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venerdì 24 aprile 2026

Italia-Mercosur: Al via l'intesa storica da 4 miliardi di dazi in meno

Mentre i cantieri del PNRR affrontano le tempeste dei rincari globali, per le imprese italiane si apre una nuova e imponente finestra di opportunità oltreoceano. Dal 1° maggio 2026 entrerà in vigore, in via provvisoria, lo storico accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).

Si tratta di un'intesa che mette in connessione un mercato potenziale di 700 milioni di persone, garantendo un abbattimento dei dazi doganali stimato in 4 miliardi di euro l'anno a livello comunitario.

La Road Map di Confindustria: verso l'integrazione

Per preparare il terreno a questa svolta, si è svolto in Confindustria il primo "High Level Meeting on Italy-Mercosur economic relations". Il Presidente degli industriali, Emanuele Orsini, ha tracciato una strategia che va oltre il semplice interscambio commerciale, puntando su una reale integrazione industriale.

  • Interscambio attuale: Quasi 15 miliardi di euro, con margini di crescita definiti "enormi".

  • Presenza italiana: Sono già 13.000 le imprese a capitale italiano operanti nell'area, con 8.000 aziende esportatrici pronte a beneficiare del nuovo regime doganale.

  • Settori chiave: Farmaceutica, agroalimentare, gomma-plastica, tessile e moda sono i comparti in prima linea.

  • Missione di sistema: Annunciata una delegazione istituzionale e imprenditoriale che visiterà i paesi Mercosur dal 7 all'11 settembre prossimi.

Formazione e Digitalizzazione: le nuove intese

Il vertice non si è limitato alla teoria, ma ha prodotto accordi operativi per rafforzare le filiere strategiche:

  1. Formazione d'eccellenza: È stata siglata un'intesa tra Confindustria Moda, Confindustria Accessori Moda e il polo brasiliano Senai Cimatec per l'addestramento avanzato nel settore tessile e della pelletteria.

  2. Strumenti Digitali: È stata presentata alle delegazioni sudamericane la piattaforma ExPand, un applicativo di Confindustria progettato per mappare e calcolare il potenziale di export per ogni specifico settore merceologico.

  3. Investimenti e Clima: Secondo la vice presidente per l'Export di Confindustria, Barbara Cimmino, la transizione energetica rappresenta il terreno di massima convergenza, dove le tecnologie italiane potranno accelerare la decarbonizzazione delle economie partner.

Lo scenario macro: tra crescita interna e mercati esteri

L'integrazione con il Mercosur si inserisce in un quadro economico nazionale che, come evidenziato dalle ultime analisi del MEF e dell'OCSE, necessita di nuovi motori di sviluppo per compensare la frenata dei consumi interni.

Se da un lato l'Italia deve risolvere i nodi della produttività e del debito pubblico (atteso al 137,5% nel 2026), dall'altro la vitalità del sistema produttivo lombardo e nazionale — capace di aggiudicarsi il 67% delle gare PNRR nel 2025 — trova nell'abbattimento delle barriere doganali transatlantiche uno sbocco fondamentale per sostenere la crescita del PIL nel lungo periodo.

Il prossimo appuntamento chiave è fissato per il 13 ottobre, quando la Union Industrial Argentina coordinerà un nuovo incontro tra Roma e l'America Latina per consolidare le partnership industriali appena avviate.

lunedì 27 novembre 2023

Salario minimo subito - Confronto fra Landini della CGIL e Bonomi di Confindustria

Un padre che dispone di uno stipendio appena sufficiente per far andare avanti la famiglia, si accorge che dei suoi tre figli, una studia con successo, mentre gli altri due non studiano né si dedicano a qualsiasi attività legale che possa contribuire al bilancio domestico. In molti casi, per viltà o per disinteresse, il padre lascia che i figli perdano il loro tempo, sperando che gli capiti qualcosa che possa renderli impiegati di un ente statale. Nel frattempo, continua a erogare loro la paghetta e visto che si lamentano della sua esiguità gliela aumenta indebitandosi sempre di più. Che fa invece il bravo padre di famiglia (1176 codice civile: Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia... Si discute su cosa significhi la parola "diligenza". In prevalenza gli studiosi ritengono che sia tratti di un comportamento attivo per ottenere i risultati necessari)? Taglia le paghette e spinge i figli a imparare un mestiere e ad andare a lavorare. Una decisione per la famiglia e per loro stessi. 




C'è il tema del salario minimo da affrontare e del legame tra salari e produttività. Se guardiamo l'economia intera non è così», ha detto Carlo Bonomi di Confindustria, lanciando una proposta al sindacato, rivolto a Landini: «serve un grande patto di equità sociale da fare noi e il sindacato per dire chi sono quelli che pagano poco. Un'operazione verità per dire chi è fuori dalle regole: scopriremo che non è l'industria, ma altri settori. Sono le cooperative, le finte cooperative, il commercio, i servizi, che rappresentano le costituenti elettorali che non si vogliono toccare». E se Landini CGIL chiede una legge sulla rappresentanza Carlo Bonomi risponde: «non abbiamo mai avuto problemi a contarci. Bisogna capire chi sono le organizzazioni che firmano. Nei metalmeccanici il 95% dei lavoratori italiani applica il contratto dell'industria, mi stupisco che ce ne siano altri 43 registrati. Sarebbe bello capire chi li ha firmati». Il presidente della Confindustria Carlo Bonomi non sembra realmente ostile all'idea di far fissare un valore minimo dell'ora lavorata, premessa per chiederne conto e ragione allo Stato, cioè contributi ed esenzioni. Ora (e credo che sia opportuno ripeterli) sono molti e tutti seri i problemi che l'introduzione di un salario minimo imporrebbe allo Stato di risolvere. Il primo di essi riguarda la determinazione del livello di riferimento dell'ora lavorata, della quale si dice in giro, per esempio nei corridoi del Pd, che l'importo sarebbe di 9 euro. La cosa ha un senso per tutti coloro che ricevono un salario calcolato su una frazione più o meno alta di 9 euro, giacché gli altri, cioè coloro che già adesso ricevono più di 9 euro non subirebbero un danno immediato. Non c'è in natura un imprenditore che possa, con il rischio attuale di perdere manodopera qualificata e operosa, retribuire i propri migliori dipendenti meno di quanto siano retribuiti in aziende profittevoli dello stesso o di altri settori. Perciò, appare evidente che il salario inferiore ai 9 euro è riservato a settori meno profittevoli e, in essi, a lavoratori meno produttivi. Si reitera così e in forma patologica, vista la mancanza di volontà del sindacato di impegnarsi in un braccio di ferro sulle retribuzioni con il mondo datoriale, l'antico tentativo, sempre battuto, di trasformare il sindacato nell'organizzazione di tutela dei lavoratori poco produttivi. C'è naturalmente dell'altro. E penso ai lavori occasionali o a limitatissimo numero di ore lavorate. Rispetto a essi il livello dei 9 euro non sarà risolutivo, visto che il complesso della retribuzione subirebbe marginali modifiche. Di questi lavoratori, soprattutto del settore delle consegne domiciliari, il sindacato dovrebbe assumere la responsabilità sapendo che i margini delle aziende di settore sono particolarmente bassi e che tutto si gioca sull'equilibrio precario tra costi e ricavi. Tal ché un costo orario elevato ucciderebbe il lavoro e affamerebbe del tutto il lavoratore.


salariominimosubito.it


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