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lunedì 27 maggio 2013

I disagi sociali del non lavoro


In Italia dall'inizio della crisi lavorativa ed economica del 2008, le politiche a sostegno dell'occupazione si sono prevalentemente concentrate sugli strumenti a sostegno dell'occupazione esistente, finanziando ad esempio quasi dieci miliardi di euro per la cassa integrazione, mentre solo una minima frazione delle risorse messe in capo sono state destinate ad aiutare l'accesso al lavoro, in particolare dei giovani in cerca di una prima occupazione.

Il risultato di questo approccio ha portato ad una crescita dei tassi di disoccupazione giovanale.

“Secondo i dati ISTAT a marzo 2013 il numero di occupati in Italia è pari a 22 milioni e 674 mila unità. Solamente fra febbraio e marzo di quest'anno sono andati perduti ulteriori 51 mila posti di lavoro, con una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dell'1,1% su base annua. Nell'ultimo anno di rilevazioni (marzo 2012-marzo2013), il numero complessivo di posti di lavoro andati in fumo è pari a 248 mila unità. L'esame dei dati ISTAT sull'occupazione/disoccupazione nel nostro Paese, con le rilevazioni riguardanti la disoccupazione giovanile, tocca tutti i soggetti di età compresa fra i 15 e i 24 anni. A marzo l'ISTAT rileva un tasso di disoccupazione fra essi che è pari al 38,4%: in aumento dello 0,6% su base mensile rispetto allo scorso febbraio e in sensibile aumento del 3,2% su base annua rispetto a marzo dello scorso anno. In totale il numero di disoccupati che rientrano in questa fascia di età è pari a circa 635 mila unità.  Il tasso di disoccupazione complessiva a marzo è pari all'11,5%.”

Le difficoltà economiche sono legate soprattutto alla mancanza del lavoro e alla difficoltà di inserirsi in una situazione occupazionale. Questo fattore oltre ad indebolire famiglie ed imprese ha indebolito le singole persone e le relazioni tra essi.
E' una situazione di precarietà che spesso non lascia spazio per le scelte, piuttosto ti obbliga a rinunciare; questo comporta sentimenti di paura, di frustazione, di sensi di colpa verso la famiglia, instabilità e perdite di certezze e fiducia in sé stessi.
Sono sentimenti negativi che intaccano tutte le relazioni tra le persone, le quali sono sempre più spesso concentrate su loro stesse per la risoluzione di problemi quotidiani.

Qui si vuole enunciare la prospettiva analitica e non quella curativa del processo. Quindi seguendo il percorso e l'analisi degli stati d'animo di questo anomalo contesto è fondamentale capire su cosa andare ad agire.
Bisognerebbe lavorare sulle singole persone e trasformare il disagio sociale in opportunità, creando anche spazi di condivisione, di informazione, di scambio e all'esterno promuovere una cultura che si basi sulla responsabilità sociale d'impresa e sulla cittadinanza attiva, visto che è difficile agire sul piano normativo e governativo, almeno fino a questo momento in Italia.

Fondamentale diventa la collaborazione e il continuo scambio di esempi efficaci e di reali informazioni, soprattutto negli annunci di lavoro. Le conseguenze purtroppo negative sono l'elemento che accomuna qualsiasi realtà, e gli elementi distintivi invece sono le modalità d'agire, le buone prassi e i metodi di reazione al questo processo.

Vi ricordo di seguito tre articoli fondamentali della costituzione italiana:

Art.1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art.3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

In questa sezione puoi trovare una breve descrizione delle principali tipologie di contratto di lavoro.

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