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venerdì 25 settembre 2026

Assunzioni Agevolate 2026: la guida completa agli incentivi per le imprese e i lavoratori

Il tema dell'occupazione e del sostegno al tessuto produttivo richiede massima chiarezza normativa ed efficacia operativa. Gli incentivi per le assunzioni previsti per il 2026 rappresentano uno strumento fondamentale sia per i responsabili delle risorse umane sia per la definizione delle politiche attive del lavoro volte ad abbattere il tasso di disoccupazione e incentivare l'inclusione lavorativa.

Di seguito si riporta la mappa completa dei bonus assunzione, delle categorie di lavoratori interessate, dei benefici economici e della durata delle agevolazioni previste.


Quadro comparativo delle agevolazioni 2026

IncentivoLavoratori DestinatariBeneficio EconomicoDurata
Bonus Donne 2026

Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da 24 mesi (oppure da 12 mesi se rientrano tra le categorie svantaggiate o ai sensi del Reg. UE 651/2014).

Sgravio del 100% dei contributi datoriali fino a € 650/mese (fino a € 800/mese nelle regioni ZES).

12 o 24 mesi.

Bonus Giovani 2026

Under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da 24 mesi (oppure da 12 mesi se rientrano tra le categorie svantaggiate o ai sensi del Reg. UE 651/2014).

Sgravio del 100% dei contributi datoriali fino a € 500/mese (fino a € 650/mese nelle regioni ZES).

12 o 24 mesi.

Bonus ZES 2026

Lavoratori di almeno 35 anni di età, disoccupati da almeno 24 mesi.

Sgravio del 100% dei contributi datoriali fino a € 650/mese.

24 mesi.

Stabilizzazione rapporti 2026

Giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato.

Sgravio del 100% dei contributi datoriali fino a € 500/mese.

24 mesi.

Giovani under 30

Under 30 mai assunti prima con contratto subordinato a tempo indeterminato.

Sgravio del 50% dei contributi datoriali fino a € 3.000/anno.

36 mesi.

Over 50 / Donne prive di impiego

Over 50 disoccupati da oltre 12 mesi; donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 o 24 mesi, a seconda dei casi.

Sgravio del 50% dei contributi datoriali (compresi i premi INAIL).

Fino a 12 o 18 mesi.

Donne vittime di violenza

Donne disoccupate beneficiarie del Reddito di libertà.

Sgravio del 100% dei contributi datoriali.

12 mesi (tempo determ.) / 24 mesi (tempo indeterm.).

Indicazioni operative per le Direzioni HR e le Aziende

L'accesso a queste agevolazioni non è automatico e richiede verifiche rigorose in fase di pianificazione delle assunzioni. Prima di procedere all'applicazione dei bonus è fondamentale accertare i seguenti requisiti previsti dalla legge:

  1. Requisiti soggettivi del lavoratore: Verifica formale dello stato di disoccupazione, dell'anzianità lavorativa e dell'eventuale assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato.

  2. Regolarità contributiva (DURC): L'azienda deve risultare pienamente in regola con il versamento dei contributi e il rispetto dei contratti collettivi.

  3. Incremento occupazionale netto: Ove richiesto, occorre dimostrare che l'assunzione generi un effettivo aumento della forza lavoro aziendale rispetto alla media dei periodi precedenti.

  4. Condizioni e tipologie contrattuali: Valutazione della compatibilità della forma contrattuale adottata con i limiti imposti dalla normativa nazionale e comunitaria.

Incentivare il lavoro giovanile, la parità di genere e il reingresso dei lavoratori Over 50 rappresenta il pilastro di una visione economica lungimirante. Rendere efficiente il costo del lavoro consente alle imprese di investire in innovazione e stabilità occupazionale.

mercoledì 28 settembre 2011

Aiutare il Mezzogiorno al sostegno della ripresa economica


I dati relativi al Pil per il 2010 mostrano che l’Italia cresce decisamente meno della media dell’Unione Europea, in particolare è il Sud a fare più fatica. Nello scorso anno il Mezzogiorno ha segnato rispetto all’anno precedente un modesto +0,2%, ben lontano dal +1,7% del Centro-Nord. Non va meglio nel medio periodo: infatti, negli ultimi 10 anni ha segnato una media annua negativa, -0,3%, decisamente distante dal + 3,5% del resto del Paese, a testimonianza del perdurante e strutturale divario di sviluppo tra le due aree. Tuttavia, la vera distanza fra le due aree riguarda una ripresa sempre più difficile in un’area con numerose difficoltà, infatti, nel 2010 il Pil pro capite nazionale in valori assoluti è stato di 25.583 euro, risultante dalla media tra i 29.869 euro del Centro-Nord e i 17.466 del Mezzogiorno.

Fra queste regioni la crescita più alta spetta all'Abruzzo (+2,3%), che recupera in parte il calo del 2009 (-5,8%) grazie alla ripresa dell’industria e alla buona performance dei servizi, grazie alla crescita del terziario fanno registrare segnali positivi anche Sardegna (+1,3%) e Calabria (+1%).
A livello disaggregato la performance nelle due aree è simile nella spesa della PA (-0,5% al Sud, -0,6% al Centro-Nord), ma non è così per le famiglie: nel 2010 l’incremento della spesa nel Mezzogiorno è stato un terzo del Centro-Nord (+0,4% contro +1,3%) e dal 2000 al 2010 la spesa delle famiglie al Nord è cresciuta dello 0,5%, mentre al Sud è scesa dello 0,1%.
Al rallentamento del Mezzogiorno hanno contribuito gli investimenti nelle costruzioni, diminuiti quasi del 5%, che dal 2008 al 2010 hanno segnato un calo addirittura del 16%. Anche l’occupazione si mostra in calo in tutte le regioni meridionali: negli ultimi due anni il tasso di occupazione è sceso dal 46% del 2008 al 43,9% del 2010, circa mezzo punto percentuale in più rispetto al Centro-Nord. Un dato preoccupante riguarda gli inattivi, aumentati dal 2003 di oltre 750 mila unità, mentre crescono i giovani Neet (Not in Education, Employment or Training) con alto livello di istruzione. Nel 2010 il tasso di disoccupazione nel Sud è stato del 13,4% contro il 12% del 2008, più del doppio del Centro-Nord (6,4%, ma nel 2008 era il 4,5%), considerando tra i non occupati anche i lavoratori che usufruiscono della CIG e che cercano lavoro non attivamente, il tasso di disoccupazione corretto salirebbe al 14,8% a livello nazionale dall’11,6% del 2008, con punte del 25,3% nel Mezzogiorno (quasi 12 punti in più del tasso nazionale).

Nonostante il contesto economico abbia continuato a mostrarsi avverso, le Banche Popolari hanno impiegato tutte le risorse disponibili al sostegno della ripresa economica. Infatti, secondo i più recenti dati aggiornati al mese di luglio, gli impieghi sono cresciuti nella misura del 5,1%.
L’attenzione verso le esigenze delle imprese piccole e minori continua ad essere al centro dell’azione delle Banche Popolari, nel primi 7 mesi del 2011, infatti, il Credito Popolare ha canalizzato 4 miliardi di euro verso le piccole e medie imprese del Mezzogiorno, 1 miliardo in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fornendo non solo gli strumenti necessari al sostegno vitale delle PMI ma anche contribuendo in modo decisivo al rilancio della produzione.
Le Banche Popolari, in tale contesto, sono state sempre al fianco delle famiglie, nel rispetto del loro valore fondante: il localismo, sostenendole attraverso l’erogazione, di 1,2 miliardi di euro, sotto forma di mutui per l’acquisto dell’abitazione principale.

La mission originaria che ha portato allo sviluppo delle Banche Popolari, ossia l’esigenza di facilitare l’accesso al credito anche nelle aree più svantaggiate, rappresenta la migliore spiegazione della presenza nel Meridione di ben 23 istituti del Credito Popolare. Anche la presenza sul territorio è capillare, con una rete che conta 2.345 sportelli, ed una corrispondente quota di mercato del 33,1%. Un dato di particolare rilevanza se si considera considerando che il Credito Popolare raccoglie il 14% delle risorse raccolte al Sud, e ne impiega il 15%. Le potenzialità di risparmio presenti nel Mezzogiorno vengono così riutilizzate per assicurare maggiori flussi di credito alle imprese meridionali, senza dare luogo a distrazione di risorse in altre aree del Paese.
Questi dati dimostrano come le Banche Popolari, facendo leva sulla propria tradizione che le ha sempre viste come interlocutori credibili che pongono al centro della loro attività lo sviluppo della realtà locale nella quale operano e a cui sono strettamente legate, contribuiscono con il loro sostegno a mantenere quella vitalità del tessuto produttivo ed economico del Mezzogiorno che costituisce la speranza per un futuro di sviluppo.


Fonte: Giuseppe De Lucia Lumeno Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

lunedì 28 dicembre 2009

Il colloquio perfetto? Qual'è?

Crisi? Recessione? Le Aziende stanno licenziando? E allora cosa possiamo fare quando finalmente arriviamo a preparare il fatidico colloquio in Azienda?

Che questo 2010, non sia stato il massimo questo si era capito: ma sempre di più giunge da più parti l’allarme per la recessione che attanaglierà tutto il mondo del lavoro soprattutto anche nel 2010. L’impressione generale è che vi sia molta paura da parte delle Aziende. Da qui nasce un’esigenza di contenimento dei costi: da più parti si sente parlare di licenziamenti, di dimissioni incentivate, di cassa integrazione, etc. E allora che cosa si può fare, dopo che ci siamo candidati e l’Azienda ci convoca per il fatidico colloquio?

Di ricette magiche non esistono!
Da sempre, il colloquio in Azienda è “il momento topico” in cui noi siamo chiamati a confrontarci sul piano delle competenze, della nostra storia personale e professionale: diventa quindi fondamentale giocarsi al meglio questo match ball a nostro favore.
Semplicemente non abbiamo una seconda chance per lasciare una buona prima impressione.

Preparati Prima

“Come conosce la nostra Azienda?” è la prima – immancabile – domanda a trabocchetto: andare a leggere il sito web (sedi, fatturato, mission, etc.) o farsi almeno un’idea del business, aiuta parecchio in fase preliminare.

Vestiti in modo adeguato

Un venditore non si presenta mai senza cravatta, ma se ti candidi per la posizione di geometra di cantiere, non presentarti con il gessato: daresti l’impressione di non volerti sporcare le mani. L’abito non fa il monaco: in ogni caso evitare uno stile troppo casual o sportivo.

Arriva puntuale

Data, ora, destinazione: vanno sempre annotati! E’ importante sapere il nome del referente per la selezione in corso. La puntualità è d’oro. Meglio arrivare in anticipo di qualche minuto in modo da poter familiarizzare con l’ambiente circostante. E’ un’ottima occasione per concentrarsi!

Cellulare

Va rigorosamente spento, e non con la vibrazione. Chiuderlo prima di entrare al colloquio. Non dimenticarlo, mai aperto!

Saluta come si deve

Appena si entra, si saluta con una bella stretta di mano, e un sorriso naturale (s’intende). Se il colloquio si svolge con una donna, ci si siede solo dopo di lei. Se in qualsiasi momento ci viene proposto di abbandonare il “lei”, si risponde “volentieri”. Mai prendere per primi, l’iniziativa.

Postura

Una postura comoda, aiuta a tenere un tono di voce emotivamente stabile: evitiamo di appoggiare i gomiti sulla scrivania, di dondolare sulla sedia o di sprofondarci.

Tieni vivo l’interesse

Rispondi alle domande in modo circostanziato, portando esempi concreti: è fondamentale preparare una scaletta delle proprie esperienze professionali, partendo dalla più recente fino ad arrivare alla più remota. E’ importante rispondere con chiarezza a tutte le domande che ti saranno poste: è meglio andare nei dettagli solo se esplicitamente richiesto.

Pensa al futuro

Alla fatidica domanda “Come ti vedi fra dieci anni?”, rispondi citando una posizione di un paio di gradini superiore a quella per cui ti candidi. Il sogno di prenderti un anno sabbatico, oppure di andare a vivere su una palafitta in Polinesia, lasciamoli per quando andiamo al bar!

Fai domande

Se hai delle domande da porre oppure delle informazioni da approfondire in merito al lavoro che dovrai svolgere, alla R.A.L., alla sede etc., ponile pure. L’importante è chiedere tutto quello che riteniamo opportuno. Mai fare domande frivole.

Chiedi istruzioni

Il colloquio lo chiude il tuo referente. Di solito questa è la fase in cui si testa il tuo l’interesse: chiedi se devi attendere una comunicazione, oppure devi essere tu a richiamare entro qualche giorno. Evitare frasi del tipo “Allora mi assume?”.

Saluto finale

Saluta, ringrazia, e affermi l’interesse per l’eventuale offerta.

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