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martedì 29 settembre 2026

Composizione negoziata e regolarità contributiva: perché le misure protettive sbloccano Durc e Durf (Ordinanza Trib. La Spezia 27/07/2026)

Nel percorso di risanamento delle imprese che ricorrono alla composizione negoziata della crisi, il mantenimento dell'operatività aziendale passa inevitabilmente dal possesso dei documenti di regolarità. Una recente pronuncia giurisprudenziale segna un punto di svolta fondamentale per la continuità dei contratti d'appalto e delle commesse pubbliche e private.

Con l’ordinanza del 27 luglio 2026, il Tribunale di La Spezia (Giudice Gaggioli) ha stabilito che la presenza di esposizioni debitorie pregresse non impedisce il rilascio del Durc (e della certificazione di regolarità fiscale ex art. 17-bis, D.Lgs. 241/1997), a condizione che il giudice abbia confermato le misure protettive a tutela del patrimonio aziendale.

Vediamo nel dettaglio la ratio di questa decisione e le sue implicazioni operative per consulenti, HR manager e imprese.

Nessun automatismo di sospensione dei pagamenti

Il collegio spezzino prende le mosse da una distinzione cruciale tra gli strumenti di regolazione della crisi:

  • Concordato preventivo: La pubblicazione del ricorso innesca un blocco ex lege che la giurisprudenza equipara al divieto di adempimento spontaneo. In questo scenario, la regolarità contributiva è garantita dall'art. 3, comma 2, lett. b) del D.M. 30 gennaio 2015 (sospensione dei pagamenti disposta dalla legge).

  • Composizione negoziata: L’art. 18, comma 3, del CCII stabilisce che l'accesso al percorso non paralizza i flussi finanziari. L’imprenditore conserva la facoltà di regolare, anche in modo selettivo, i debiti anteriori senza dover richiedere preventive autorizzazioni giudiziali. Non operano, pertanto, la cristallizzazione del passivo né la par condicio creditorum.


La svolta ermeneutica: la prevalenza del divieto di azioni coattive

Non potendo applicare la fattispecie della sospensione legale dei pagamenti, il Tribunale ha focalizzato l'attenzione sulla lettera f) dell'art. 3, comma 2, del D.M. 30 gennaio 2015 (che riconosce il Durc in caso di sospensione giudiziale delle cartelle di pagamento).

Attraverso un'interpretazione teleologica orientata ai principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza (art. 3 Cost.), il Giudice ha chiarito un principio fondamentale: allorché l'esecuzione coattiva sia inibita da un provvedimento dell'autorità giudiziaria, il Durc non può trasformarsi in uno strumento di coercizione indiretta.

Di conseguenza, il blocco dell'azione esecutiva disposto nell'ambito delle misure protettive (ex artt. 18 e 19 CCII) — compreso il divieto di pignoramento presso terzi ex art. 72-bis del D.P.R. 602/1973 — neutralizza l'effetto ostativo dei pendenze contributive e fiscali sorte antecedentemente all'istanza.

I requisiti essenziali per l'ottenimento del Durc

Affinché i debiti pregressi non ostacolino il rilascio della certificazione, devono sussistere due presupposti vincolanti:

  1. Perimetro temporale: Le pendenze devono rientrare nell'arco temporale coperto dalle misure protettive approvate.

  2. Correttezza corrente: Non devono figurare omissioni contributive o fiscali maturate successivamente alla richiesta di protezione (i cosiddetti "debiti correnti").

Il Tribunale ha inoltre evidenziato come il sistema preveda precisi contrappesi anti-abuso: la durata massima dei provvedimenti di tutela non può eccedere i 240 giorni (entro il termine complessivo di 360 giorni dell'incarico dell'esperto) e le misure rimangono sempre revocabili o modificabili su istanza dei creditori o del professionista nominato.

Impatti operativi per enti previdenziali, fisco e committenti

Questa pronuncia impone un cambio di approccio immediato nella gestione della compliance:

  • INPS, INAIL, Casse Edili e Agenzia delle Entrate non possono opporre un rifiuto automatico sulla base della semplice presenza di iscrizioni a ruolo o ruoli affidati, ma hanno l'onere di verificare se la riscossione coattiva sia temporaneamente congelata dal giudice della crisi.

  • Le imprese in risanamento dispongono di una tutela concreta per salvaguardare i contratti in corso, salvaguardando il fatturato e la forza lavoro occupata durante le trattative.

  • I creditori mantengono la facoltà di sollecitare la revoca delle protezioni laddove l'azienda si dimostri inadempiente rispetto alle obbligazioni correnti o priva di un concreto piano di riequilibrio.

martedì 28 ottobre 2025

L'Europa Rallenta? È Ora di Accelerare!

Il mondo corre più veloce delle nostre politiche. Questo il messaggio chiave di Ursula von der Leyen al "Berlin Global Dialogue". L'Europa non può permettersi di stare ferma: prima di proiettare la nostra forza all'estero, dobbiamo rinnovare le nostre istituzioni. Dobbiamo cambiare il modo in cui pensiamo, decidiamo e facciamo politica per affrontare sfide come il rallentamento economico, la vulnerabilità strategica e le minacce al nostro modello sociale.

Sovranità e Startup: Stop alla Fuga dei Capitali

Abbiamo un problema: le nostre startup innovative, appena crescono, sono costrette a cercare capitali all'estero. Questo significa che ricchezza e sovranità sfuggono dall'Europa.

La soluzione? Dobbiamo investire sul meglio d'Europa, semplificando la vita delle aziende innovative!

Addio a 27 Regole: Stiamo lavorando al "28° regime", una singola, semplice normativa valida in tutti i 27 Stati membri. Un'unica porta d'accesso per crescere!

Fondo Scaleup Europe: Acceleriamo sul capitale privato e sui nuovi modelli di finanziamento, creando un fondo dedicato per far crescere i campioni europei.

Le crisi recenti ci hanno insegnato che le catene di approvvigionamento sono vettori di pressione (dall'energia alla tecnologia). La dipendenza eccessiva dal gas russo è stata una lezione dolorosa che non possiamo dimenticare.

Siamo entrati nell'era della "geoeconomia".

Non possiamo permetterci di ripetere l'errore con le materie prime critiche!

L'economia globale è cambiata radicalmente. L'Europa deve lottare per la sua indipendenza su tutti i fronti:

Energia

Materie Prime

Difesa

Digitale

Il messaggio è chiaro: Dobbiamo mantenere il ritmo. In un mondo in cui gli altri si muovono velocemente, l'Europa deve tenere il passo. Questo è il nostro momento per agire.


Giacomo Palumbo (Palermo, 3 novembre 1985), noto anche con lo pseudonimo artistico Jack Cardigan, è un cantautore, compositore, saggista, consulente HR e politico italiano. Il suo profilo professionale si caratterizza per un approccio interdisciplinare che integra competenze artistiche, analisi politica e progettazione educativa.

È laureato in Scienze della Politica con indirizzo in Mass Media e Politica e ha conseguito nel 2026 un Master Internazionale in Didattica Inclusiva e Supporto Educativo, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie digitali (TIC) e ai bisogni educativi speciali (NEAE). Tale percorso formativo orienta una visione sistemica dei processi comunicativi, educativi e organizzativi, applicata sia in ambito consulenziale sia nella produzione culturale.

In ambito artistico, opera con lo pseudonimo di Jack Cardigan, sviluppando una produzione musicale riconducibile al cantautorato classico e alla scrittura per colonne sonore, in lingua italiana e siciliana. La sua discografia comprende numerosi brani pubblicati negli anni, tra cui UNLOCK, Tutto o niente, Gli anni addosso, In un clic, Occhi nuovi e Un palco acceso. Il singolo “CAMBIA” (2026) rappresenta un momento centrale del suo percorso, sintetizzando una ricerca tematica incentrata sul cambiamento individuale e collettivo.

Sul piano politico, Giacomo Palumbo è attivo nel MoVimento 5 Stelle. Nel settembre 2025 ha avanzato una proposta di linea politica alternativa rispetto alla guida di Giuseppe Conte, sostenendo un posizionamento più autonomo, caratterizzato dal distanziamento dal Partito Democratico e da un dialogo aperto con formazioni di centro, in una prospettiva di rinnovamento strategico del movimento.

Parallelamente, svolge attività di consulenza HR e di elaborazione saggistica, occupandosi di comunicazione, organizzazione e processi di inclusione. Gestisce inoltre il blog personale giacomopalumbo.blogspot.com, utilizzato come canale di approfondimento culturale, politico e sociale.

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