.

.

© Il Blog di Giacomo Palumbo - Home ufficiale

domenica 12 settembre 2010

“Mission accomplished” For Hillary Clinton

In keeping with his old commitment, August 31, 2010 Barack Obama in a speech from the Oval Office of the White House said on completion of the operation "Iraqi Freedom". Curiously, it gives the word "victory" nor could it, given that his predecessor, George W. Bush had declared "mission accomplished" on 1 May 2003, when the mission was not accomplished at all. And so "Iraqi Freedom" has passed into history for some strange primates: the first war was declared over when it was not the first war-yogurt fixed and fixed deadline, the first war was over twice and the first war without winners.

What has changed in Iraq since 1 September 2010? Nothing, except for a novelty that will see the end. In politics nothing changes: the government was not there before and there is now. Five months after the elections, the positions of various blocks remain irreconcilable. The moderate Shiite bloc of Prime Minister Nuri al-Maliki has 89 seats out of a total of 325, almost as many (91, but not enough) has the Sunni bloc of Iyad Allawi, but the two rivals not only look askance at, but not even talk. So Al-Maliki does not know with whom to ally themselves: the Kurdish bloc has an insufficient number of seats to form a majority and the Shiite party of Muqtada Al-Sadr rejects what Al-Maliki.

In terms of public order does not change anything, if not worse terrorist attacks, which were decreased by 90% compared to 2007, are now growing steadily, supported also by American disengagement. In late August has left a wave of attacks on the ground some fifty victims. In terms of quality of life results are controversial. It 'true that the number of Internet connections has increased over the last seven years from 4,500 to 1 million and 600,000, and mobile phones has risen from eighty thousand to 20 million, but two million Iraqis have fled the country and 150,000 have lost their life, with nearly 5,000 coalition soldiers. The American taxpayers have paid $ 700 billion, yet the electricity is only a few hours a day, drinking water is scarce, education and health systems are inadequate and unemployment remains high. Under the military "revolution" of August 31 actually leave things as they were before. The much touted start of the last "combat units" Italian American actually occurred. What you do in Italy when it becomes apparent that the blue cars are too many? It leaves unchanged the number (or increases) but you change the color of the cars. What you do in Italy when a public referendum decides to repeal the law which provides for a certain ministry? We leave that ministry in its place but the name is changed. And 'what exactly did the U.S. in Iraq because there are still eleven brigades armed to the teeth, seven Army National Guard two and two "combat aviation." The difference is that the U.S. Army brigades will not retain the name of the first (Infantry, Heavy or Stryker) but take the good-natured name brigades "Advise and Assist" while remaining unaltered. In total it is 50,000 soldiers, plus another 10,000 in neighboring Kuwait, ready for any eventuality. The future of the country of Mesopotamia is written in an agreement signed between U.S. and Iraqi governments, under which by December 31, 2011 the last American soldier leaves Iraq. Will be the case? Not exactly. From 1 January 2012 onwards (and no one knows how many more years, unless 12 December of that year does not happen very end of the world) the responsibilities that were once the Pentagon will be made by the U.S. State Department, that will oversee the training of Iraqi police. Military bases will be replaced by consular offices and the U.S. military will be replaced by private security companies. These warriors will run for Iraq aboard armored vehicles and helicopter gunships, but will respond (and this is the main novelty) but not Robert Gates to Hillary Clinton. Let's hope so.

Missione riuscita per Hillary Clinton

Mantenendo fede ad un suo vecchio impegno, il 31 agosto 2010 Barack Obama, in un discorso dallo studio ovale della Casa Bianca, ha dichiarato conclusa l’operazione “Iraqi Freedom”. Curiosamente, non ha pronunciato la parola “vittoria”, né poteva farlo, visto che il suo predecessore George W. Bush aveva già dichiarato “mission accomplished” il 1° maggio 2003, quando la missione non era ancora per nulla compiuta. E così “Iraqi Freedom” è passata alla storia per alcuni bizzarri primati: è stata la prima guerra dichiarata finita quando non lo era, la prima guerra-yogurt a tempo determinato e a scadenza prefissata, la prima guerra finita due volte e la prima guerra senza vincitori.

Cosa cambia in Iraq dal 1° settembre 2010? Niente, a parte una novità che vedremo alla fine. In politica interna non cambia nulla: il governo non c’era prima e non c’è adesso. Cinque mesi dopo le elezioni, le posizioni dei vari blocchi restano inconciliabili. Il blocco sciita moderato del premier Nuri Al-Maliki dispone di 89 seggi su un totale di 325, quasi altrettanti (91, ma non abbastanza) ne ha il blocco sunnita di Iyad Allawi ma i due avversari non solo si guardano in cagnesco, ma non si parlano neppure. E così Al-Maliki non sa con chi allearsi: il blocco curdo ha un numero di seggi insufficiente a formare una maggioranza e il partito sciita di Muqtada Al-Sadr disprezza quello di Al-Maliki.

Sul fronte dell’ordine pubblico non cambia alcunché, se non in peggio: gli attentati terroristici, che erano diminuiti del 90% rispetto al 2007, ora sono in costante aumento, favoriti anche dal disimpegno americano. A fine agosto un’ondata di attentati ha lasciato sul terreno una cinquantina di vittime. Dal punto di vista della qualità della vita i risultati sono controversi. E’ ben vero che il numero delle connessioni internet è aumentato negli ultimi sette anni da 4.500 a 1 milione e 600.000 e che i telefoni cellulari sono passati da ottantamila a 20 milioni, ma due milioni di irakeni hanno lasciato il paese e 150.000 hanno perso la vita, insieme a quasi 5.000 soldati della coalizione. I contribuenti americani hanno pagato 700 miliardi di dollari, eppure la corrente elettrica appare solo per poche ore al giorno, l’acqua potabile scarseggia, i sistemi scolastico e sanitario sono inadeguati e la disoccupazione resta altissima. Sotto il profilo militare la “rivoluzione” del 31 agosto in realtà lascia le cose come stavano prima. La tanto propagandata partenza dell’ultima “unità da combattimento” americana in realtà è avvenuta all’italiana. Cosa si fa in Italia quando risulta evidente che le auto blu sono troppe? Si lascia invariato il numero (o lo si aumenta) ma si cambia il colore delle macchine. Cosa si fa in Italia quando un referendum pubblico decide di abrogare la legge istitutiva di un certo ministero? Si lascia quel ministero al suo posto ma gli si cambia nome. E’ esattamente ciò che hanno fatto gli statunitensi, perché in Iraq rimangono ancora undici brigate armate fino ai denti, di cui sette dell’esercito, due della guardia nazionale e due di “combat aviation”. La differenza sta nel fatto che le brigate dell’US Army non manterranno il nome di prima (Infantry, Stryker o Heavy) ma assumeranno la bonaria denominazione di brigate “Advise and Assist” pur restando tali e quali. In totale si tratta di 50.000 soldati, più altri 10.000 nel vicino Kuwait, pronti ad ogni evenienza. Il futuro del paese mesopotamico sta scritto in un accordo firmato fra i governi USA e irakeno, in base al quale entro il 31 dicembre 2011 l’ultimo soldato americano lascerà l’Iraq. Sarà proprio così? Non esattamente. Dal 1° gennaio 2012 in avanti (e non si sa per quanti anni ancora, a meno che il 12 dicembre di quell’anno non accada davvero la fine del mondo) le responsabilità che prima erano del Pentagono saranno assunte dal Dipartimento di Stato USA, che sovrintenderà all’addestramento della polizia irakena. Le basi militari verranno sostituite da uffici consolari e i militari americani verranno rimpiazzati da compagnie private di sicurezza. Questi armigeri gireranno per l’Iraq a bordo di veicoli corazzati e di elicotteri armati, ma risponderanno (ed è questa la principale novità) non a Robert Gates bensì a Hillary Clinton. Speriamo bene.

sabato 11 settembre 2010

11 settembre 2001: per non dimenticare

Nove anni fa accadeva questa strage. Passeranno anni per ricordarcelo ancora. Quale sia stato la causa di questo brutto evento, a noi non ci sarà mai detto. Tutte coperture o false bugia hanno accompagnato questi video. Io ve li mostro come i Media ce li hanno trasmessi poichè non eravamo presenti. C'è da dire che anche i presenti non saprebbero come interpretare questo gesto, questo omicidio di massa, questo fatto religioso inconsiderabile, questa esplosione premeditata,... improntato sul male e sul dolore. C'è solo da sperare in un cambiamento globale di fratellanza e di speranza verso la pace.

giovedì 9 settembre 2010

La Lega non può che abiurare il decorso naturale della legislatura

Conoscendo la storia della Lega non sorprende poi tanto l'atteggiamento compulsivo del Bossi di questi giorni ed in ultimo l'ipotesi azzardata di sfiduciare il Cavaliere per ottenere il voto subito. Del resto è chiaro che l'unico attore politico a cui in questo momento conviene sopra ogni cosa il ricorso alle urne è proprio il Carroccio.

Si ripeterebbe infatti un risultato molto simile alle ultime amministrative e prima ancora alle elezioni europee, ovvero il registrarsi di uno sfondamento leghista sulla spinta del proprio elettorato fidelizzato che fa da contraltare alla diaspora del Pdl ed in genere ad un molto probabile crescere del tasso di astensionismo. D'altra parte, in queste condizioni, la Lega non può che abiurare il decorso naturale della legislatura giacché Fini, e lo ha fatto intendere abbastanza subdolamente a Mirabello con il giochino dell'uomo decisivo in Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo, punterebbe innanzitutto a creare un polarizzazione Nord-Sud sulla riforma federalista per fare ottimizzare la rendita, anche mediatica, del suo nuovo soggetto politico ed insediarlo prevalentemente nel Mezzogiorno. La costruzione dell'utile politico di Fli su questo fronte comporterebbe come suo specchio e fattore il rallentamento e la rilettura costante dell'azione del Governo con continue richieste di modifiche e di condivisione, strumentale, della grande riforma federalista.

Il logoramento di questo progetto comporterebbe per il Caroccio una sorta di annichilimento perché, a differenza di altri partiti, il federalismo per la Lega non è soltanto un obiettivo ma il fondamento stesso della propria esistenza. Bossi dovrebbe spiegare al suo elettorato perché, dopo circa 10 anni di governo (e due diverse legislature), la riforma federalista non sia stata portata a definitivo compimento o comunque a compimento "annacquato"e a poco servirebbe dare la colpa a Fini in quanto i militanti padani, come tante volte dimostrato a Pontida, poco si appassionano alle speculazioni politiche-sistemiche e piuttosto danno retta alle recrudescenze ancestrali del territorio e della comunità del Nord. Per cui logico che nella testa di Bossi e di tutto lo stato maggiore leghista adesso ci sia il concetto tribale, ma efficace, del "voto o morte" ancora più comprensibile se si pensa che il tesoretto elettorale potrebbe anche essere reinvestito in un'OPA a Palazzo Chigi con un'ipotesi Tremonti che vedrebbe il definitivo soddisfacimento delle ambizioni leghiste di rivoltare come un calzino la nostra forma di Stato in senso autonomistico.

Come disinnescare allora questa terribile morsa che vede il Premier stretto tra Fini e Bossi, incudine e martello, nel paradossale scenario che vede l'alleato più fedele spingere per lo strappo traumatico delle elezioni subito e quello infedele attendere l'asfissia per logoramento? Per uscirne il Cavaliere, a dispetto delle strampalate operazioni di pallottoliere parlamentare, dovrebbe ancorare la legislatura a 2 grandi riforme: quella attuativa del federalismo ed il lodo Alfano costituzionale. A Bossi basterebbe spiegare che il compimento del federalismo sarà difeso ad obiettivo primario della legislatura anche a costo dello "show down", voto su voto con la pattuglia dei finiani e questi ultimi, d'altro canto, sarebbero inchiodati su 2 precisi "aut aut", contando che, dopo l'annuncio di Fini, dovrebbero per forza di cose convergere sullo scudo costituzionale al premier, senza ulteriori spazi tattici di manovra. Una legislatura per due riforme dunque, su cui brandire la questione di responsabilità nazionale e di conseguenza la fiducia al Governo. Se riesce a piantare queste 2 bandiere, il Cavaliere potrà dire con sicurezza di aver messo l'orma decisiva sul cammino di questa legislatura, del suo Governo e della sua storia politica.

mercoledì 8 settembre 2010

A livella di Totò


Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno l'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn'anno, puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.

St'anno m'è capitato n'avventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! Si ce penzo, e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata, senza manco un fiore;
pe' segno, sulamente 'na crucella.

E 'ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato, dormo, o è fantasia?

Ate che fantasia; era 'o Marchese:
c'o' tubbo, 'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'o muorto puveriello... 'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo... calmo calmo,
dicette a don Gennaro: "Giovanotto!

Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, sì, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, sì, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente"

"Signor Marchese, nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo', obbj'... 'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé... - piglia sta violenza...
'A verità, Marché, mme so' scucciato
'e te senti'; e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...

Ma chi te cride d'essere... nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi, ca simmo eguale?
...Muorto si' tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'n'ato è tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo... 'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo,
suppuorteme vicino - che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

What is creativity?

Creativity is one of the salient features of human behavior is dictated by an intelligence not logical, most obvious in some individuals who are able to produce innovations and changes due to their ability to see new connections between thoughts and objects.

Creativity is marked by originality and legality: the former must be present in every artistic creation, while the second is essential to ensure that a work of art can be recognized as such by other individuals. In fact, users of an artistic product accept it or refuse it as such, influenced by social desirability of the product, the presence or absence of communication, and the distortion of the product.
The creation of an artistic creation will also respect the rules, thus avoiding that it is the result of arbitrariness.
The need to study non-measurable aspects of intelligence through logical reasoning, led Wertheimer to conduct initial research on creativity, around the 40s of last century. This student did the productive thinking, denoted by the ability to open new solutions outside of those notes, using several cognitive aspects.
He devised the original measurement scales to quantify what he called "mental capacity restructuring, not measurable through traditional intelligence tests.

Personality traits of the artist

Creativity seems positively influenced by the individual's ability to continually rearrange their lives, but it is hampered by traits of addiction, emotional blocks and neurosis. Many studies have attempted to sketch a profile of the creative personality, concluding that the artist, in broad outline, have the following characteristics:

- Curiosity

- Need order

- Need for achievement

- Authorities

- Independence

- Aggression

- Lack of inhibition

- Unconventional

- Versatility

- Self-discipline and great capacity for work

- Ability criticism, hardly satisfied

- Wide range of interests, which shall not include economic

- Introversion, just eager to social relations

- Intuition and ability to empathize with others' states of mind

- Description of himself as a creative and significant impact on other

Besides being characterized by particular personality traits, the artist has the knowledge and ability to apply techniques that allow you to enhance creativity.

S. Rams, a distinguished historian of medicine, has identified certain conditions that foster the creative process, they are:

- The ability to be alone that allows the individual to listen to their inner world by reducing exposure to conventional stimuli;

- The idle, the jobs do not pay attention to external facilitates the emergence of patterns that deviate from reality;

- Naivety, a term used to indicate the propensity to perceive common features hidden in seemingly different from each other;

- The excitement and discipline, the ability to submit to the rules to avoid arbitrariness.

well act in accordance with the right amount of creativity.

La creatività cos'è?

La creatività è uno dei tratti salienti del comportamento umano, è dettata da un’intelligenza non logica, più evidente in alcuni individui che sono in grado di produrre novità e cambiamenti grazie alla loro capacità di intuire nuove connessioni tra pensieri ed oggetti.

La creatività è contraddistinta dalle caratteristiche di originalità e legalità: la prima deve essere presente in ogni creazione artistica, mentre la seconda è indispensabile per far sì che un’opera d’arte possa essere riconosciuta come tale da altri individui. Infatti, i fruitori di un prodotto artistico lo accettano o lo rifiutano in quanto tale, influenzati dalla desiderabilità sociale del prodotto, dalla presenza o assenza della comunicazione, e dalla distorsione del prodotto stesso.

La realizzazione di una creazione artistica prevede anche il rispetto di regole, evitando in tal modo che essa sia frutto di arbitrarietà.
L’esigenza di studiare aspetti dell’intelligenza non misurabili attraverso il ragionamento logico, portò Wertheimer a condurre le prime ricerche sulla creatività, attorno agli anni ’40 del secolo scorso. Questo studioso si occupò del pensiero produttivo, denotato dalla capacità di aprire nuove soluzioni al di fuori di quelle note, utilizzando molti aspetti cognitivi.
Egli ideò delle scale di misurazione originali per quantificare quella che lui chiamò "capacità di ristrutturazione mentale", non misurabile attraverso i test di intelligenza classici.

Caratteristiche di personalità dell’artista

La creatività sembra influenzata positivamente dalla capacità individuale di riorganizzare continuamente la propria vita, mentre ne è ostacolata da tratti di dipendenza, blocchi emozionali e nevrosi. Molte ricerche hanno tentato di delineare un profilo di personalità creativa, giungendo alla conclusione secondo cui l’artista, a grandi linee, possiede le seguenti caratteristiche:

- curiosità

- bisogno d’ordine

- bisogno di successo

- autorità

- indipendenza

- aggressività

- scarsa inibizione

- non convenzionalità

- versatilità

- autodisciplina e grosse capacità di lavoro

- capacità critiche, difficilmente si ritiene soddisfatto

- ampia gamma di interessi, in cui non rientrano quelli economici

- introversione, poco desideroso di rapporti sociali

- intuizione e capacità di entrare in sintonia con gli altrui stati d’animo

- descrizione di sé come creativo ed un notevole impatto sugli altri

Oltre ad essere contraddistinto da particolari tratti di personalità, l’artista possiede la conoscenza e la capacità di applicare delle tecniche che permettono di potenziare la creatività.

S. Arieti, illustre storico della medicina, ha individuato alcune condizioni che favoriscono il processo creativo, esse sono:

- la capacità di stare solo che permette all’individuo di ascoltare il proprio mondo interno grazie alla riduzione dell’esposizione agli stimoli convenzionali;

- l’inattività, il non prestare attenzione a occupazioni esterne facilita l’emergere di fantasie che si discostano dalla realtà;

- l’ingenuità, termine usato per indicare la propensione ad intuire caratteristiche comuni nascoste tra cose apparentemente differenti tra loro;

- la vivacità e la disciplina, ovvero la capacità di sottomettersi a regole per rifuggire all’arbitrarietà.

Create create create!!!

Working as a librarian.

The book. An object often considered superfluous, not essential. Useless pages, which could only make us lose time, and while a growing number of clothing stores, libraries are becoming increasingly rare. Not to mention libraries, sometimes overlooked by those institutions which should ensure a smooth operation: replace the internet, they preserve a heritage unknown to new generations who are losing their taste, simple and unique at the same time, a book.
Yet "culture is personal adventure" since "begins just when the public education ends" (G. Prezzolini). If only we thought that every page you write is a fragment of life, we would realize the great value of a book: someone gives us the most precious part of himself, since the writer, if he does it with passion, expresses its soul . Even a "summary may be a work of art" because "history is a summary of events, the opera is a summary of feelings" (G. Prezzolini).

Young people, nowadays, reject the idea of spending part of their lives to study for, then find yourself ... how do librarians work in a library if you do not need a culture depth! But the librarian could be compared to the doctor because his task is to provide the necessary tools a person can heal their inner self.
The first library was founded, according to tradition, in the fifteenth century BC C. Thebes, went to the door the inscription "Here is the medicine of the soul."
History has known scholars, librarians, beginning with the greek poet Callimachus, who introduced the great library of Alexandria, built in the Hellenistic period, the Pinakes ("tables"), the oldest systematic catalog known. The same U.S. Melvil Dewey, inventor of the classification system used in most libraries around the world (CCD, Dewey Decimal Classification) was a librarian with immense knowledge.

"The participation and the development of democracy depend on satisfactory education as well as a free and unrestricted access to knowledge, thought, culture and information" and "the public library is an essential condition for ' lifelong learning, independent decision-making, cultural development of individuals and social groups, "says the UNESCO Public Library Manifesto, adopted in November 1994. Among the tasks recognized these public institutions (public, not because government, but because open to the public) is to encourage intercultural dialogue, as is the comparison that comes to the inner wealth. Great, then, are the responsibility of a librarian, an intermediary between users, which, as Alfred Serrai, "all have the right to cultivate and to advance intellectually, and resources available to them.

Each operates through its content, puts man in touch with eternity, as inherent in a past in which it was composed, a present, which is read, and a future, which will be broadcast.
Libraries, mute heirs of a historical memory of those who surround the effort, a time when even the press did not exist, what dell'amanuense considered a sacred work, since the possibility was considered sacred to transmit to posterity their mark in the world through writing. An exciting task, then, that the librarian, if we reflect on its core mission and its role in the education of a man.

Many, perhaps, yet not know that there is a "code of ethics of the librarian" who are required to comply members AIB (Italian Library Association) between the duties to be respected is to "honor the profession, with deep awareness of its social utility. "
So why the profession of librarian is not even considered by young graduates? Recall that "if we know the meaning of life, we open a book there, after all, in the darkest chapter, there is a sentence written especially for us" (Paul mentioned).

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!
Preventivi e computi metrici gratis! Ristruttura casa, ristruttura il tuo bagno. Hai un tetto da ristrutturare noi siamo i professionisti che cercavi.

Calcolo Tempo e Compenso Orario

Calcolo Ritenuta D'acconto

Calcolo Fattura Agente Enasarco

Calcolo Detrazione per Redditi da Lavoro Dipendente

Calcolo Detrazione Figli a Carico

Calcolo del TFR