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lunedì 21 settembre 2026

M5S alla carica col programma "dei sogni": 20 punti che rischiano di spaccare il Campo Largo

Ventuno pagine, venti punti programmatici e un messaggio chiaro al tavolo dell'alleanza progressista. Dal coordinamento del M5S uscito da Nova arriva il nuovo manifesto politico firmato Movimento 5 Stelle: un condensato di battaglie identitarie e vecchi cavalli di battaglia rispolverati per l'occasione.

Sulla carta un pacchetto scintillante, perfetto per galvanizzare la base e far sognare l'elettorato di sinistra. Nella realtà politica di tutti i giorni, però, la lista assomiglia molto di più a un vero e proprio campo minato per il "Campo Largo". Un ventaglio di proposte massimaliste e costose che alza l'asticella a livelli altissimi, mettendo all'angolo gli alleati — in primis il PD — con nodi programmatici tanto suggestivi quanto sostanzialmente irrealizzabili al governo.


Ecco cosa prevede il documento e dove rischiano di infrangersi le ambizioni dei pentastellati.

1. Lavoro e Welfare: il ritorno dei grandi classici

Sul fronte occupazionale il Movimento cala gli assi storici, chiedendo una rivoluzione a tutto campo:

  • Reddito 2.0: totale azzeramento e riscrittura dell'Assegno di inclusione per ripristinare il sussidio di cittadinanza under nuovo nome.

  • Orari e stipendi: introduzione del salario minimo legale agganciato all'inflazione, settimana lavorativa corta a parità di retribuzione e tutela formale del diritto alla disconnessione.

  • Genitori e autonomi: congedi parentali paritari e retribuiti al 100%, stop alle contribuzioni per chi rientra dalla maternità ed estensione delle tutele per malattia ad artigiani, commercianti e partite IVA.

  • Pensioni: flessibilità per i lavori usuranti, riesumazione di Opzione Donna e potenziamento dell'Ape Sociale.

Il nodo politico: Come sostenere finanziariamente un Reddito 2.0 insieme alla riduzione dell'orario a parità di retribuzione senza mandare in tilt i conti pubblici e spaventare le componenti più moderate della coalizione?

2. Fisco ed Economia: stangata sulle Big Tech e sostegno alle PMI

Niente patrimoniale tradizionale, ma una stretta decisa sulla ricchezza finanziaria e sulle grandi corporazioni:

  • Aliquota e prelievi: Irpef maggiormente progressiva, tasse sugli extraprofitti nei settori bancario, energetico, assicurativo, bellico e Big Tech, oltre a un prelievo mirato sulle grandi attività finanziarie (tutelando titoli di Stato e piccoli risparmi).

  • Imprese e lotta all'evasione: pene detentive e confische drastiche per i grandi evasori, mentre per le PMI tornano i crediti d'imposta di Transizione 4.0 e una banca pubblica d'appoggio.

3. Sanità, Casa e Scuola: 13,5 miliardi strappati al Ponte

Il capitolo sociale finanzia le proprie coperture sfilando direttamente le risorse alle grandi opere:

  • I fondi del Ponte di Messina: i 13,5 miliardi previsti per il collegamento sullo Stretto verrebbero dirottati sull'istruzione pubblica per garantire asili nidi gratuiti, mense, libri di testo, trasporti a costo azzerato per le fasce deboli e aperture estive degli istituti.

  • Sanità e Casa: tetto massimo nazionale sui tempi d'attesa per gli esami specialistici, riallineamento degli stipendi medici agli standard UE, piano straordinario dell'abitare ed esproprio funzionale/recupero degli immobili pubblici abbandonati.

4. Transizione Ecologica: stop al nucleare e blocco al cemento

Le direttive green non concedono margini di mediazione al centro o ai riformisti:

  • Rinnovabili: +50 GW entro il 2030 con pannelli esclusivamente su tetti ed edifici già costruiti.

  • Linea dura su atomo e rifiuti: no ad atomo da fissione (concessa solo la ricerca sulla fusione), stop definitivo agli inceneritori, azzeramento del consumo di suolo e piantumazione di quasi 59 milioni di alberi.

5. Giustizia, Istituzioni e Diritti: dalla Cannabis alle urne a 16 anni

La sezione istituzionale contiene alcune delle battaglie etiche e civili più divisive dell'intero arco parlamentare:

  • Legalità e Governance: ripristino del reato di abuso d'ufficio, stretta sui conflitti d'interesse, regolamentazione dei gruppi di pressione (lobby) e scorporo della Rai dall'influenza diretta di Palazzo Chigi.

  • Riforme elettorali: voto ai sedicenni, preferenze per i fuorisede, voto digitale e quorum per i referendum confermativi abbassato a un terzo degli aventi diritto.

  • Diritti e Stupefacenti: matrimoni egualitari, adozioni omogenitoriali, legge contro l'omolesbobitransfobia, eutanasia/fine vita e depenalizzazione della coltivazione casalinga della cannabis ad uso personale.

  • Immigrazione: cancellazione della Bossi-Fini e dell'accordo con l'Albania, Ius Scholae e corridoi umanitari.

6. Politica Estera e Difesa: lo strappo definitivo su armi e Nato

È sulla geopolitica che il programma M5S alza il muro più alto nei confronti del PD e degli alleati europeisti:

  • No al riarmo: rifiuto secco del piano Rearm EU e del target Nato del 5% del PIL per le spese militari, proponendo in alternativa l'esercito unico europeo.

  • Ucraina e Medio Oriente: stop all'invio di forniture militari a Kiev (ritenuto un ostacolo al tavolo di pace), riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e risoluzione dei trattati di cooperazione militare con Israele.

Il verdetto della base: scetticismo solo sul voto ai giovani

I dati del voto degli iscritti confermano il riallineamento massimalista della base pentastellata:

  • Il 94,1% approva il no al riarmo europeo.

  • Il 91,7% sottoscrive lo stop alle armi in Ucraina per forzare i negoziati.

  • L'unico freno arriva sui diritti politici ai giovanissimi: il voto a 16 anni si ferma al 52,4%, mentre il reddito di base per gli operatori culturali incassa il 76,5% e il capitale iniziale per i giovani il 78,4%.

Perché questo programma è un "libro dei sogni" che spaventa il Campo Largo?

Se sul piano della propaganda politica il pacchetto consente a Giuseppe Conte di intestarsi l'agenda radicale dell'opposizione, sul piano tattico rischia di essere un boomerang.

Molte delle coperture economico-finanziarie poggiano su stime incerte (come le sovratasse su banche e Big Tech), mentre le posizioni su difesa, Ucraina, nucleare e giustizia rappresentano dei veri e propri ultimatum irricevibili per l'ala moderata e riformista della coalizione. Presentarsi al tavolo delle alleanze con un programma "prendere o lasciare" di questo tipo significa mettere in preventivo una cosa sola: l'impossibilità di governare insieme.

mercoledì 13 settembre 2017

Che cos'è e che cosa fa il Movimento 5 stelle?

Per info generale a chi ancora getta del fango mediatico: Il Movimento 5 Stelle è un’idea buona e nuova, non un volto che deve rendere conto alle lobbies (gruppi di pressione/banche) che lo finanziano. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle è stato scelto già parecchio tempo fa e si chiama Programma a 5 stelle. E’ scritto dagli iscritti sul portale Rousseau e non di notte tempo o dopo accordi, inciuci, scambi di favori e promesse di poltrone, vedi presunta poltrona a Crocetta. Nell’universo dei 5 stelle non interessa votare un nome, perché la persona dovrebbe incarnare una leadership, al movimento interessa solo che il nome di quella persona sia quello di una persona onesta, incensurata, che non faccia accordi sottobanco e che abbia come punto di riferimento il Programma 5 stelle ed i cittadini che glielo hanno affidato. Che si scelga Cancelleri o Di Maio o Di Battista nulla della precondizione cambia, questa è la differenza con gli altri partiti, ad personam. Ed a nessuno deve rendere conto se non a chi gli ha affidato il compito di portare avanti le idee. Questo è un meccanismo nuovo che mette davanti un’idea e non più i presunti cavalieri. Oltremodo per questo motivo il mandato viene ridotto a due legislature. Per esempio anche tu che mi leggi che sei una/o qualunque, con il requisito dell'onestà morale ed intellettuale, soprattutto giudiziaria e ti senti di poter rappresentare i cittadini sul Programma 5 stelle, nessuno ti vieta di candidarti a Premier. It’s very easy.

lunedì 28 dicembre 2009

Il colloquio perfetto? Qual'è?

Crisi? Recessione? Le Aziende stanno licenziando? E allora cosa possiamo fare quando finalmente arriviamo a preparare il fatidico colloquio in Azienda?

Che questo 2010, non sia stato il massimo questo si era capito: ma sempre di più giunge da più parti l’allarme per la recessione che attanaglierà tutto il mondo del lavoro soprattutto anche nel 2010. L’impressione generale è che vi sia molta paura da parte delle Aziende. Da qui nasce un’esigenza di contenimento dei costi: da più parti si sente parlare di licenziamenti, di dimissioni incentivate, di cassa integrazione, etc. E allora che cosa si può fare, dopo che ci siamo candidati e l’Azienda ci convoca per il fatidico colloquio?

Di ricette magiche non esistono!
Da sempre, il colloquio in Azienda è “il momento topico” in cui noi siamo chiamati a confrontarci sul piano delle competenze, della nostra storia personale e professionale: diventa quindi fondamentale giocarsi al meglio questo match ball a nostro favore.
Semplicemente non abbiamo una seconda chance per lasciare una buona prima impressione.

Preparati Prima

“Come conosce la nostra Azienda?” è la prima – immancabile – domanda a trabocchetto: andare a leggere il sito web (sedi, fatturato, mission, etc.) o farsi almeno un’idea del business, aiuta parecchio in fase preliminare.

Vestiti in modo adeguato

Un venditore non si presenta mai senza cravatta, ma se ti candidi per la posizione di geometra di cantiere, non presentarti con il gessato: daresti l’impressione di non volerti sporcare le mani. L’abito non fa il monaco: in ogni caso evitare uno stile troppo casual o sportivo.

Arriva puntuale

Data, ora, destinazione: vanno sempre annotati! E’ importante sapere il nome del referente per la selezione in corso. La puntualità è d’oro. Meglio arrivare in anticipo di qualche minuto in modo da poter familiarizzare con l’ambiente circostante. E’ un’ottima occasione per concentrarsi!

Cellulare

Va rigorosamente spento, e non con la vibrazione. Chiuderlo prima di entrare al colloquio. Non dimenticarlo, mai aperto!

Saluta come si deve

Appena si entra, si saluta con una bella stretta di mano, e un sorriso naturale (s’intende). Se il colloquio si svolge con una donna, ci si siede solo dopo di lei. Se in qualsiasi momento ci viene proposto di abbandonare il “lei”, si risponde “volentieri”. Mai prendere per primi, l’iniziativa.

Postura

Una postura comoda, aiuta a tenere un tono di voce emotivamente stabile: evitiamo di appoggiare i gomiti sulla scrivania, di dondolare sulla sedia o di sprofondarci.

Tieni vivo l’interesse

Rispondi alle domande in modo circostanziato, portando esempi concreti: è fondamentale preparare una scaletta delle proprie esperienze professionali, partendo dalla più recente fino ad arrivare alla più remota. E’ importante rispondere con chiarezza a tutte le domande che ti saranno poste: è meglio andare nei dettagli solo se esplicitamente richiesto.

Pensa al futuro

Alla fatidica domanda “Come ti vedi fra dieci anni?”, rispondi citando una posizione di un paio di gradini superiore a quella per cui ti candidi. Il sogno di prenderti un anno sabbatico, oppure di andare a vivere su una palafitta in Polinesia, lasciamoli per quando andiamo al bar!

Fai domande

Se hai delle domande da porre oppure delle informazioni da approfondire in merito al lavoro che dovrai svolgere, alla R.A.L., alla sede etc., ponile pure. L’importante è chiedere tutto quello che riteniamo opportuno. Mai fare domande frivole.

Chiedi istruzioni

Il colloquio lo chiude il tuo referente. Di solito questa è la fase in cui si testa il tuo l’interesse: chiedi se devi attendere una comunicazione, oppure devi essere tu a richiamare entro qualche giorno. Evitare frasi del tipo “Allora mi assume?”.

Saluto finale

Saluta, ringrazia, e affermi l’interesse per l’eventuale offerta.

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