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giovedì 2 maggio 2013

Pd e Pdl: Inciucio ci fu?

Una storiella medievale.
Piacevolmente Pd e Pdl si sposarono in un giorno di Primavera dell'Aprile 2013. Il cavalier Enrico Letta piacque nel discorso di stanziamento alla Camera, parlò di lavoro, di abolizioni, dell'Imu, di riequilibri europei da risanare, e in molti smemorati, ad un tratto si accostarono a ripensare. Così fu che ottenne la fiducia sperata dagli emicicli del Parlamento.

Fu un incontro ravvicinato dell'ultimo tipo all'insediamento. Non un incontro di tipo alieno fu molto di più ameno, perchè la realtà superò la fantasia. La colpa non la si dette agli elettori e a chicchesia, che affidarono il lor voto ai lor signori, la colpa fu tutta sovra esposta dai calcoli sbagliati delle fazioni e della posta. In gioco agli elettori ahimè privi di ogni poter decisionale, e ancor più, essi non si renderon conto del misfatto catastale.

Ancor ora fu incoronato Principe dei ministri il Cavalier Letta, della parte depauperata della fazione di sinistra, senza quella misera barbetta bianca che tanto si detesta. Scavalcando l'idea democratica di eleggere il proprio mentore, consegnando i due eurini alla cassa del partitone. E la colpa fu tutta manageriale del Partito con la sol D, perchè di democratico non ha più nulla oramai consacratico.

Ciononostante nelle compagini cambiarono or dunque comportamento politico tutt'ad un tratto, e tutto ad un tratto a molti piacque l'idea. Fu bello unirsi in matrimonio col centro destra così tanto detestato fino a quel momento. E fu funesta la reazione dell'elettorato presa in sovrabbalzo. E al primo maggio non fu proprio consacratico né l'amor né il coraggio.

Fu esecrato il Grillo profeta di pochi anni fa, e qui la conferma che piace a entrambi gli schieramenti in larga intesa. E io ebbi l'impressione che dalla “malefatta” grillina si imparasse qualcosa più di prima, invece tutt'al più si imparò a scappar dal mutamento. E udii tra i campi una voce della folla e della piazza, che sviscerava le proprie budella contro il finto cambiamento senza stazza. Perpetrato oltre i confini programmatici dell'Europa, che ci ride in faccia e ci sbottona.

E per rimpiazzare la partita la lor Signora Berlinese e il Social francese, ci insegnavano a contare i giorni a fine mese, dandoci della finta speranza, recapitandoci nella nostra stanza, senza fissa dimora, il pagamento che senza ritegno ci obbligano a pagar or ora. E ai disoccupati, agli esodati, e ai precariati loro si distanziano per fan finta di consacrar a noi ancor più disperati, le nostre ossa, e la lor voglia di sgelarsi nelle lor finte distanze e di restare lì non mutevoli nelle proprie stanze.

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