioni deglla imprenditoria) a combattere la sua battaglia. Nel 1991, il clima, per Libero Grassi, era diventato molto pericoloso, ma preferì ugualmente rifiutare la scorta che gli era stata proposta dalle autorità. Fu ucciso in in via Vittorio Alfieri, in un agguato di mafia alle 7:30 del mattino del 29 agosto 1991.
In seguito gli venne assegnata la Medaglia d'Oro al valor Civile.
Moltissime le piazze, le vie, le scuole e le associazioni che in seguito vennero a lui intitolate.
Nel 2004, a seguito dell'omicidio di Libero Grassi, vennero condannate molte persone tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pietro Aglieri.

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