.

.

© Il Blog di Giacomo Palumbo - Home ufficiale

Visualizzazione post con etichetta jobs act. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jobs act. Mostra tutti i post

mercoledì 15 aprile 2026

Il governo Meloni punta sul Jobs Act per contrastare il lavoro povero

Si delinea un'inattesa svolta in vista del Primo maggio. L’esecutivo Meloni intende avvalersi del Jobs Act come strumento per debellare la piaga dei bassi salari. La strategia prevede, innanzitutto, di lasciar decadere la legge delega in scadenza il 18 aprile, rinunciando così ad applicare il criterio — alquanto controverso — dell'estensione dei minimi retributivi basata sui "contratti più applicati". Tale formula era finita nel mirino delle critiche poiché rischiava di legittimare indirettamente i cosiddetti contratti pirata.

Con una mossa che spiazza gli interlocutori, il governo porterà nel Consiglio dei ministri di fine aprile un decreto legge che riporta in auge l’articolo 51 del decreto 81/2015, pilastro della riforma Renzi. Una norma che, come sottolineato da fonti vicine al dossier, «non è mai stata attuata nemmeno dagli esecutivi di centrosinistra succedutisi negli anni».

I nuovi parametri della contrattazione

Il fulcro della misura stabilisce che i contratti collettivi di riferimento per ogni settore dovranno essere esclusivamente quelli sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. L’obiettivo è duplice:

Escludere le sigle minoritarie o prive di reale radicamento.

Contrastare il dumping contrattuale che penalizza le imprese virtuose attraverso paghe irrisorie e garanzie ridotte al minimo.

i tratta di una scelta quasi obbligata. Il dialogo degli ultimi giorni tra la ministra del Lavoro, Marina Calderone, e i vertici di Cgil, Cisl e Uil era apparso decisamente impervio. Ipotesi alternative, come quella avanzata dal sottosegretario leghista Claudio Durigon sui contratti "equivalenti" — concetto ritenuto troppo nebuloso e di difficile interpretazione — avrebbero rischiato di causare una frattura insanabile con le parti sociali.

Il nodo della concorrenza sleale

La questione sarà verosimilmente al centro del dibattito odierno al Forum di Confcommercio, dove è atteso l’intervento di Durigon. Al tavolo siederanno anche Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, in rappresentanza dei sindacati confederali. Grande preoccupazione filtra anche dai vertici di Confcommercio, allarmati dal rischio che settori cruciali come la ristorazione e l'alberghiero deraglino verso una competizione distorta. Una deriva alimentata da contratti precari e sottopagati che negano a migliaia di lavoratori stagionali e dipendenti il diritto costituzionale a una retribuzione proporzionata e dignitosa.

Il pacchetto di misure nel decreto

La soluzione tecnica scelta dal governo — il decreto legge — garantirà il passaggio parlamentare, una prerogativa che la premier intende valorizzare politicamente. Oltre alle norme sul lavoro, il provvedimento dovrebbe contenere:

La proroga per ulteriori otto mesi del bonus giovani, con un potenziamento delle agevolazioni per l’occupazione femminile.

Il nuovo piano casa.

Un possibile intervento sulle accise dei carburanti per attutire i rincari.

Mentre i ministeri tecnici, sotto il coordinamento del Mef, verificano le coperture finanziarie, il baricentro politico resta l’annuncio della premier: rafforzare i diritti dei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva. Per farlo, il governo ha scelto paradossalmente un tassello del Jobs Act: una norma difficile da contestare per l'opposizione e per gli stessi sindacati, nonostante la storica ostilità verso la riforma renziana.

mercoledì 27 marzo 2024

Tornare all'articolo 18, Abolire il Jobs Act, nella versione della legge Fornero. Revolution!

Il quesito sul ripristino dell'articolo 18 fu dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale. Riproponiamo la reintegra nel posto di lavoro, in caso di licenziamento illegittimo. E laddove il reintegro non c'era e non ci sarà, nelle aziende sotto i 16 dipendenti, eliminiamo il tetto delle sei mensilità all'indennizzo. Sarà un giudice a fissare il quantum, in base ad anzianità di servizio e dimensioni dell'impresa. Stesse condizioni indicate dai referendum della Cgil.

Nel 2017 furono raccolte oltre 3 milioni di firme per tre quesiti: abolizione dei voucher, reintegro in caso di licenziamento illegittimo nelle imprese sopra i 5 dipendenti e piena responsabilità solidale negli appalti. Il primo referendum fu reso alla fine superfluo dal governo Gentiloni che di fatto cancellò i ticket.

Se il tema della festa dei lavoratori è l'Europa, la manifestazione di sabato 25 maggio a Napoli della Cgil con le associazioni della "Via maestra" sarà invece contro il premierato e l'autonomia differenziata, per il lavoro, la salute, la previdenza universale e la pace. È chiaro però che la notizia dei quattro referendum ha un valore politico molto forte.

Facciamo a pezzi il decreto legislativo 23 del 2015, il Jobs Act del governo Renzi. Il quale è responsabile di precarietà e disparità tra gli assunti prima e dopo il 7 marzo 2015, con e senza reintegra. A poco sono valsi i numerosi interventi della Consulta sul tema del reintegro. Serve un taglio netto: l'abrogazione del decreto 23 e poi lo stop al tetto agli indennizzi. Gli altri due referendum, sulla lente di ingrandimento, riguardano invece il ripristino delle causali ai contratti a tempo determinato (l'assenza di motivazione dell'assunzione spesso apre ad abusi), com'era in origine nel decreto Dignità. E la responsabilità del committente sugli infortuni sul lavoro, negli appalti. Un percorso di coscrizione e si parte con lo sciopero generale dell'11 aprile di quattro ore in tutti i settori privati e otto ore nell'edilizia contro le morti sul lavoro e per la sicurezza. Poi sabato 20 aprile 2024m la manifestazione nazionale a Roma sempre di Cgil e Uil. Il 1° maggio, anche con la Cisl, a Monfalcone per i vent'anni della Grande Europa, l'allargamento a 25 Paesi, all'epoca celebrato a Gorizia.

Se il tema della festa dei lavoratori è l'Europa, la manifestazione di sabato 25 maggio a Napoli della Cgil con le associazioni della "Via maestra" sarà invece contro il premierato e l'autonomia differenziata, per il lavoro, la salute, la previdenza universale e la pace. È chiaro però che la notizia dei quattro referendum ha un valore politico molto forte. Rimanda alle vecchie battaglie sull'articolo 18, con la radunata oceanica di Sergio Cofferati al Circo Massimo nel 2002. Ma anche all'ultima maratona referendaria di Susanna Camusso. Mentre il terzo fu anche quello stemperato da una proposta pd. La sfida della Cgil dunque è forte. Riportare il tema del precariato al centro del dibattito. E legarlo all'articolo 18, che molti giovani di oggi neanche conoscono, abituati ad aprire e chiudere contratti sempre più brevi e precari.



Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!
Preventivi e computi metrici gratis! Ristruttura casa, ristruttura il tuo bagno. Hai un tetto da ristrutturare noi siamo i professionisti che cercavi.

Calcolo Tempo e Compenso Orario

Calcolo Ritenuta D'acconto

Calcolo Fattura Agente Enasarco

Calcolo Detrazione per Redditi da Lavoro Dipendente

Calcolo Detrazione Figli a Carico

Calcolo del TFR